Le operazioni di raccolta

Una dispensa sulle operazioni di raccolta delle Banche

Le operazioni di raccolta attraverso le quali le Banche “raccolgono” capitali presso i risparmiatori (da impiegare in prestiti) sono sostanzialmente 3:

  • i Depositi a Risparmio (DR)
  • i Conti Correnti (C/C)
  • i Pronti contro Termine (P/T)

Prima di passare all’analisi di queste forme di raccolta, premettiamo che le suddette operazioni hanno una diversa funzione o motivazione, che rappresenta l’elemento fondamentale nella scelta da parte del risparmiatore a favore di una o più fra di esse. Infatti, mentre il C/C ha principalmente una funzione monetaria, quella delle altre due operazioni ( DR e P/T) è prettamente di investimento. In altre parole, chi apre un C/C lo fa, o dovrebbe farlo, per attribuire alla Banca il proprio servizio di cassa, cioè per poter effettuare incassi e pagamenti utilizzando l’ampio ventaglio di possibilità offerte dalla titolarità di un C/C: assegni, carte di credito, bancomat, POS, addebito utenze, accredito stipendi e pensioni, bonifici, giroconti, ecc… Viceversa, chi apre un Deposito o investe in Pronti contro Termine, cerca una sicurezza ed una remunerazione del proprio capitale ed è spinto quindi da un fine di investimento, che è minimo per quanto riguarda il deposito a risparmio, mentre è più accentuato nel caso dei Pronti contro Termine.

Vediamo ora, in sintesi, le caratteristiche principali delle singole operazioni di raccolta.

  1. Deposito a RisparmioQuesta forma di deposito è indirizzata prevalentemente alle famiglie e costituisce un sicuro salvadanaio per i loro risparmi. Il depositante, all’atto del primo versamento, riceve il libretto di deposito, sul quale verranno annotate tutte le operazioni di versamento e di prelevamento. In questo modo egli ha la possibilità di tenere sempre sotto controllo il saldo e le operazioni compiute sul deposito. Il calcolo e la disponibilità degli interessi (si dice “capitalizzazione”) avviene alla fine dell’anno solare, oppure al momento dell’estinzione.Il libretto di deposito può essere nominativo o “al portatore”. Nel primo caso possono prelevare solo le persone intestatarie del deposito e loro eventuali delegati, congiuntamente (occorre la presenza di tutti) oppure disgiuntamente (ciascuno può prelevare separatamente dagli altri) a scelta del cliente. Nel caso di libretto “al portatore” può prelevare, dopo essere stato identificato, chiunque abbia la disponibilità del libretto stesso. Sul deposito “al portatore” non possono essere depositati più di € 12.500,00 ed inoltre quando il libretto viene rubato o smarrito ci sono molte formalità da espletare per poter prelevare gli importi depositati.
  2. Conto CorrenteE’ nato come indispensabile strumento di lavoro per imprenditori, commercianti ed artigiani, ma successivamente la sua utilità è stata scoperta anche dai lavoratori dipendenti, dai pensionati e dalle famiglie in genere. Attraverso questo contratto il cliente attribuisce alla Banca la tesoreria della sua impresa o della sua famiglia. I vantaggi, infatti, sono innumerevoli: al correntista viene rilasciato il blocchetto degli assegni (carnet) che permette di effettuare i pagamenti senza l’uso del contante; viene concesso su richiesta il Bancomat, che consente di prelevare denaro in qualsiasi momento ed in qualsiasi posto, nonché di pagare direttamente gli acquisti effettuati; stessa funzione di pagamento ha anche la carta di credito, che facilita indubbiamente gli scambi commerciali in ogni parte del mondo. Non dimentichiamo poi tutti gli altri servizi che “girano” intorno al C/C: il correntista può farsi accreditare pensione e stipendio direttamente in banca, può disporre bonifici e pagamenti periodici a favore di terzi e può autorizzare la Banca ad addebitare le utenze domestiche (telefono, energia elettrica, gas, ecc.). Tutti servizi strettamente legati al C/C, che facilitano le incombenze del cliente, evitandogli spesso lunghe file e perdite di tempo. Periodicamente è inviato al domicilio del correntista l’estratto conto, così come viene comunicato anche il calcolo degli interessi, che sono capitalizzati trimestralmente. Inoltre la titolarità del C/C permette di chiedere un prestito particolare, ovvero l’apertura di credito in C/C, meglio conosciuta come scoperto di Conto, che consiste in un fido concesso direttamente sul C/C attraverso il quale è possibile prelevare più di quanto si è depositato sul conto stesso. Il beneficio di questa forma di prestito, rispetto ad altre, è che si pagano gli interessi solo sulle somme effettivamente utilizzate.
  3. Pronti contro TermineE’ un’operazione in titoli di Stato tipicamente speculativa. Consiste molto semplicemente nella realizzazione con la Banca di una duplice operazione: di acquisto adesso dalla Banca (a Pronti) di titoli ad un certo prezzo e di vendita ad una certa data alla Banca (a Termine) degli stessi titoli ad un prezzo maggiorato. La differenza di prezzo tra acquisto e vendita costituisce appunto l’interesse del cliente nel periodo considerato. Il termine dell’operazione è generalmente di 3 mesi e l’investimento è a rischio zero.

Autore: Steve Round

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