Credito di imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

Vediamo come risparmiare sulle tasse quando si comprano macchinari nuovi per l’impresa

Pochi imprenditori sanno di poter avere un consistente risparmio fiscale, semplicemente facendone richiesta in dichiarazione dei redditi, qualora nel corso del 2014 o del 2015 hanno comprato nuovi macchinari o apparecchiature per la loro impresa.

Il risparmio sulle tasse non è automatico, esso va appunto indicato nella dichiarazione dei redditi riferita all’anno in cui ci sono stati gli investimenti in beni strumentali (quindi nel 2015 per gli acquisti del 2014 e nel 2016 per gli investimenti in macchinari fatti nel 2015).

Questo beneficio – che in molti casi può essere anche di elevata entità – è fruibile sotto forma di credito d’imposta per investimenti, ovvero come somma da utilizzare in compensazione per pagare meno imposte mediante l’inserimento del relativo importo – a credito – nel modello di versamento F24.

Tuttavia nonostante l’evidente vantaggio fiscale, consistente di fatto nella possibilità di non versare le tasse fino a concorrenza del credito d’imposta cui si ha diritto, molti imprenditori non godranno di tale agevolazione, perché non conoscono la semplice normativa che la regolamenta oppure perché, molto più semplicemente, i loro consulenti non la prenderanno in considerazione in dichiarazione, ritenendola forse troppo complicata.

 

Per evitare che si verifichi questa dimenticanza e per aiutare quindi i tanti imprenditori che leggono Studiamo.it , forniamo – com’è nostra consuetudine – una tabella a lettura facilitata sull’agevolazione fiscale in questione, tabella più che esplicativa del funzionamento del credito d’imposta per investimenti spettante a coloro che hanno comprato beni per la loro azienda.

Ecco la tabella che spiega tutti gli elementi principali del credito di imposta. Più in basso un programma per il calcolo del credito.

Credito d’imposta per investimenti in beni strumentali nuovi

 

Domanda

Risposta

A chi spetta?

Spetta ai titolari di reddito d’impresa per le strutture produttive ubicate nello Stato italiano.

Per quali beni spetta il credito?

Per tutti i beni strumentali compresi nella tabella ATECO 2007, divisione 28.

Ecco il link alla pagina dell’Istat che elenca i beni rientranti nell’agevolazione, cioè quelli per il cui acquisto si gode del credito di imposta.

In quale periodo possono essere acquistati i beni strumentali per godere del credito di imposta?

I beni specificati al punto precedente devono essere stati acquistati nel periodo:

25 giugno 2014 – 30 giugno 2015

Sono però esclusi i beni che hanno richiesto un investimento di importo unitario inferiore a 10.000 euro.

Qual è la misura del credito di imposta?

Il credito di imposta spetta nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali compresi nella suddetta divisione (28 della tabella ATECO 2007) realizzati nei 5 periodi di imposta precedenti (sempre non considerando quelli che hanno richiesto un investimento unitario inferiore a 10.000 euro), con facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore.

Il tenore della frase appena citata, con cui si specificano i calcoli da fare per quantificare il credito, è sicuramente complesso: proprio per questo abbiamo sviluppato un programma molto semplice che calcola per voi l’importo del credito di imposta spettante.

Come si dovrà utilizzare il credito di imposta?

In compensazione delle imposte da pagare mediante indicazione del relativo credito sul modello F24 a scomputo dei versamenti dovuti.

L’importo del credito va utilizzato in 3 quote annuali di pari importo, la prima delle quali potrà essere inserita in compensazione dei versamenti a decorrere dal 1° gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento: cioè a partire dal 2016 per gli investimenti del 2014 ed a partire dal 2017 per gli acquisti di beni strumentali fatti nel 2015.

Come abbiamo detto il credito è utilizzabile per 3 anni consecutivi (previa divisione per 3 quote annuali del relativo importo complessivo), ma se in un anno la quota annuale non trova capienza – totalmente o parzialmente –, la stessa potrà essere fruita già dal successivo periodo d’imposta, andando così a sommarsi alla quota fruibile in quel medesimo periodo. Cioè il credito non si perde, perché lo si può utilizzare negli anni successivi.

Nel nostro facile programma di calcolo del credito di imposta è sufficiente inserire nelle celle bianche i seguenti dati:

  • l’anno cui si riferiscono gli investimenti in beni strumentali, da selezionare (2014 o 2015) nell’apposito menu a tendina
  • l’anno di costituzione dell’impresa, perché la media è differente per le imprese di recente creazione
  • la somma degli investimenti nei beni di cui alla Tabella ATECO 2007 divisione 28, di importo unitario almeno pari ad euro 10.000
  • gli importi degli stessi investimenti di cui sopra riguardanti i 5 anni precedenti, facendo attenzione all’indicazione dell’anno riportato in ciascuna riga del programma, perché nel caso di imprese di recente costituzione – inferiore ai 5 anni – il dato non va inserito per gli anni meno recenti (quelli alla cui riga non compare il testo della richiesta)

Il programma elabora i dati e fornisce subito i risultati:

  • l’evidenza dei calcoli eseguiti
  • il credito di imposta complessivo
  • la quota annuale da utilizzare negli anni successivi a partire da quello indicato

Ecco il nostro programma di calcolo del credito di imposta.

Abbiamo messo tutto il nostro impegno nella realizzazione del programma, ma esso è stato elaborato esclusivamente a titolo didattico e pertanto non fate affidamento sui suoi risultati. Ci esoneriamo quindi da qualsiasi responsabilità per i danni derivanti dall’uso del programma stesso.

Autore: Steve Round

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