Banca ed operazioni bancarie: corso completo

Cos’è la banca e come funziona

I servizi bancari

L’area dei servizi bancari

Abbiamo detto che la banca, oltre a fare intermediazione nel settore del credito, offre anche un’ampia gamma di servizi alla sua clientela.

Con l’erogazione dei servizi bancari la banca quindi non fa né raccolta né credito, ma punta a conseguire rilevanti ricavi sotto forma di commissioni e provvigioni, nonché ad aumentare il numero dei propri clienti.

Una tra le tante classificazioni di queste attività della banca estranee all’intermediazione creditizia è la seguente, che distingue tra servizi di:

  1. incasso e pagamento
  2. incasso effetti e Ri.Ba.
  3. deposito a custodia ed in amministrazione
  4. risparmio amministrato
  5. risparmio gestito
  6. private/corporate banking

Vediamoli uno ad uno.

1) Servizi di incasso e pagamento

I servizi di incasso e pagamento si distinguono a loro volta nei seguenti:

Emissione di assegni circolari

Si tratta di un’operazione che ha anche una funzione di raccolta (a brevissimo termine: non più di 3/4 giorni) e non solo di servizi.

L’assegno circolare è un titolo di credito contenente la promessa incondizionata della banca di pagare, all’ordine ed a vista, un certa somma (quella indicata sul titolo) ad una certa persona (anch’essa sempre indicata sul titolo).

E’ emesso dalla banche all’uopo autorizzate dietro versamento, da parte del richiedente, della somma corrispondente.

Gli assegni circolari non possono essere emessi al portatore e seguono le regole generali dell’antiriciclaggio,  per le quali quando il loro importo è pari o maggiore di 1.000 euro devono riportare la clausola “non trasferibile”. Quindi in quest’ultimo caso sono pagabili solo al beneficiario indicato sul titolo stesso.

Al di sotto dei 1.000 euro possono essere emessi liberi, così da poter essere trasferiti mediante girata (essendo titoli all’ordine).

La circostanza che l’emittente degli assegni circolari sia una banca fa sì che essi siano ben accetti nelle transazioni commerciali, vista la sicurezza del loro pagamento (gli assegni circolari non sono quindi mai “scoperti”, come invece può accadere per gli assegni bancari).

Sportelli automatici ATM

Gli ATM sono apparecchiature automatiche ubicate accanto agli sportelli della banca che li gestisce, ma anche presso punti strategici come centri commerciali, ospedali, ministeri, ecc…

I clienti bancari (di tutte le banche) possono utilizzare questi ATM per fare alcune operazioni, tra cui la più importante è sicuramente il prelievo di contanti.

Ma con l’ATM è possibile effettuare anche molte altre operazioni: per es. ricevere informazioni sul saldo del proprio conto (compreso l’estratto conto), ricaricare la carta prepagata ed il telefono cellulare, pagare utenze e bollette e, nel caso degli ATM di ultima generazione, versare contanti ed assegni sul c/c collegato alla propria tessera Bancomat.

L’utilizzo dell’ATM richiede infatti il possesso di una tessera Bancomat personale e la conoscenza di un codice numerico segreto (PIN).

Bonifici

Il bonifico è un ordine che il correntista dà alla propria banca di pagare una certa somma ad un altro correntista della stessa banca o di altra banca.

Si tratta di una classica operazione di pagamento nell’ambito delle normali transazioni commerciali.

In alcuni casi è anche un’operazione obbligatoria, perché imposta dalla normativa nazionale per realizzare la tracciabilità dei pagamenti (per es. nel caso di pagamenti alla pubblica amministrazione, quando si devono remunerare lavori agevolati di ristrutturazione edilizia e tutte le volte che il bonifico è la strada obbligata, insieme ad altre modalità di pagamento, per l’impossibilità di usare contanti o titoli al portatore).

Quando il bonifico avviene tra due c/c dello stesso correntista si parla più correttamente di giroconto.

Carta di debito

Le carte di debito, conosciute in Italia soprattutto con il termine Bancomat, sono strumenti elettronici con cui il titolare può fare pagamenti presso gli esercizi convenzionati (mediante apparecchiature chiamate POS), oppure ritirare contante presso gli sportelli automatici ATM.

L’importo della transazione viene addebitato sul c/c collegato alla carta di debito con la stessa valuta dell’operazione effettuata, per cui in sostanza l’uso del Bancomat equivale in tutto per tutto all’uso del contante (differentemente dalla carta di credito che viene addebitata dopo un certo lasso di tempo, giustificando così la parola “credito” contenuta nel suo nome).

Quando si usa la carta di debito per pagare gli acquisti fatti negli esercizi commerciali (quindi ai POS dei negozi), la carta che si ha in mano è detta “Pagobancomat” e con il suo utilizzo vengono automaticamente addebitati ed accreditati, per l’importo speso, rispettivamente i conti correnti del compratore e del negoziante-venditore.

Per utilizzare la carta di debito bisogna inserire il PIN, ovvero un numero personale segreto, sia sulla tastiera degli ATM, sia su quella dei POS.

Con i nuovi ATM e la carta di debito si possono fare anche molte altre operazioni, come per es. il pagamento di bollette ed utenze e la ricarica dei telefoni cellulari.

Carta di credito

Le carte di credito sono strumenti elettronici con i quali il titolare può effettuare acquisti di beni e servizi presso gli esercizi convenzionati, oppure prelievi di contanti presso le strutture ATM anche all’estero. Sono quindi veri e propri mezzi di pagamento, sicuri e largamente accettati nel mondo.

Per ricevere la carta di credito il titolare deve aprire un c/c e stipulare apposito contratto con l’emittente la carta di credito (attraverso la banca).

La differenza (non di poco conto) rispetto alla carta di debito è che con la carta di credito l’addebito delle operazioni di acquisto effettuate avviene dopo un certo lasso di tempo (in genere il mese successivo) e con valuta successiva, dando luogo di fatto ad un’operazione di credito senza interessi. E’ per questo che la carta di credito ha un massimale di spesa periodico.

Tutti gli acquisti sono raggruppati e addebitati mensilmente in unica soluzione, con l’invio al domicilio del titolare di un rendiconto completo delle spese (estratto conto della carta di credito).

 

Per l’uso della carta di credito occorre, oltre il possesso della carta magnetica, firmare i documenti di spesa del negoziante (che ha facoltà di controllare il documento del titolare per verificarne la corrispondenza con il nome riportato sulla carta). Solo per i prelevamenti dagli ATM è necessario un PIN identificativo.

Una carta di credito molto particolare è la c.d. carta revolving, che abbina al servizio di pagamento degli acquisti la concessione di un prestito rateizzato, dando così luogo ad una classica operazione di credito al consumo.

In altre parole ogni volta che la carta revolving viene usata il suo titolare accende un finanziamento rateale con il quale paga l’acquisto fatto. Le rate gli saranno poi addebitate periodicamente, secondo il piano d’ammortamento stabilito, direttamente sul c/c legato alla carta.

In altri paesi (per es. negli USA) questa forma di credito al consumo è molto sviluppata, tant’è che in tali nazioni i beni di consumo durevoli, come ad es. gli elettrodomestici o l’automobile, sono comprati più a rate che con il pagamento immediato dell’intero prezzo.

Carta Tasca o prepagata

La carta Tasca o prepagata è una carta di credito che non richiede l’apertura di un conto corrente a monte, perché il credito incorporato nel suo microchip – e spendibile in negozi, sportelli automatici e su Internet – deriva da un versamento iniziale (provvista), effettuato presso la banca emittente la carta prepagata stessa.

Si tratta dell’esempio più evidente, insieme alle carte telefoniche ed a quelle per la visione di canali TV digitali o satellitari, della cosiddetta moneta elettronica, ovvero di carte ricaricabili, utilizzabili come mezzi di pagamento al posto del contante, il cui credito è memorizzato sul dispositivo elettronico (microchip) incorporato all’interno della tessera.

Questo valore diminuisce automaticamente al momento dell’esecuzione degli acquisti (o prelevamenti tramite ATM) e può essere ricostituito con successivi versamenti, da farsi sempre presso la banca emittente la carta.

L’uso della carta Tasca è ottimale per gli acquisti su Internet ed in tutti gli altri casi in cui non si vuole correre il rischio di una sua sottrazione fraudolenta (“clonazione” dei dati della carta) o comunque quando si vuole mettere un massimale all’importo spendibile, corrispondente in questo caso alla somma versta e memorizzata sulla carta.

L’impulso alla diffusione iniziale della carta prepagata è stato infatti dato dalla necessità dei genitori di dotare i giovani figli di un mezzo di pagamento limitato, che sostituisse i contanti per motivi di sicurezza (ad es. per i viaggi all’estero).

Home Banking

L’Home Banking consiste nella possibilità data ai clienti della banca di fare alcune operazioni di conto corrente direttamente da casa o dall’ufficio, tramite i moderni mezzi telematici e la rete Internet.

Con l’Home Banking il correntista può fare in genere tutte quelle operazioni che non richiedono il materiale movimento di valori (bonifici, addebito di utenze, F24, ecc…), senza andare in banca.

Ovviamente egli può anche controllare con l’estratto conto tutte le operazioni registrate sul suo rapporto.

L’H.B. richiede un collegamento diretto tra cliente e banca e questo collegamento telematico deve essere il più possibile protetto, per evidenti ragioni di sicurezza. Ciò è realizzato, oltre che con la concessione di varie password (per accedere ed eseguire movimenti), con dispositivi elettronici (detti OTP) che forniscono codici da inserire manualmente in particolari momenti del collegamento.

Chiaramente tale sistema di disposizione delle somme di conto corrente costituisce per le banche on-line l’unica modalità di contatto con la banca, in quanto esse sono appunto prive di filiali.

Si differenzia dall’H.B. il servizio di Corporate Banking, ma la diversità sta solo nel nome, perché le modalità del servizio sono le stesse e cambia solo il fatto che il C.B. è riservato alle imprese, mentre l’H.B. è per definizione dedicato ai privati (famiglie).

Incassi e pagamenti vari

I servizi bancari di incasso e pagamento non finiscono ovviamente con quelli sopra citati, che ne rappresentano solo una parte sia pur importante.

Ce ne sono molti altri e di questi vale la pena ricorda il servizio di pagamento delle utenze (telefono, energia elettrica, gas, …), dei MAV, degli stipendi ai dipendenti del correntista, dei moduli F24 per le imposte, nonché il servizio di valuta estera, con il quale è possibile acquistare e vendere moneta straniera.

Per concludere è bene spendere due parole sul servizio RID (Rapporti Interbancari Diretti), che consente alla banca, attraverso la sottoscrizione di un modulo da parte del correntista, una gestione automatica dei suoi incassi commerciali.

Con le RID il correntista, senza dover dare di volta in volta le dovute disposizioni di pagamento, autorizza la banca ad addebitare sul proprio c/c tutti gli avvisi di pagamento provenienti dalla banca del creditore.

2) Servizi di incasso effetti e Ri.Ba.

Con il servizio di incasso effetti e Ri.Ba. la banca riceve un mandato dal proprio cliente in base al quale si impegna, dietro compenso consistente in commissioni bancarie, a curare l’incasso dei titoli o documenti ricevuti, oppure a provvedere al loro protesto in caso di mancato pagamento (ovviamente solo nell’eventualità di effetti ed in particolare di quelli protestabili).

L’incasso può riguardare infatti sia effetti, ovvero cambiali pagherò o tratte (accettate e non accettate), sia Ri.Ba.

La Ri.Ba. (Ricevuta Bancaria elettronica) non è altro che un semplice documento (una ricevuta appunto, che adesso grazie ai flussi bancari telematici è anche dematerializzata) dal quale risulta:

•    l’importo del credito vantato dal creditore nei confronti del debitore

•    i nomi di creditore e debitore

•    la data di pagamento (scadenza)

•    la banca presso cui essa è domiciliata, cioè la banca dove il debitore la può pagare

•    il riferimento alla fattura da cui è scaturito il credito

Con le Ri.Ba. si realizza una procedura interbancaria per la gestione automatica degli incassi commerciali e dei ritorni insoluti.

In altre parole le Ri.Ba. sono consegnate dal creditore alla banca affinché ne curi l’incasso, accreditando poi il c/c del creditore stesso in caso di pagamento (o ritornandogli le Ri.Ba. insolute in caso contrario).

Il servizio di incasso è sempre svolto – sia per gli effetti, sia per le Ri.Ba. – con la condizione del dopo incasso: il valore degli effetti o delle Ri.Ba. è accreditato sul conto del cliente che li ha presentati all’incasso, al netto delle commissioni bancarie, solo dopo che questi titoli o documenti sono stati pagati alla banca dal debitore.

Gli effetti sono pertanto girati alla banca con “valuta per l’incasso”, la quale fa sì che il loro proprietario resti comunque il creditore.

In questa operazione quindi la banca non rischia niente, perché riconosce i soldi al cliente creditore solo dopo l’incasso dei titoli o delle Ri.Ba., senza anticipare alcun credito. E’ per tale motivo che il dopo incasso rientra tra i servizi bancari e non tra le operazioni di finanziamento.

3) Deposito a custodia ed in amministrazione

Con il deposito a custodia la banca offre un servizio al cliente per il quale s’impegna a custodire i suoi beni materiali o titoli di credito, dietro corrispettivo, ed a restituirglieli su richiesta.

Si tratta quindi di un contratto di deposito regolare, cioè di un contratto che prevede la restituzione degli stessi beni ricevuti, a differenza dei depositi bancari (c/c e DR) che sono depositi irregolari perché la banca a tenuta a restituire beni della stessa specie e qualità, ma non proprio gli stessi beni (si pensi per es. alle somme in contanti).

Tra i depositi a custodia spicca il servizio delle cassette di sicurezza, che è sicuramente il più antico servizio offerto dalle banche ai propri clienti.

Con questo servizio la banca mette a disposizione della clientela armadietti metallici di varie dimensioni (da quello più piccolo per i gioielli a quello, tipo armadio, per le pellicce), incassati in un locale blindato (caveau) per assicurare la massima sicurezza dei valori custoditi.

I clienti, previa firma del contratto di locazione, possono riporre nella cassetta qualsiasi oggetto vogliono (tranne quelli pericolosi) e per questo servizio pagano, in genere anticipatamente, delle provvigioni annuali (canoni di locazione).

Qualche banca chiede ai clienti anche le spese di assicurazione della cassetta.

Ciascuna cassetta è dotata di 2 chiavi, di cui una è consegnata al cliente e l’altra, per motivi di sicurezza, rimane alla banca. Pertanto per l’apertura della cassetta occorre il concorso di entrambe le parti del contratto.

Il contratto di titoli in amministrazione differisce leggermente dal semplice contratto di custodia, perché in questo caso la banca, oltre agli obblighi tipici del deposito, s’impegna pure a svolgere a favore del cliente una serie di prestazioni accessorie relative ai titoli (incasso cedole, accredito interessi, esecuzione di ordini di acquisto e vendita, ecc…).

4) Risparmio amministrato

Con il termine di risparmio amministrato si intendono tutte quelle operazioni di servizi che la banca compie per dare esecuzione alle disposizioni impartite dai propri clienti, riguardanti l’acquisto o la vendita di valori mobiliari sui mercati.

Per tali operazioni di risparmio amministrato, rientranti nella competenza dell’area finanza o servizio titoli della banca, essa si qualifica come intermediario finanziario, ponendosi appunto come semplice mediatrice fra mercato e cliente e dando così mera esecuzione agli ordini da questi impartiti.

Pertanto i servizi di investimento interessati dal servizio di risparmio amministrato sono i seguenti:

  • esecuzione di ordine per conto dei clienti
  • sottoscrizione e/o collocamento con e senza assunzione a fermo ovvero con e senza assunzione di garanzia nei confronti dell’emittente
  • ricezione e trasmissione di ordini
  • consulenza in materia di investimenti

Per questi servizi di risparmio amministrato il ricavo della banca è rappresentato dalle commissioni percepite in occasione di ciascuna operazione eseguita per conto del cliente.

5) Risparmio gestito

Il risparmio gestito è l’attività in titoli della banca con cui si esplica il servizio di investimento noto come “gestione di portafogli”.

Quest’ultimo è fra i servizi di investimento rivolti alla clientela quello che richiede alla banca le maggiori doti di professionalizzazione.

Con il contratto di risparmio gestito il cliente risparmiatore dà mandato alla banca, in quanto gestore professionale, di decidere autonomamente le modalità di investimento dei suoi capitali, nel rispetto di alcune direttive generali previamente concordate.

Quindi la banca è messa di fatto in condizione di gestire, con ampi margini di discrezionalità, il patrimonio del suo cliente.

Ciò avviene mediante la sottoscrizione di un apposito contratto nel quale, oltre all’indicazione del c/c su cui vanno regolati i movimenti derivanti dalla gestione dei titoli, si stabiliscono i termini del mandato conferito alla banca (le direttive generali), soprattutto con riguardo alla tipologia dei titoli di inserire nel portafogli, alla durata degli stessi, ai loro rendimenti e, quindi, al rischio complessivo che l’investitore intende sopportare.

Data la complessità del servizio, ci cono dei limiti normativi che non possono essere derogati:

  • il patrimonio del singolo cliente deve essere nettamente distinto da quello dell’intermediario
  • ogni singolo patrimonio gestito dalla banca deve avere una certa composizione (fissata nelle direttive generali) in termini di titoli e liquidità disponibile
  • è obbligatorio fornire al cliente una rendicontazione periodica (generalmente trimestrale) dei risultati della gestione del suo portafogli
  • è sempre attribuita al cliente la possibilità di impartire disposizioni e ordini di investimento, nonché di chiedere informazioni sulle operazioni compiute alla banca che gestisce il suo patrimonio

Come tutti i servizi di investimento, anche quello della gestione patrimoniale deve essere specificatamente autorizzato dalla Consob, la quale ha emanato numerosi precetti normativi per regolamentare il servizio.

6) Private/corporate banking

I servizi di private banking e corporate banking offrono alla clientela bancaria primaria (dotata cioè di ampie disponibilità finanziarie) una gestione patrimoniale molto più qualificata di quella offerta con il servizio di risparmio gestito.

In particolare il private banking è dedicato ai privati/famiglie, mentre il corporate banking è indirizzato alle imprese.

L’offerta del servizio di private/corporate banking è caratterizzata per es. dalle seguenti prestazioni, accessorie rispetto alla semplice gestione dei patrimoni:

  • di investimento immobiliare, che integra la gestione di valori mobiliari tipica del risparmio gestito con quella finalizzata all’acquisto ed amministrazione di beni immobili (case, locali, …)
  • di pianificazione fiscale, con la quale la banca presta servizi altamente specializzati di consulenza al fine di ottimizzare i rendimenti del patrimonio in ottica tributaria
  • di pianificazione successoria, tesa a minimizzare i costi e i disagi del ricambio generazionale all’interno della famiglia o impresa
  • di project financing e check-up finanziario
  • di consulenza per fusioni, trasformazioni e quotazioni in borsa (per le sole imprese)

Autore: Steve Round

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16 Commenti

  1. è possibile cambiare un assegno senza essere clienti dalla banca e quali documenti bisogna presentare ?

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    • Generalmente le banche cambiamo assegni a non clienti solo per piccoli importi, chiedendo ovviamente il documento di identità al portatore del titolo.
      Quindi, in linea di massima, per importi grandi le banche non procedono a cambiare assegni a soggetti che non sono loro clienti. Questo comportamento delle banche è pienamente legittimo perché esse ritengono eccessivo il rischio che il portatore del titolo non sia il legittimo titolare del diritto in seguito ai regolari trasferimenti del medesimo (anche se, invero, ormai con l’obbligo della non trasferibilità degli assegni tale rischio si è molto affievolito).
      Pertanto chi riceve in pagamento un assegno deve necessariamente avere un conto corrente bancario e gli assegni possono essere cambiati solo presso la banca ove il beneficiario è cliente (non presso quella ove si trova il conto corrente sul quale il titolo è tratto, cosiddetta banca “trattaria”).
      Esiste comunque un modo per farsi cambiare gli assegni dalla banca trattaria che pochi conoscono (anche gli stessi bancari): quello di farseli girare dal traente (cioè da colui che firma) “per conoscenza e garanzia”, ovvero scrivendo tale formula sulla parte posteriore dell’assegno accompagnata dalla firma del correntista traente il titolo. In questo modo la banca, verificata la firma per conoscenza del proprio cliente, può tranquillamente pagare l’assegno al legittimo beneficiario identificato con un documento di identità, perché la responsabilità del pagamento l’ha assunta il traente, liberando la banca.

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  2. Vorrei cortesemente chiedere come si può capire dall’estratto conto titoli quante azioni sono state acquistate, considerato che manca la voce specifica e sono indicate solo la data, il valore nominale e il prezzo. Grazie

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  3. Salve, in base a tale stato patrimoniale, quali voci rientrano nelle attività correnti e quali nelle passività correnti?

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  4. complimenti! semplice e chiaro
    avrei una domanda:
    nel calcolo degli interessi si fa riferimento al metodo Amburghese senza fare cenno dei metodi Zigoli e Besta. in cosa consistono?
    gz1000

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  5. Ottimo! Trovo particolarmente di pregio la semplicità di linguaggio nel esprimere i concetti che diventano così facilmente comprensibili!

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  6. è UN ECCELLENTE CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DEL MONDO BANCARIO, DI CUI SPESSO SI PARLA A SPROPOSITO

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  7. è proprio quello che stavo cercando!! sito veramente utile, bravissimi

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  8. Vorrei sapere se è possibile costituire in pegno dei titoli, a garanzia della fidejussione, rilasciata a favore della banca affidante per linee di credito accordate a terzi. Quindi non garanzia diretta bensì indiretta.. Vorrei sapere quali sono i riferimenti normativi che regolano questa procedura. Mille grazie

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