La nuova tendenza delle produzioni televisive: i protagonisti dei serial TV nel mirino dei produttori!

Come sono cambiati i serial TV: adesso i protagonisti muoiono

Tempi duri per i protagonisti dei serial TV d’oltreoceano. Nelle produzioni televisive americane è da qualche anno invalsa la moda di provocare ai personaggi protagonisti le più svariate ferite, menomazioni e quant’altre invalidità sia possibile, finanche ad arrivare addirittura alla morte di una o più delle figure facenti parte del cast principale.

La scelta degli sceneggiatori, dettata senza ombra di dubbio da esigenze di ascolti e di share, ha ormai contagiato tutto il mercato televisivo e questa strategia di marketing sembrerebbe ignorare completamente le preferenze dei telespettatori, che spesso non gradiscono affatto la decisione di mutilare o di far morire il proprio beniamino.

Fino agli anni ’80, i protagonisti dei serial TV erano intoccabili e nulla di irreversibile poteva accadere loro. Successivamente i produttori televisivi acquisirono l’abitudine di far scomparire, spesso in maniera eclatante (omicidio, suicidio, etc.), i personaggi interpretati dagli attori ai quali non veniva rinnovato il contratto per un mancato accordo sul loro compenso.

Attualmente invece le regole del mercato televisivo sembrerebbero orientare sceneggiatori e produttori verso il colpo di scena ad effetto e quale effetto migliore di quello che fa capitare un grave incidente menomante al beniamino del pubblico? O che fa morire il personaggio della fiction al quale sono tutti affezionati?

Ha iniziato “E.R. – medici in prima linea”, il cult-serial degli ultimi anni, con questa insana tradizione. I medici protagonisti escono di scena proprio nel momento di maggiore popolarità, quando nessuno se l’aspetta. Maggiore è l’attaccamento dimostrato dagli spettatori del piccolo schermo nei confronti di un interprete, maggiore è la probabilità di perderlo da un istante all’altro, magari anche in malo modo. Da ultimo gli sceneggiatori di questo serial ambientato a Chicago hanno fatto fuori, per malattia ed in modo strappalacrime, uno degli attori presenti dall’inizio della saga: l’attore Antony Edwards che impersonava l’amabile dottore Mark Greene.

Forse il successo di E.R., che tiene banco negli ascolti da diversi anni, sta proprio in questa metodologia di trama così imprevedibile e ad alta tensione. Tuttavia, come semplici spettatori, non possiamo che lamentarci per l’improvvisa scomparsa dei nostri più affezionati medici.

Continuando in questa carrellata di “incidenti catastrofici” ai personaggi delle fiction TV, vogliamo citare la perdita della gamba all’ufficiale di “JAG – avvocati in divisa” e la recente notizia riguardante la perdita dell’udito al responsabile del team di investigazione scientifica in “C.S.I.”. Potremmo continuare ancora, ma preferiamo fermarci qui, scusandoci per le inevitabili dimenticanze relative ad altre importanti produzioni televisive.

Evidentemente l’attuale business televisivo necessita di copioni che prevedano il verificarsi di avvenimenti invalidanti ai danni delle figure principali dei serial TV. Solo in questo modo è possibile riscuotere successo in termini di audience e di conseguente vendita di spazi pubblicitari. Solo con questi stratagemmi si tiene alta l’attenzione sul prodotto televisivo e si continua a stazionare ai vertici della hit parade dei programmi più seguiti. Il tutto senza pietà e senza riguardo per i gusti e le simpatie degli appassionati di questa o quella serie TV. Per le persone cioè che, in ultima analisi, decretano la riuscita o il flop del programma stesso.

Autore: Steve Round

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