I neutrini che non sono andati nel futuro

L’esperimento del CERN che (forse) ha dimostrato la possibilità di andare oltre la velocità della luce costringe a riscrivere un secolo di fisica

Come sapete un fascio di neutrini è stato “sparato” dal CERN di Ginevra ai laboratori dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare del Gran Sasso (senza passare per alcun tunnel, come invece ha scritto il Ministro Gelmini) e questi neutrini sembra siano arrivati a destinazione in un tempo inferiore a quello che ci mette la luce a percorrere lo stesso percorso: in altre parole i neutrini sono stati più veloci della luce!

Ciò che è straordinario nell’esperimento (e che i media non hanno pienamente afferrato) non è però il fatto che qualcosa abbia viaggiato oltre la velocità della luce, considerata pacificamente da tutti gli scienziati, fino al giorno prima dell’evento, la velocità limite, insuperabile, dell’intero universo.

Quello che ha veramente colpito gli studiosi e rischia, se i risultati dell’esperimento troveranno conferma, di annullare completamente un secolo di teorie, anche di celebre paternità, è la circostanza che i neutrini siano semplicemente arrivati a destinazione, senza sorprese, pur andando appunto più veloci della luce.

Infatti, secondo la teoria della relatività di Einstein, sulla quale è stata costruita tutta la fisica quantistica, quei neutrini non avrebbero dovuto arrivare al traguardo, bensì andare nel futuro.

Detto in altre parole e semplificando, i neutrini lanciati dal CERN non dovevano arrivare a destinazione nel tempo registrato, così come sono arrivati, ma ritrovarsi nel futuro: cioè avrebbero dovuto raggiungere il Gran Sasso dopo qualche mese o forse dopo uno o più anni.

E’ questa la grande delusione dell’esperimento, non il fatto che esista di per sé la possibilità di andare oltre la velocità della luce.

E’ mancato quel ripiegamento (o curvatura) del tempo che un corpo più veloce della luce dovrebbe subire secondo le teorie più accreditate, fenomeno causato dal “rallentamento” del trascorrere del suo tempo rispetto al resto dell’ambiente.

Quando questa situazione si verifica l’oggetto viaggiante si ritrova infatti, alla fine della sua corsa, in un mondo che ha continuato nel suo normale corso temporale, quando invece per questo corpo il tempo è passato più lentamente: da qui la condizione per la quale si afferma che viaggiare alla velocità della luce corrisponde a viaggiare nel futuro (teoria che peraltro ha dato vita a moltissimi film di fantascienza).

Come diceva Einstein: “superando la velocità della luce si aggiunge una quarta dimensione temporale alle tre spaziali conosciute”.

I neutrini hanno invece, per adesso, provato che ciò non avviene affatto e questa conclusione ha di colpo azzerato gran parte delle costruzioni teoriche elaborate dalla fisica moderna.

Autore: Steve Round

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2 Commenti

  1. Ti ringrazio Luca per la precisazione, necessaria visto che non abbiamo mai aggiornato l’articolo.

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  2. Nel settembre 2011 i ricercatori dell’esperimento OPERA affermarono di aver trovato un’anomalia nella misura della velocità dei neutrini che sembrava essere maggiore di quella della luce*, ma successivi controlli, pubblicati nel marzo 2012, hanno portato i ricercatori ad affermare che tale anomalia è giustificata dalla presenza di due errori sistematici nell’apparato sperimentale. *Fonte : Maximiliano Sioli. (EN) Updated results of the OPERA neutrino-velocity analysis

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