Lost – il finale

La sceneggiatura di un possibile finale alternativo di ‘Lost’

Questo articolo è dedicato a tutti gli amanti, come me, della serie TV americana “Lost”.

Si tratta di una sua ipotetica conclusione, da me ideata e scritta (alla fine della terza stagione).

La sceneggiatura della fine di Lost è nata sicuramente per gioco, tuttavia la ritengo molto verosimile ed anche di grande impatto visivo per i numerosi colpi di scena di cui è condita.

Chi vuole perdere 5 minuti a leggerla non dovrebbe rimanerne deluso e comunque aspetto i vostri commenti.

Grazie in anticipo per l’attenzione e spero che vi piaccia il lieto fine che ho creato.

Il finale di “Lost”

I superstiti del volo Oceanic 815 continuano a combattere quotidianamente per la loro sopravvivenza sull’isola. Il nemico è rappresentato di volta in volta dal “mostro” (un fumo nero che sembra vivere di vita propria), da fantomatiche malattie e soprattutto dagli “altri”, il cui capo è il misterioso Ben.

Mentre assistiamo a questa disperata lotta per la sopravvivenza, scorrono sullo schermo, come fossero interruzioni pubblicitarie, le immagini dei flash forward che raccontano il futuro dei naufraghi una volta lasciata l’isola. Apprendiamo quindi che solo 6 personaggi (i 6 del volo 815) riusciranno a ritornare sani e salvi alla vita normale nel mondo civile. Ma il loro futuro non è certo idilliaco, quasi a testimoniare che il karma non prevedeva per i nostri eroi la salvezza dall’isola: Jack si trascura, entra in crisi esistenziale ed abbandona la professione medica, Hugo impazzisce e viene ricoverato presso una struttura psichiatrica, Sun piange la perdita dell’amato Jin, Sayid diventa un killer al soldo proprio dell’odiato Ben, John Locke perde prima l’agognata deambulazione fisica e poi la sua stessa vita e infine la bella Kate cresce, solitaria e triste, Aaron, il figlio della defunta Claire.

Insomma si capisce che, comunque andranno le cose, il finale della serie non sarà di quelli rose e fiori. Gli spettatori quindi si preparano ad una conclusione in ogni caso amara.

Ritornando alle vicende sull’isola, cominciano a dipanarsi lentamente tutti i misteri. Scopriamo che sono in lotta tra di loro due sinistre e potenti organizzazioni internazionali: il gruppo originario del DHARMA ed il gruppo costituito dai dissidenti di quest’ultimo, rappresentati e comandati da Ben. L’obiettivo della disputa è il possesso delle enormi potenzialità fornite dalla capacità di alterare il tempo. L’isola infatti si trova sulle linee di congiunzione di una sorta di tempesta magnetica, la cui caratteristica principale è quella di sovvertire e rallentare lo scorrere del tempo rispetto al resto del mondo. Il progetto DHARMA ha scoperto che si tratta di un fenomeno particolare in cui vengono invertite le normali regole di polarità magnetica note in fisica. Esso si manifesta una o due volte ogni millennio e dura al massimo 40 anni, per poi scomparire da solo così come si è formato. I luoghi ove tale strana tempesta magnetica si genera sono sempre diversi e imprevedibili.

Si suppone che in passato si sia manifestato in corrispondenza del famoso triangolo delle Bermude e questo spiega la scomparsa, avvenuta nella prima metà del ‘900, di numerose navi e veicoli aerei in transito presso quella zona geografica. Si suppone sempre che il governo americano ne sappia più di quanto affermi, perché, secondo gli studiosi del DHARMA, lo stesso fenomeno fisico è stato prodotto, questa volta artificialmente, dagli scienziati americani nel 1943, in quello che ormai è conosciuto come l’esperimento di Philadelphia, quando una nave militare USA, ormeggiata presso il porto della città statunitense, scomparve dalla vista di tutti i presenti per qualche secondo. In quel caso si trattò di un avvenimento fortuito e mai più verificatosi, in quanto gli scienziati stavano cercando solamente di rendere invisibili le navi della flotta USA ai radar nemici.

Il grande potere di alterare il tempo è pertanto l’ambiziosa arma di cui il DHARMA vuole impossessarsi, allo scopo di utilizzarla commercialmente e venderla al miglior offerente per fini militari. Scopriamo, invece, che il gruppo di Ben ha il più encomiabile obiettivo di difendere a tutti i costi questo strumento di manipolazione del tempo proprio dalle organizzazioni senza scrupoli come il DHARMA, al quale è riuscito a sottrarlo tempo addietro mediante la rivolta che ha portato allo sterminio di tutti i vecchi componenti del progetto DHARMA abitanti dell’isola. Ben vorrebbe difendere “l’arma del tempo” finché il fenomeno della tempesta magnetica che la genera non sparisca nel niente: ormai dovrebbe essere questione di pochi mesi.

Ed a nulla valgono ad ostacolare questa spietata guerra tra fazioni rivali gli effetti collaterali del magnetismo invertito: la prematura morte dei feti delle donne dell’isola, la malattia di cui sono morti i compagni della Rousseau e la moglie di Henry Gale e infine le conseguenze benefiche di quelle stesse radiazioni magnetiche, in grado di far guarire a tempo di record le ferite e ridare addirittura la mobilità agli invalidi (vedi Locke). Il “mostro”, invece, sembra sia stato creato dagli sperimentatori del DHARMA proprio per difendere dagli intrusi gli importantissimi (e redditizi) risultati delle ricerche sul magnetismo.

I sopravissuti del volo 815 si trovano pertanto, loro malgrado, in mezzo a due fuochi, in un clima infuocato di guerra senza esclusione di colpi.

La conclusione parte dalla ritrovata alleanza (e amicizia) tra Jack e Locke. I due leader del gruppo dei naufraghi convergono sul fatto che i presunti salvatori approdati sull’isola non hanno nessuna intenzione di riportarli nel mondo civile. Il loro unico scopo è sopraffare la banda di Ben ed impadronirsi dei segreti dell’ “arma del tempo” prima che essa si dissolva nel nulla. Con l’aiuto di Ben, del fisico Faraday e dell’elicotterista Straume (questi ultimi rivoltatisi contro i loro mandanti) i nostri superstiti riescono a distruggere la nave degli appartenenti al vecchio progetto DHARMA. Ma è troppo tardi: sull’isola arriva una nuova e più attrezzata nave con i rinforzi, tra cui l’oscuro capo dell’organizzazione DHARMA. Si tratta di un losco figuro orientale, intenzionato a mettere una volta per tutte la parola fine al suo piano, uccidendo tutti gli isolani e ripartendo con il bottino rappresentato dalla preziosa “arma del tempo”. Le cose sembrano volgere a suo vantaggio: gli isolani (costituiti dagli uomini rimasti del gruppo di Ben, i nostri sopravissuti più il redivivo Michael, Faraday e Straume) vengono tutti rinchiusi presso un bunker del DHARMA, mentre la banda dell’organizzazione si avvia verso quello che è il cuore di tutti i misteri dell’isola: un laboratorio che gli uomini di Ben avevano sigillato anni prima per impedire a chiunque di impossessarsi dei pericolosissimi segreti in esso contenuti. L’oscuro capo orientale dell’organizzazione rimane sulla sua nave, con pochi uomini, a coordinare la missione di recupero sull’isola.

Con una spettacolare azione di evasione i nostri eroi riescono a liberarsi e ad uscire dal bunker in cui si trovano prigionieri, ma non senza la perdita di alcune persone del gruppo: tra gli altri muore la figlia della Rousseau, Claire e Sawyer. In particolare Swyer perisce nel riuscito tentativo di salvare la vita di Jack, annunciandogli, durante il classico ultimo respiro, che lo ha fatto perché lo considera l’unico vero amico che abbia mai avuto.

 I nostri amici escogitano quindi un piano per salvarsi la pelle: Jack, Locke, Hugo, Kate e Sayid, Ben, Faraday e Straume (cui si aggiungono in seguito Sun ed il piccolo Aaron, a causa della necessità di ricevere cure mediche presso l’infermeria) si pongono l’obiettivo di raggiungere la nave ed impadronirsene, in modo di costringere con la forza il capo orientale a comunicare via radio ai suoi uomini di rinunciare alla loro impresa, gettare le armi e consegnarsi a Desmond, Michael, Jin e tutti gli altri che hanno invece il compito di inseguire i cattivi dell’organizzazione DHARMA diretti verso il laboratorio segreto. Devono anche fare presto perché Ben rivela loro che, per motivi di sicurezza, in passato ha messo una dirompente carica esplosiva tra i meccanismi della porta d’ingresso al laboratorio. Quando qualcuno abbasserà la leva che fa alzare l’entrata esterna del locale si produrrà l’esplosione delle forze magnetiche imprigionate nel laboratorio e ciò, oltre a far cessare definitivamente le anomalie fisiche che hanno reso l’isola così ambita per studiosi e uomini senza scrupoli, comporterà pure la fine di tutte le forme di vita presenti sull’isola.

Il piano sembra riuscire: la nave è conquistata da Jack e compagni e il capo dei cattivi comunica, dietro tortura, ai suoi uomini a terra di fare quanto gli viene intimato dai sopravissuti dell’isola. Jack quindi chiama Desmond alla sua radio, per avere la garanzia che tutto è a posto, e questi gli dice che la resa degli uomini dell’organizzazione DHARMA è avvenuta a pochi passi dalla porta del laboratorio e dunque proprio davanti alla leva che avrebbe distrutto l’isola e le persone che si trovano su di essa.

Però, mentre parlano via radio palesemente sollevati, Desmond inizia a strillare: “Nooo! Nooo…, non farlo…”.

A questo punto colpo di scena: tutte le persone sulla nave si girano verso l’isola e vedono un grande bagliore rosso seguito dal sollevarsi di un piccolo fungo atomico. L’isola è completamente distrutta e tutte le persone che vi si trovavano sono morte! Evidentemente qualcuno è riuscito comunque ad abbassare la leva e far scattare la bomba collegata all’apertura.

Negli occhi dei nostri eroi sulla nave, inquadrati in sequenza, appare lo sgomento più profondo. I 6 superstiti del volo Oceanic 815 si sono salvati, ma le loro espressioni la dicono lunga sul triste futuro che li attende. Un futuro doloroso che loro possono solo immaginare, ma che gli spettatori conoscono bene in quanto l’hanno vissuto per intero grazie ai flash forward.

Mentre i volti dei nostri protagonisti si abbassano a guardare nel vuoto e tutti si aspettano l’inizio dei titoli di coda a suggellare la tristissima conclusione della serie TV, ecco un altro, imprevedibile, colpo di scena.

Jack spara a bruciapelo al crudele capo dell’organizzazione uccidendolo. Poi urla: “Nooo…, non esiste il karma… non è destino che finisca così, siamo noi a decidere la nostra vita…”.

Si gira verso Faraday e gli chiede impetuosamente: “quanta differenza di tempo c’è tra la nave e l’isola?!” Dopodichè, vista la sorpresa dello scienziato, gli grida ancora contro: “…quanta? …sbrigati!”. Il fisico gli risponde di aver calcolato un 18 minuti circa ed a questo punto scatta l’idea di Jack, subito compresa da Locke e Kate: prendere l’elicottero della nave, farlo guidare all’esperto pilota Straume e raggiungere il gruppo davanti al laboratorio prima che accade quello che hanno visto. Hanno solo 18 minuti per arrivare, riportando il tempo all’indietro nel tragitto di ritorno: una delle misteriose caratteristiche dell’isola è infatti proprio l’esistenza di questo differenziale nello scorrere del tempo fra l’isola ed il resto del mondo.

Riescono ad arrivare con l’elicottero proprio nel punto in cui si trovano tutti e, mentre i nostri dell’elicottero si avvicinano a Jin e Desmond che tengono sotto tiro gli uomini dell’organizzazione, squilla la radio di quest’ultimo: c’è una chiamata in arrivo.

Desmond risponde guardando perplesso Jack negli occhi e sente all’apparecchio proprio la voce di Jack che gli chiede come sono andate le cose e se gli altri si sono arresi: è la telefonata fatta da Jack 18 minuti prima!!

Jack e Loche si guardano accigliati, davanti ad un Desmond completamente smarrito, alle prese con la radio da cui continua ad uscire la voce di Jack, nonostante questi si trovi lì con loro.

C’è qualcosa però che non va: se tutto è sotto controllo perché l’isola è esplosa portando con sé i suoi temibili segreti?

Poi, ad un tratto capiscono. La Rousseau inizia a correre verso la leva che fa scattare la porta ed il meccanismo esplosivo: intende far scoppiare tutto e mettere fine alla sua vita ed a quella degli altri perché impazzita per la perdita della figlia appena ritrovata. Locke spara e la colpisce, ma lei riesce comunque a raggiungere la leva.

Le successive sequenze sono al rallentatore e riprendono la Rousseau intenta ad allungare la mano verso la leva mentre le altre persone la guardano impaurite ed impotenti.

La scena cambia improvvisamente, prima di sapere come va a finire il gesto della Rousseau, e si vede un’altra volta il fungo atomico che si sprigiona dall’isola: è finita veramente così? Con la morte di tutti i protagonisti?

Gli spettatori se lo chiedono sgomenti, ma con un allargamento della ripresa arriva l’ennesimo colpo di scena. Si vedono tutti i nostri personaggi sul ponte della nave, questa volta felici e soddisfatti, attenti a guardare la distruzione dell’isola in atto.

Cosa è successo? Lo scopriamo con un flash back (l’ultimo del serial TV) in cui apprendiamo che la Rousseau è stramazzata morta al suolo prima di abbassare la fatidica leva dell’esplosione. Alle scene di giubilo ed abbracci dei nostri protagonisti per lo scampato pericolo sono seguite, in ordine, il tanto sospirato imbarco sulla nave di tutti i superstiti, il confinamento degli uomini legati dell’organizzazione nelle celle dell’imbarcazione e, infine, la predisposizione da parte di Sayid di una carica esplosiva a tempo, in modo da far saltare in aria, senza vittime, l’isola con tutti i suoi segreti, impedendo così ad altri di accedervi, con tutte le nefaste conseguenze che ne deriverebbero.

I nostri eroi, nell’ultima scena, si trovano sul ponte della nave mentre ritornano verso il mondo civile. Guardano da lontano l’isola che tanto li ha angosciati ed al tempo stesso sedotti.

Sono contenti e si vede: si abbracciano e sorridono. Sono riusciti a cambiare il loro karma: il futuro che li attende non sarà più quello che conosciamo. In particolare, Jin abbraccia e bacia Sun, la futura mamma di suo figlio, e Jack  può finalmente baciare la sua amata Kate, sotto lo sguardo divertito di Locke, ricordando con un pizzico di nostalgia il loro comune amico Sawyer.

Autore: Steve Round

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