Clausola di salvaguardia

Una dispensa sulla clausola di salvaguardia

Non si può certo dire che la riforma della tassazione dell’Irpef (adesso si chiama IRE) porterà ad un maggiore prelievo fiscale a carico dei contribuenti. Infatti, gli effetti della rivisitazione di aliquote e detrazioni saranno sicuramente a favore di un alleggerimento del carico fiscale, almeno per quanto riguarda l’imposizione diretta delle persone fisiche (soggetti passivi dell’IRE).

Questa conclusione non è conseguenza di elaborati calcoli e proiezioni, che, ipotizzando varie situazioni reddituali, determinano come risultato finale un vantaggioso risparmio d’imposta da parte del contribuente. E’ la semplice constatazione delle implicazioni derivanti dalla “clausola di salvaguardia” e dello scopo che si cela dietro questa clausola, che può tranquillamente identificarsi nella volontà di ridurre le tasse degli italiani.

La clausola di salvaguardia è, infatti, un meccanismo di calcolo dell’imposta da versare che permette alle persone fisiche, nel momento di presentazione della dichiarazione dei redditi, di non pagare di più di quanto si è pagato negli anni passati, in vigenza cioè della vecchia Irpef e degli altri parametri di tassazione (scaglioni e detrazioni). In sostanza, con l’applicazione della clausola di salvaguardia, il saldo netto finale del risparmio che si realizza al momento del pagamento delle tasse, rispetto agli anni precedenti, potrà avere solo segno positivo, a beneficio del contribuente.

Il funzionamento della clausola di salvaguarda è molto semplice, anche se implica un supplemento di conteggi, ai fini della quantificazione dell’effettiva imposta da versare.

Ecco, in poche parole, in che cosa consiste. Innanzitutto si procede al calcolo della nuova imposta IRE secondo l’attuale normativa (a questo proposito si rimanda alla relativa dispensa), che prevede nuove aliquote e nuove deduzioni al posto delle tradizionali detrazioni. Questo calcolo determinerà un’imposta netta da versare che dovrà essere confrontata con quelle che invece risulterebbero applicando, agli stessi dati, le vecchie normative dell’Irpef (quella ante 2003 e quella in vigore negli anni 2003/2004), con le loro aliquote e le loro detrazioni fiscali. Se da questo confronto scaturisse un importo da pagare, calcolato con una delle due vecchie normative, più basso di quello calcolato con l’attuale normativa di tassazione dell’IRE, la clausola di salvaguardia permetterebbe di versare l’imposta di minor importo, disapplicando quindi la legislazione in vigore, a favore di quella precedente (ormai abrogata) più benevola al contribuente.

Perciò bisognerà effettuare, in sede di dichiarazione dei redditi, addirittura 3 calcoli dell’imposta, adottando alternativamente la normativa:

  1. attualmente vigente;
  2. degli anni 2003/2004
  3. degli anni 2002 e immediatamente precedenti

Ma il raffronto di questi calcoli avrà l’indubbio vantaggio di permettere il materiale pagamento dell’imposta più bassa risultante dai tre tipi di conteggio.

Riassumendo, per risparmiare sulle prossime imposte, sono da tenere presenti le seguenti indicazioni, che si riferiscono alle principali caratteristiche delle ultime tre strutture impositive delle persone fisiche.

Caratteristiche tassazione ante 2003
detrazioni per carichi di famiglia
Scaglioni

– fino a 10.329,14

– da 10.329,15 a 15.493,71

– da 15.493,72 a 30.987,41

– da 30.987,42 a 69.721,68

– oltre 69.721,69

Aliquote

-18%

-24%

-32%

-39%

-45%

Caratteristiche tassazione 2003/04
  • deduzione “no tax area”
  • detrazioni per carichi di famiglia
Scaglioni

– fino a 15.000

– da 15.000 a 29.000

– da 29.000 a 32.600

– da 32.600 a 70.000

– oltre 70.000

Aliquote

-23%

-29%

-31%

-39%

-45%

Caratteristiche tassazione attuale
  • deduzione “no tax area”
  • deduzione “family area”
  • trasformazione delle detrazioni per carichi di famiglia in deduzioni
Scaglioni

– fino a 26.000

– da 26.000 a 33.500

– da 33.500 a 100.000

– oltre 100.000

(solo per l’anno 2005)

Aliquote

-23%

-33%

-39%

-43%

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Autore: Steve Round

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