HEGEL
STILE DI HEGEL
Difficile perché molto astratto e ogni parte del suo sistema presuppone
quella precedente e quella successiva. Bisogna immergersi nella sua filosofia
se si vuole capirla.
COMPITO DELLA FILOSOFIA
- COMPRENDERE IL MONDO ED IL PROPRIO TEMPO PER QUELLO CHE SONO (capire
il significato della struttura della società, le forme di governo,
le tradizioni nel momento in cui si vive) – Ogni epoca storica ha
una struttura razionale, frutto di uno sviluppo precedente avvenuto in tappe
necessarie.
- SUPERARE LE SCISSIONI, CONCILIARE GLI OPPOSTI. Anche il negativo
ha ragione d’essere nella storia e svolge una funzione essenziale
in essa (il negativo è solo un momento nello sviluppo dialettico
della storia che porta ad un nuovo momento di positività).
- COGLIERE RAZIONALMENTE L’ASSOLUTO (lo spirito assoluto che si sviluppa
dentro la storia).
PRESUPPOSTI DELLA FILOSOFIA HEGELIANA
- LA SUA È UNA FILOSOFIA SISTEMATICA (ogni parte di essa
è strettamente concatenata al tutto, presuppone la parte precedente
e implica quella successiva). Anche la realtà e la storia sono sistematiche.
La filosofia hegeliana è divisa in:
- Logica (si occupa del pensiero o “idea in sé” e
della tesi)
- Filosofia della natura (si occupa della natura o “idea fuori
di sé” e dell’antitesi)
- Filosofia dello spirito (si occupa dello spirito o “idea in
sé e per sé” e della sintesi)
- IDENTITÀ DI REALE E RAZIONALE (tutto ciò che è reale
è anche razionale e viceversa -panlogismo-).
- Reale significa che è conoscibile ed ha una spiegazione razionale
per essere reale
- Esistente significa contingente e casuale, e abbonda in natura
Se non si prende in considerazione la differenza tra reale ed esistente
Hegel può sembrare un giustificazionista e un idealista.
- RAZIONALITÀ COME PROCESSO (la razionalità è un processo
che si costruisce poco per volta).
Il logos non sta nelle singole cose, esso è immanente alla
realtà in una trama di legami logici che la ragione cerca di cogliere.
- DIALETTICA (deriva dal greco e significa muoversi da una parte all’altra).
Hegel riconosce in Eraclito l’iniziatore della dialettica. Per entrambi
la dialettica è la legge della realtà (infatti gli
elementi sono legati l’un l’altro) e del pensiero (infatti
pensando e parlando colleghiamo diversi concetti).
Il procedimento dialettico è un procedimento triadico (si svolge
attraverso 3 momenti inscindibili):
- Tesi (momento astratto intellettuale) – E’ il momento
in cui si afferma qualcosa (Es. essere)
- Antitesi (momento negativo razionale) – E’ la negazione
generata dalla tesi (Es. nulla)
Nessuno di questi 2 momenti è vero, ma sono accentuazioni unilaterali
della realtà (la rappresentano in modo fisso e rigido). Essi trovano
superamento e inveramento nella
- Sintesi – Essa toglie alle altre 2 la pretesa di assolutezza
mentre conserva l’elemento fondamentale. Diventa finalmente consapevole
di sé stessa (Es. divenire).
La sintesi diventa poi tesi di una altro procedimento triabico e tutto
si ripete
- a) IL VERO È L’INTERO (la verità sta soltanto alla
fine del processo conoscitivo) – Piano logico.
b) L’INFINITO, L’ASSOLUTO È TOTALITÀ PROCESSUALE
NECESSARIA (esso è composto dalla somma di
tanti finiti o è il finito infinitizzato) – Piano ontologico.
- DIFFERENZA TRA RAGIONE E INTELLETTO:
- L’intelletto è la facoltà che distingue, separa,
contrappone (facoltà scientifica)
- La ragione è la facoltà dialettica che riconosce l’unità
dei contrari (facoltà filosofica)
La ragione è più importante dell’intelletto perché
per Hegel la scienza dà troppe cose per scontate.
IL SISTEMA HEGELIANO
- Nell’ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE IN COMPENDIO Hegel
ricostruisce il processo che porta alla formazione dell’assoluto ponendosi
dal punto di vista di esso (dal punto di vista di chi sa tutto).
- Nella FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO Hegel descrive il difficile cammino
che la coscienza compie per arrivare al punto di vista dell’assoluto
(alla conoscenza vera e assoluta).
La coscienza individuale parte dalla constatazione di un dualismo fra soggetto
e oggetto, fra spirito e materia, e solo dopo molti erramenti comprende
che quel dualismo è solo apparente: soggetto e oggetto, spirito e
materia, sono solo tappe del processo dialettico attraverso cui l’assoluto
si forma e prende coscienza di sé.
LOGICA
Studia il pensiero; un pensiero in potenza,
non ancora estrinsecatosi; un pensiero puro,
indipendente da contenuti (Es. Dio prima della creazione del mondo).
I suoi contenuti sono le categorie, che riprendono in parte Aristotele:
- ESSERE – tesi
- ESSENZA – antitesi
- CONCETTO – sintesi
Queste categorie, che formano una triade, si possono dividere in ulteriori
categorie come QUALITÀ, QUANTITÀ, CAUSA, SOSTANZA, NECESSITÀ,
RELAZIONE, ecc. Ma anche se Hegel le presenta come categorie distinte, esse
sono inscindibili, perché il pensiero è un fluire continuo.
Il pensiero, e quindi le categorie che il pensiero utilizza, corrisponde
perfettamente alla struttura fondamentale della realtà, quindi il pensiero
è l’ossatura della realtà.
LOGICA e METAFISICA si identificano, come ESSERE e PENSIERO (panlogismo).
I meccanismi del pensiero sono processi dialettici rigorosamente deduttivi:
ogni cosa viene dedotta dall’elemento precedente (pandeduttivismo),
infatti spiegare non è descrivere, bensì dedurre (trovare il
legame razionale tra 2 elementi).
Hegel venne criticato per questo da alcuni filosofi che dicevano che alcuni
termini sono solo accostati senza che ci sia una necessità ferrea che
porti ad un determinato risultato.
FILOSOFIA DELLA NATURA
Parla dell’idea che si estrinseca, esce da sé, si aliena,
si fa altro da sé. La natura è l’antitesi del pensiero,
la sua negazione, anche se ne conserva traccia (Es. Il mondo creato da
Dio).
Anche la natura è formata da una triade fondamentale:
- MECCANICA (idea come pura esteriorità) – tesi
- FISICA (idea come individualità naturale) – antitesi. In
essa sono le leggi necessarie della natura
- FISICA ORGANICA (idea come individualità soggettiva) – sintesi
Hegel pretende di dedurre, col pandeduttivismo dialettico, tutte le categorie
dei fenomeni naturali, cioè quella che lui considera l’ossatura
razionale della natura.
La natura è concepita in termini negativi in contrapposizione ai romantici
perché:
- È la negazione del pensiero, la decadenza dell’idea (Es.
L’immagine imperfetta di Dio)
- È il regno dell’accidentalità, dell’esistente,
del contingente. La natura conserva la sua razionalità, ma non è
del tutto prevedibile (non può essere sempre utilizzato il processo
triadico)
E in contrapposizione alla scienza perché:
- La scienza descrive ma dà per scontata la materia
- La filosofia, invece, non dà nulla per scontato e spiega l’esistenza
della materia
FILOSOFIA DELLO SPIRITO
Parla dell’assoluto che pensa sé stesso, è autocosciente
perché è passato attraverso l’esperienza del negativo
e ripercorre le tappe della sua storia.
È formata da una triade fondamentale composta da:
- SPIRITO SOGGETTIVO [uomo al di là dei rapporti umani]
- ANTROPOLOGIA (anima) – unità di soggetto e oggetto
- FENOMENOLOGIA (coscienza) – unità negata, opposizione
tra soggetto e oggetto
- PSICOLOGIA (soggetto conoscente e agente) – unità mediata,
soggetto e oggetto sono il prodotto di un’unica attività
- SPIRITO OGGETTIVO [uomo che realizza al sua libertà in rapporto
con gli altri]
- DIRITTO ASTRATTO (proprietà, contratto, illecito e pena) –
sfera dell’esteriorità
- MORALITÀ – sfera dell’interiorità
- ETICITÀ (famiglia, società civile, stato) – sfera
del bene comune
- SPIRITO ASSOLUTO [più alte manifestazioni dello spirito umano]
- ARTE – coglie l’assoluto con l’intuizione sensibile
(non mediata da un ragionamento)
- RELIGIONE – con il sentimento e la rappresentazione mitica
(metafora x raccontare l’assoluto)
- FILOSOFIA – con il concetto
Lo spirito oggettivo si occupa dei rapporti (giuridici, economici, politici,
sociali) dell’uomo con gli altri uomini. Questi rapporti portano alla
realizzazione della libertà, perché il volere del singolo si
armonizza con il volere universale.
- Proprietà: diritto che comprende la garanzia del
possesso delle cose (elemento fondamentale per la società borghese
e liberale del tempo di Hegel) e di sé stessi (habeas corpus, schiavitù
impensabile in una società moderna).
Contratto: momento di unità determinato dal convenire
di volontà differenti; unità comunque precaria, perché
basata sull’arbitrio dei singoli contraenti (Hegel critica il contrattualismo
e la concezione Kantiana del matrimonio come contratto).
Illecito: violazione del diritto di tutti, sostituito con
un diritto individuale; deriva dal disagio del singolo nei confronti delle
regole.
Pena: azione volta a reintegrare la libertà messa
in discussione dall’illecito; la pena non è una vendetta, ma
un diritto di chi ha commesso l’illecito (Hegel sostiene la pena di
morte).
- L’uomo si adegua a delle regole che egli stesso si dà in
base a un movente, cioè quello che lui considera il bene; l’idea
di bene è però soggettiva perché deriva dall’interiorità
di ognuno.
- Famiglia (mononucleare borghese): è il luogo dell’unione.
E’ un organismo immediatamente unitario, e i suoi membri costituiscono
un tutt’uno in rapporto con l’esterno. E’ costituita da
matrimonio, patrimonio ed educazione dei figli:
- Il matrimonio nasce dal libero consenso di due persone ed è
caratterizzato da un rapporto d’amore che li lega.
- Il patrimonio (ciò che la famiglia possiede) e l’educazione
dei figli sono caratterizzati da un rapporto di fiducia tra marito e
moglie (fiducia che il patrimonio venga usata per il bene di tutti e
fiducia che i figli siano educati bene).
Società civile: è il luogo della divisione
(del lavoro, delle classi sociali). Racchiude i soggetti economici la
cui volontà e il cui agire paiono determinati dall’interesse
particolare, senza che si manifesti una dimensione collettiva. Questa
insocievolezza tuttavia nasconde una socievolezza di fondo che riaffiora
a poco a poco avvicinandosi allo stato. La società civile è
costituita da:
- Il sistema dei bisogni, in cui la trama degli egoismi privati concorre
alla soddisfazione dei bisogni altrui, grazie ad un’interdipendenza
del lavoro.
- L’amministrazione della giustizia, che consiste in un insieme
di leggi positive emanate da un potere superiore ai singoli e fatte
rispettare dai giudici. L’amministrazione tutela i beni e i diritti
del singolo e si fa carico del suo benessere.
- La polizia e le corporazioni, che corrispondono al momento più
alto della ricomposizione tra singolo e totalità, anche se in
un ambito ristretto.
Stato: è il luogo della compiuta realizzazione
della volontà libera (libertà); questa è una volontà
universale perché razionale, e non deriva da una convergenza delle
volontà particolari, le quali sono subordinate e sacrificate. Lo
stato è costituito da:
- Diritto statale interno. La miglior forma di governo è
la monarchia costituzionale (non legittimata per diritto divino) nella
quale i poteri dello stato sono raccolti in unità e si contemperano
fra loro, e la costituzione incarna i valori fondamentali del popolo.
- Diritto statale esterno. Ogni stato si presenta come un
individuo compiuto e autonomo dagli altri; i rapporti internazionali
non sono sanciti da una volontà universale, e ogni stato agisce
secondo la propria volontà particolare. Nel caso sorgano dei
contrasti tra stati, si può ricorrere alla guerra per risolverli,
e anzi a volte la guerra risulta utile.
- Storia del mondo. La storia non è un insieme di fatti
casuali (come la vede l’intelletto), ma ha una funzione provvidenziale
e finalistica, perché è il processo attraverso il quale
tende a realizzarsi l’assoluto (la libertà) [Fichte e rapporto
io-nn io]. Questo processo si sviluppa grazie allo spirito del mondo
(la razionalità), il quale nella storia ha incarnato popoli diversi,
popoli che di volta in volta hanno assunto il ruolo di popolo dominante
(Regno orientale=dispotismo, Regno greco-romano=libertà di pochi,
Regno germanico=libertà di tutti, ottenuta col cristianesimo).
Ogni popolo dominante ha dovuto, e dovrà, portare avanti il processo
attraverso il conflitto con gli altri popoli, credendo di operare per
i propri scopi, ma invece contribuendo alla realizzazione dello scopo
universale della ragione (chiamato astuzia della ragione).
Nello spirito assoluto l’idea giunge all’autoconsapevolezza,
a conoscere sé stessa.
Le espressioni dello spirito non si distinguono per il contenuto, il quale
è per tutte l’assoluto, l’intero, ma per la forma con cui
esse conoscono l’assoluto.
- L’opera d’arte è data dalla unione del concetto con
i materiali sensibili (percepibile coi sensi come poesia, pittura, musica,
ecc.). Essa è prodotta dallo spirito e rappresenta l’alienarsi
del concetto nel sensibile. Il sensibile diventa quindi veicolo dell’espressione
di un significato universale, della totalità (cioè del contenuto
spirituale del tempo in cui l’artista vive).
Hegel distingue tre momenti fondamentali della storia dell’arte:
- L’arte simbolica, nella quale il contenuto è povero
e la forma semplice, elementare.
- L’arte classica, caratterizzata da un perfetto equilibrio di
contenuto e forma e in cui prevale l’armonia e l’ordine
(Hegel era un profondo conoscitore della Grecia classica)
- L’arte romantica, caratterizzata da una nuova sproporzione
tra contenuto (alto, contraddistinto dall’ansia verso l’infinito)
e forma (incapace di esprimere questo contenuto)
Lo scopo dell’arte di cogliere l’assoluto è però
realizzato meglio e superato da religione e filosofia.
- La religione rappresenta e racconta Dio, cioè la verità
(Hegel critica il deismo illuministico); infatti il sentimento religioso
è il veicolo attraverso il quale l’uomo entra in rapporto con
la verità e l’assoluto. Come i materiali sensibili per l’arte,
i miti per la religione racchiudono dei concetti.
Hegel distingue tre tipi di religione succedutisi nella storia:
- Religione panteistica e naturalistica (di tipo primitivo, orientale)
- Religione politeistica (quella greco-romana, ma anche quella giudaica)
- Religione cristiana (con il contenuto concettuale più ricco
perché Dio si identifica con l’assoluto)
- Nella filosofia il percorso dell’autoconoscersi dello spirito giunge
al termine col raggiungimento della forma assoluta (ora mediata dalla ragione).
Le filosofie succedutesi nella storia non sono nate casualmente: ogni filosofia
rappresenta infatti il superamento dialettico di quella precedente, conservando
però il nucleo essenziale e inverandolo in una prospettiva più
completa.
Vedi anche:
Una dispensa di filosofia su " Hegel "
di ocia87 - 02/03/2006