Recensione del libro "L'uomo che credeva di essere se stesso" di David Ambrose.
Rick
Hamilton conduce una vita assolutamente normale, piena di soddisfazioni, spesa
tra il lavoro di editore e la sua amata famiglia. Ma un giorno, in un momento
inaspettato, tutto cambia, la vita che credeva di avere e soprattutto l'uomo
che credeva di essere in realtà sembrano non esistere più...non
si chiama più Rick, ma Richard, non ha il figlio che credeva di avere
e non è un editore ma agente immobiliare.
Cosa è successo?
È successo che Rick è stato catapultato, per una ragione incomprensibile,
nel corpo del suo alter ego Richard che vive in un universo parallelo, ebbene
si proprio in un altro universo dove le differenze sono impercettibili, ma
purtroppo per il protagonista, esistono.
Gli intrecci ci trascineranno fino alla fine in una storia al limite tra i
classici noir psicologici americani e la fantascienza, con colpi di scena
e interrogativi che incalzano. Il libro è bellissimo, mi ha tenuta
inchiodata dalla prima all'ultima pagina e anche se varrebbe la pena raccontare
la storia nei dettagli, credo che sia molto meglio leggerlo per assaporarne
i colori di una storia complicata, ma ben scritta. È edito dalla Meridiano
Zero, piccola casa editrice specializzata nel noir..lo consiglio anche
ai non amanti del genere.
Una recensione del libro "L'uomo che credeva di essere se stesso" inserita da anotherday - 15/11/2005