Banche: TAEG per i prestiti ed ISC per i conti correnti

Costo effettivo dei mutui (detto TAEG) e dei conti correnti affidati e no (detto ISC): spiegazioni e programma di calcolo

E’ una rivoluzione.

Conoscere in anticipo quanto ci costerà un conto corrente o un affidamento è veramente una rivoluzione.

Sì, perché sapere che un conto presso una banca ci costerà per es. 120 euro l’anno, mentre presso un’altra banca per lo stesso conto pagheremo 90 euro, ci permette di risparmiare un sacco di soldi.

Abbiamo la possibilità di aprire il conto presso l’istituto di credito dove questo costa di meno.

Non dovremo più stare appresso a quella selva di condizioni che non ci fanno capire niente e soprattutto non ci fanno capire qual è il conto più conveniente.

Adesso c’è un unico metro di misura per i conti correnti: l’ISC, ovvero l’indicatore sintetico di costo, che ci dice quanto costa in un anno il rapporto di conto corrente che andiamo ad aprire o già possediamo.

Per esempio un conto corrente con un ISC di 90, significa che per quel conto e con il nostro profilo di utilizzazione pagheremo in media circa 90 euro ogni anno.

E’ quindi sufficiente confrontare l’indice ISC delle diverse banche per sapere quella che ci offre il conto alle migliori condizioni, perché sarà quella con l’ISC più basso.

Per fare questo confronto non serve neanche recarsi allo sportello e leggere i fogli informativi degli istituti, possiamo farlo direttamente da casa visitando i siti web delle vari banche e cliccando sulla voce “trasparenza”, ove troveremo sicuramente questi dati in quanto le banche hanno l’obbligo di pubblicarli.

E lo stesso vale per gli affidamenti, cioè per le aperture di credito in conto corrente (meglio conosciute come scoperti di conto) e per i mutui.

Anche per gli scoperti di conto è previsto l’obbligo a carico delle banche di indicare l’ISC, ovvero il costo annuo di tale forma di affidamento.

Pertanto un semplice confronto dell’ISC sui fidi in conto corrente, rintracciabile sul sito web delle banche, ci dice immediatamente l’istituto che ci tratterà meglio.

Per i mutui l’indicatore unico espressivo di tutti i costi (non solo del tasso di interesse, ma pure delle spese) si chiama invece TAEG, tasso effettivo globale.

Esso funziona come l’ISC, però in percentuale.

In altre parole un mutuo con un TAEG dell’8,50% significa che ogni anno pagheremo l’8,50% del capitale preso in prestito: per es. se abbiamo preso un prestito di euro 100.000, pagheremo euro 8.500 l’anno tra interessi e spese per tutta la durata del prestito (se a rata fissa) o almeno per l’anno immediatamente successivo (se il mutuo è a rata in qualche modo variabile).

Anche in questo caso quindi è sufficiente un semplice confronto tra le banche per sapere chi offre il mutuo più conveniente, cioè con il TAEG più basso.

E l’importanza del TAEG è evidente se solo si pensi per un attimo al fatto che non è il tasso di interesse, come pensano molti, a fare la differenza circa la gravosità o meno di un mutuo, ma tutte quelle numerose spese che lo circondano (di erogazione o di incasso delle rate), le quali raggiungono spesso livelli vergognosi.

Studiamo.it offre gratuitamente al suo pubblico i programmi per calcolare questi indici (ISC e TAEG), sia per conoscerli quando si dispone degli altri dati, sia per verificare se quelli forniti dalle banche sono giusti (cosa che non è per niente scontata).

 

Programmi per il calcolo di ISC e TAEG
Software per calcolare il TAEG dei prestiti
ISC per i conti correnti non affidati
ISC per i conti correnti non affidati

 

Analizzate bene i costi bancari e buona fortuna!

Autore: Steve Round

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