Fumetti: i nuovi eroi

Una riflessione nostalgica sui fumetti

Passando in rassegna la storia del fumetto italiano si viaggia con la memoria in quella che è stata la giovinezza nostra e di tante altre generazioni.

Le letture fumettistiche dei giovani si possono dividere in due segmenti di mercato in corrispondenza della fascia d’età: i fumetti letti fino all’adolescenza, chiamiamoli i <<fumetti delle elementari e delle medie>> (ma molti li leggono fino alle scuole superiori ed oltre) ed i fumetti letti successivamente, chiamiamoli <<i fumetti della maturità>>.

Tra i primi si possono citare alcune testate che sollevano sicuramente molti ricordi nella nostra memoria e che hanno avuto periodi di grande successo, alternati a periodi di scarse vendite ed in alcuni casi di scomparsa definitiva dal mercato. Basti nominare “Il Corriere dei piccoli”, “Il Giornalino”, “Braccio di ferro”, “L’uomo mascherato”, “Mandrake”, insieme a tanti altri che sono stati delle brillanti meteore, ma che oramai sono stati dimenticati da tutti.

Dei fumetti di questa primissima fascia d’età solo uno è rimasto e, secondo noi, rimarrà sempre immune dai cali delle vendite e degli entusiasmi. Mi riferisco al “topo” creato dalla fantasia di Walt Disney: “Michey Mouse” oppure come lo conosciamo noi “Topolino”. Egli, insieme a tutti i personaggi suoi amici (Paperino, Pippo, ecc.), continuerà imperterrito a costituire la lettura preferita, ancora per molte generazioni, di tanti bambini e giovanissimi, ma anche di molti adulti, che non hanno saputo perdere il loro spirito fiabesco, quello stesso spirito che circonda ormai da tantissimi anni le avventure del “topo” più famoso del mondo.

Passando al secondo segmento di mercato e quindi alla fascia d’età dei teen agers (anche se è riduttivo dire così, perché questi eroi dei fumetti sono letti spesso e volentieri ben oltre i vent’anni), è doveroso citare due testate storiche del fumetto italiano, che hanno appassionato tanti lettori e che ora non esistono più, “L’Intrepido” e “Il Monello”. I personaggi di questi periodici hanno avuto un grande seguito negli anni ’70 e primi anni ’80, ma con il tempo esso è via via scemato, fino alla malinconica uscita dal mercato editoriale. Una brutta fine per questi due famosi “giornaletti”, nonostante il tentativo, ben riuscito, di darsi anche una precisa caratterizzazione giornalistica: “L’Intrepido” era noto come rivista sportiva ed in particolare di calcio, mentre su “Il Monello” si potevano leggere articoli di musica e spettacolo.

Il posto di questi mitici giornali del nostro passato è stato sicuramente preso dagli Albi della “Sergio Bonelli Editore”. Questi ultimi hanno ottimamente saputo insediarsi in una nicchia ben consistente del segmento di mercato che abbiamo chiamato “della maturità”. Il merito va ai numerosi personaggi che hanno fatto la fortuna della Bonelli, ciascuno con un proprio carattere ben definito e con una propria articolata “storia” all’interno del vasto mondo dell’avventura.

Partendo dagli eroi storici della collana non possiamo non parlare di “Tex”, il cavaliere buono del vecchio far west, “Zagor”, lo spirito della scure, e “Mister No”, l’aviatore sempre protagonista di avventurose storie nella foresta amazzonica.
Eroi di carta che hanno rappresentato un mondo di evasione per molti bambini e ragazzi adesso non più giovani.

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Ma il vero successo editoriale per la Bonelli arriva con i suoi nuovi eroi: “Martin Mystere”, il detective del mistero, disegnato e creato graficamente dal grande Rodolfo Torti, figlio dell’artista Renato Torti; “Natan Never”, poliziotto in un futuro universo fantascientifico; ed infine “Dylan Dog”, l’indagatore dell’incubo, vero e proprio fenomeno editoriale. Questo personaggio dei fumetti, ideato da Tiziano Sclavi e disegnato prendendo come riferimento l’attore inglese Rupert Everett, ha suscitato molte polemiche, da parte di educatori e genitori, per il suo genere “horror” a tinte forti e decisamente “splatter”. Tuttavia il fatto che si tratti indubbiamente di un eroe positivo, guidato da sentimenti di bontà, ci impedisce di considerarlo un cattivo esempio per i lettori anche più facilmente suggestionabili.

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Autore: Steve Round

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