La riforma del diritto societario

Una dispensa sul nuovo diritto societario dopo il d.lgs. n 5-6 del 17 gennaio 2003 in attuazione della l. 3 ottobre 2001, n 366

Introduzione

PREMESSA

Il primo provvedimento organico di riforma del diritto societario, se non il c.d. decreto Eurosim del 1996, è il d.lgs 24/2/1998, n° 58, il testo unico sull’intermediazione finanziaria e la disciplina delle società quotate.

Con questo decreto s’intese non solo mettere ordine al funzionamento di tali mercati e dei soggetti abilitati ad operarvi, ma anche introdurre una tutela effettiva dei cc.dd. azionisti risparmiatori.

OBIETTIVI DELLA RIFORMA

Le fonti ufficiali dichiarano che l’obiettivo è l’adeguamento della legislazione italiana ai modelli vigenti sui mercati internazionali.

Prima novità è l’attribuzione di funzioni differenziate dai tipi tradizionalmente inquadrati nella categoria delle società di capitali e alla conseguente introduzione di una disciplina, ampiamente e realmente differenziata, della società per azioni e soprattutto non limitata alla sola statuizione di una differente misura minima del capitale sociale.

Seconda novità è la valorizzazione dell’autonomia privata applicata allo statuto. L’autonomia intesa come un discorso sia di libertà sia di responsabilità.

La terza novità riguarda l’introduzione d’opzioni statutariamente esercitabili per il governo della società, consistenti per la società per azioni nella scelta fra 3 modelli:

  • sistema classico, basato su due organi quali amministratori e sindaci.
  • sistema dualistico, fondato su un consiglio di sorveglianza cui spetta, oltre ai poteri di controllo, anche l’approvazione del bilancio e la deliberazione dell’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori.
  • sistema monistico, fondato su un consiglio d’amministrazione e su comitati costituiti al suo interno.

La quarta novità concerne il nuovo volto della società a responsabilità limitata.

La quinta novità è rappresentata dalla disciplina dei gruppi.

La sesta novità è la nuova disciplina delle cooperative. In questa disciplina:

  • viene formulata una sorta di definizione di società cooperativa;
  • viene data una certa rilevanza ai settori d’attività cooperativa;
  • viene dettata a tutela dell’aspirante socio una disciplina del c.d. principio della porta aperta, che è principio storico dell’Alleanza cooperativa internazionale
  • si dà ingresso ad un istituto classico della società cooperativa qual è il ristorno
  • viene menzionato lo “scambio mutualistico”che è il portato diretto della gestione del servizio.

Il provvedimento di riforma contiene altre novità: i patrimoni separati, la disciplina degli strumenti di finanziamento, una nuova configurazione normativa del diritto di recesso, un completo rinnovamento dell’istituto della trasformazione ed infine i patti parasociali.

Autore: Francy 83

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