Appunti di Economia Politica
Le politiche in presenza di esternalità e beni pubblici
L’esternalità genera una disuguaglianza fra costo privato e
sociale (esternalità di produzione), e fra utilità marginale
privata e sociale (esternalità di consumo). Queste divergenze provocano
inefficienza che possono essere eliminate con il rimuovere le divergenze stesse,
ossia interiorizzare il costo o il vantaggio procurato da un operatore alla
collettività.
Le politiche pubbliche tendenti ad accrescere l’efficienza allocativa
in presenza di esternalità sono:
1. La tassazione (sussidiazione) delle attività dalle
cui scaturiscono le diseconomie (economie) esterne.
2. Incentivazione volta a eliminare le diseconomie esterne.
3. Introduzione di diritti negoziabili alla creazione di
diseconomie esterne.
4. La regolamentazione.
Esistono 3 problemi sulla fornitura di un bene pubblico:
Per determinare il livello del bene pubblico e alla ripartizione del costo
si perviene attraverso meccanismi.
I metodi usati per valutare la domanda di beni pubblici ricorrono a dati sia
di mercato (informazioni indirette sulla disponibilità a pagare manifestata
dagli individui per godere del bene pubblico in questione) sia di non mercato
(interviste o esperimenti). Determinato il livello del bene pubblico, è
un qualche soggetto pubblico che finanzia la produzione, a carico del suo
bilancio con eventuali contributi di privati. Riguardo a chi deve produrre
il bene pubblico, è un problema che può essere affrontato separatamente
anche se la produzione da parte di privati può risultare più
efficiente.
Gli obiettivi macroeconomici e la politica monetaria
La politica macroeconomica tende al raggiungimento della piena occupazione, stabilità dei prezzi, equilibrio della bilancia dei pagamenti e sviluppo. Si deriva un modello di analisi che individua le variabili alle quali si assegna il ruolo di strumenti e indica i legami fra obiettivi e strumenti, consentendo di fissare il valore di questi ultimi al livello ottimale. Gli strumenti di politica economica sono la politica monetaria, fiscale, dei prezzi e dei redditi, del cambio.
Per comprendere le ragioni e natura dell’instabilità di un sistema capitalistico è necessario introdurre i caratteri di un economia monetaria; in questa economia le transazioni sono regolate con lo scambio della moneta che ha le caratteristiche (funzioni) di mezzo di pagamento o intermediario degli scambi; unità di conto (numerario), è il bene attraverso vengono calcolati tutti i prezzi e contabilizzati i valori; riserva di valori, di mezzo per trasferire potere di acquisto nel tempo. L’evoluzione del ruolo di moneta parte dalla moneta merce, moneta metallica coniata fino alla moneta cartacea e alla moneta bancaria. L’accettazione della moneta bancaria è sollecitata dal sorgere di istituzioni capaci di generare fiducia, come gli intermediari finanziari.
L’ipotesi di economia monetaria comporta che vi sia scissione fra il momento in cui i redditi vengono percepiti e quello nel quale vengono spesi. I “partecipanti alla produzione” ricevono una quantità di moneta che conferisce loro un potere di acquisto dei beni prodotti. Alcuni (famiglie) domanderanno solo una parte dei beni dei quali possono consumare e risparmieranno la differenza. Al contrario, altri (le imprese) domanderanno beni per un valore superiore a quello loro assegnato nella distribuzione del reddito, al fine di aumentare la loro capacità produttiva (investimento). Esistono quindi unità di surplus di risparmio e unità in deficit di risparmio (eccesso di spesa). Per soddisfare i piani di risparmio e quelli di spesa simultaneamente esistono strumenti finanziari, in particolare di crediti diretti (prestiti, obbligazioni, azioni, etc.)
I crediti diretti sono negoziati nei mercati finanziari o dei capitali nei quali si distinguono i mercati:
Tuttavia i crediti diretti hanno spazio di azione limitato, se vi è
ampia differenza fra le condizioni (tassi o scadenze) richieste dagli uni
e dagli altri e se i mercati sono imperfetti.
Lo sviluppo di intermediari finanziari e con essi dei crediti
indiretti (dalle unità in surplus agli intermediari e da questi
alle unità in deficit) può abbassare il costo del credito per
3 ragioni.
I crediti diretti e indiretti costituiscono l’insieme delle passività
finanziarie. L’insieme degli intermediari finanziari, delle attività
finanziarie e dei relativi mercati è la struttura finanziaria di un
economia.
Gli intermediari finanziari arricchiscono il quadro degli operatori economici
e delle modalità di finanziamento; quindi vi è una varietà
di strumenti finanziari, differenziati per forma, scadenza e altre condizioni
di finanziamento e del soggetto che assume su di se la passività finanziaria.
La specializzazione si riferisce al ramo economico, alla scadenza, alla forma.
Si individuano 2 tipi di moneta e corrispondentemente 2 tipi di intermediari finanziari capaci di crearli:
Nel caso dei depositi bancari la natura di moneta è la conseguenza
di un’accettazione del tutto fiduciaria, non imposta da un autorità
esterna. La circolazione di alcuni depositi bancari è assicurata dall’assegno
e dal giroconto.
Il ruolo degli operatori pubblici nella creazione di nuovi strumenti di liquidità
è rilevanza per le ampie emissioni da parte del Tesoro di titoli a
breve (BOT) e di titoli a medio e lungo termine. La raccolta bancaria pronti
contro termine consiste nella vendita di titoli a pronti e nel contemporaneo
riacquisto a termine degli stessi; i certificati di deposito sono titoli di
debito trasferibili, rappresentativi di depositi a scadenza vincolata; le
accettazioni bancarie sono cambiali tratte spiccate da un cliente.
Nell’Unione monetaria si distinguono 3 aggregati monetari:
Lo sviluppo del sistema finanziario può comportare accresciuti rischi di instabilità; può emergere il pericolo che le riserve detenute dalle banche siano insufficienti per far fronte ai ritiri imprevisti dei depositi. L’insolvenza degli intermediari si evita se l’istituto di emissione fornisce loro la liquidità necessaria, assolvendo alla funzione, che assume rilevanza pubblica, di prestatore di ultima istanza e operando come Banca centrale. Inoltre ha la funzione di regolamentare la condotta delle banche ed effettuare controlli per assicurare il rispetto delle regole per garantire la stabilità del sistema finanziario. La funzione di regolamentazione dell’attività delle banche include la fissazione di un obbligo di mantenere a fronte dei depositi una riserva obbligatoria in aggiunta a quella di carattere libero. Le attività finanziarie che possono essere utilizzate dalle banche ordinarie al fine di costituire una tale riserva formano la base monetaria che comprende tutte le passività a vista emesse dalle autorità monetarie nonché quelle prontamente trasformabili in esse (circolante, riserva costituita presso la BCE, depositi costituiti dalle banche presso la BCE). La base monetaria risponde all’esigenza del sistema bancario di mantenere riserve libere e di adempiere all’obbligo di costituzione della riserva obbligatoria. Gli impieghi (domanda) della base monetaria, sono presso le banche (riserve) e presso il pubblico (circolante). I canali o le fonti attraverso i quali la base monetaria viene creata (offerta) sono individuati con riferimento ai settori istituzionali che fungono da contropartita alle operazioni di credito della Banca centrale.
Una dispensa di Economia Politica sui "Beni pubblici" inserita da Francy 83 il: 06/04/2005.