Scienza delle Finanze
- Entrate pubbliche
Le entrate pubblice: definizione e classificazione

Indice articolo

  1. Introduzione alla scienza delle Finanze
  2. Spese pubbliche
  3. Entrate pubbliche
  4. Deficit o disavanzo statale e Debito pubblico
  5. Teorie sulla finanza pubblica e politica fiscale
  6. Bilancio dello Stato ed altri documenti di contabilità pubblica
  7. Principi e teorie del Bilancio dello Stato
  8. Imposte
  9. Fonti, principi ed effetti delle imposte
  10. Sistema tributario italiano
  11. Irpef
  12. Ires
  13. IVA
  14. Imposta di registro

Le entrate pubbliche sono costituite da tutte le risorse che il settore statale allargato incassa.

Tali risorse sono impiegate per sostenere i costi derivanti dall’erogazione dei servizi pubblici ai cittadini.

Tutte le entrate dello Stato e degli Enti pubblici sono riconducibili ai seguenti casi:

  • entrate tributarie, a loro volta costituite da imposte, tasse e contributi (essendo le più importanti, verranno trattate in apposito capitolo di questo corso)
  • entrate provenienti dal patrimonio (dai beni) dello Stato e degli Enti territoriali, anche per alienazione (cessione) di questi stessi beni
  • entrate derivanti dallo svolgimento di attività economiche sotto forma di imprese pubbliche, che sono imprese soggette al diritto privato, ma con una partecipazione (in genere di maggioranza) pubblica, volta ad assicurare il perseguimento di interessi collettivi
  • entrate per rimborso di crediti

Per quanto concerne alle entrate tributarie, in questa sede accenniamo solo alla distinzione tra imposte, tasse e contributi:

  • le imposte sono prelevamenti coattivi di ricchezza, da parte degli Enti pubblici a ciò deputati in forza del loro potere d’imperio (o sovranità).
    Elementi caratteristici delle imposte sono dunque l’obbligatorietà del prelievo fiscale (sulla base, come vedremo della capacità contributiva dei soggetti) e la loro destinazione al generico finanziamento di quei servizi pubblici che abbiamo chiamato indivisibili. Pertanto non esiste un collegamento diretto tra imposte e prestazione dello Stato;
  • le tasse sono invece controprestazioni dei servizi pubblici divisibili, prestati dallo Stato o dall’Ente territoriale al singolo contribuente. Sono quindi il prezzo (politico) da pagare per avere un certo servizio da parte dell’Ente competente. Infatti, in questo caso, è possibile (ed esiste) un collegamento diretto tra prelievo e servizio erogato (il quale in genere è spontaneamente richiesto dal contribuente);
  • i contributi sono prelievi eseguiti da parte dell’Ente che, con la sua opera, arreca un vantaggio al singolo contribuente senza che questi lo avesse richiesto. Il caso tipico è quello di una bonifica pubblica, per la quale viene richiesto un contributo obbligatorio ai proprietari dei fondi confinanti con il terreno bonificato. Ciò in quanto essi beneficiano involontariamente dei vantaggi economici derivanti dall’opera pubblica realizzata.

Accanto alle entrate strettamente fiscali ci sono (e in Italia sono anche “pesanti”) le entrate generate dai cosiddetti contributi “parafiscali”, ovvero da tutti i pagamenti di natura previdenziale ed assistenziale eseguiti dai cittadini agli Enti di previdenza (INPS, INAIL, ecc…). Questi versamenti contributivi hanno lo scopo di assicurare i lavoratori contro tutti quegli eventi che possono causare loro l’incapacità di lavorare e quindi di trarre profitto dal lavoro prestato: vecchiaia, malattia, infortunio, disoccupazione, ecc…

I contributi “parafiscali” al settore previdenziale ed assistenziale sono sostenuti principalmente dalle imprese (datori di lavoro) e, in misura minore, dagli stessi lavoratori che ne godono. Come abbiamo detto tali contributi rappresentano, purtroppo, la voce maggiore della spesa pubblica italiana.

Così come abbiamo visto le fasi di pagamento delle spese pubbliche, elenchiamo adesso le importanti fasi temporali che contraddistinguono le entrate pubbliche:

1)      accertamento, durante la quale si quantifica il credito (iscrivendolo nella contabilità del Bilancio pubblico ed emettendo il titolo di riscossione chiamato reversale d’incasso) e si individua il soggetto debitore ed il titolo del suo debito

2)      riscossione, che porta all’incasso della somma da parte degli agenti incaricati (p.es. le esattorie)

3)      versamento, l’ultimo atto dell’entrata coincide con il materiale riversamento dell’importo nelle casse dell’Ente pubblico creditore

Anche per le entrate pubbliche esistono delle importanti classificazioni.

La più funzionale è quella in base alla fonte di reperimento delle risorse finanziarie che si introitano:

  • entrate originarie, che comprendono gli incassi derivanti dai beni del patrimonio statale e dall’esercizio di imprese pubbliche. Esse sono regolate dal diritto privato;
  • entrate derivate, costituite dai tributi, cioè (come abbiamo visto) da imposte, tasse e contributi. I tributi sono regolati invece da norme di diritto pubblico, perché sono prelievi coattivi di ricchezza effettuati dagli Enti nei confronti dei privati.

Secondo la natura delle entrate possiamo avere:

  • entrate tributarie, coincidenti con le imposte, le tasse ed i contributi
  • entrate extra-tributarie, che sono invece tutte le altre, cioè i proventi dei beni patrimoniali dello Stato, gli utili delle imprese pubbliche e gli incassi per rimborso di crediti

Con riguardo alla frequenza nel tempo dell’entrata abbiamo:

  • entrate ordinarie, che si ripetono ogni anno
  • entrate straordinarie, che non hanno una periodicità regolare (p.es. imposte una tantum)

SteveRound - 16.3.2009

Tags:  imposte accertamento entrate pubbliche riscossione classificazione
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