Libro unico del lavoro

La nuova disciplina sul libro unico del lavoro

Semplificazione è un termine (abusato) che i nostri governanti dovrebbero imparare bene ed applicare meglio.

Infatti, per semplificare la vita dei cittadini a volte è molto facile: basta eliminare gli adempimenti superflui o ridondanti (che costituiscono cioè un doppione di altri obblighi), rendendo più agevoli i rimanenti.

Ci sono intere materie dove questo è palesemente fattibile (e fortemente auspicabile), soprattutto laddove regna, invece, il consueto e tipicamente italiano caos legislativo.

Molto spesso sarebbe sufficiente una ragionevole e sana deregulation delle corpose normative in vigore: ma si sa, in Italia il buon senso è spesso vacante.

In campo economico, per esempio, ciò permetterebbe lo sfoltimento di quella nutrita selva di norme e regole che costituiscono di fatto un vero e proprio disincentivo all’iniziativa economica (regolare) degli italiani, favorendo così, inevitabilmente, il sommerso.

Per usare una metafora possiamo dire che la quantità di soggetti che si ritrovano sommersi dipende dal livello delle difficoltà amministrative e della pressione fiscale: più questo livello è alto e più gli operatori sono spinti ad immergersi anziché lottare per rimanere a galla.

Con la conseguenza che le famiglie si impoveriscono e, in ultima analisi, la crescita economica del Paese rallenta.

Un provvedimento che quindi va recepito con entusiasmo è quello contenuto nella c.d. “manovra d’estate” (e meglio precisato dalla circolare n. 20/2008 del Ministero del Lavoro), con il quale si sostituiscono, nel settore delle assunzioni e del lavoro dipendente, i vecchi ed anacronistici libri paga e matricola delle aziende (ed altri registri obbligatori) con il nuovissimo “libro unico del lavoro”. Pertanto, le aziende con dipendenti devono adesso munirsi di un unico libro, caratterizzato peraltro anche da regole più semplici per la sua tenuta, allo scopo di adempiere a tutti gli obblighi previdenziali e fiscali a loro carico e di consentire agli enti competenti il controllo circa il rispetto del contratto collettivo di lavoro (Ccnl) applicato.

Vediamo ora nel dettaglio le nuove norme riguardanti il libro unico del lavoro.

Registrazioni e conservazione

Le registrazioni sul libro unico vanno eseguite entro il giorno 16 del mese successivo a quello cui si riferiscono i fatti registrati.

Il libro unico del lavoro va conservato per 5 anni a decorrere dalla data dell’ultima registrazione effettuata. Lo stesso termine di 5 anni è esteso dalla normativa anche agli ormai abrogati libri paga e matricola.

Tenuta ed esibizione

Cambiano pure (e sostanzialmente) le regole di tenuta e di esibizione.

In particolare scompare l’odioso obbligo di istituire e tenere presso l’azienda “copia conforme” del libro unico qualora esso sia affidato ad un consulente esterno (consulente del lavoro, professionista abilitato o associazione di categoria).

Attenzione però: in tutti i casi in cui il libro unico è affidato ad un soggetto esterno, è fatto carico al datore di lavoro di comunicare le generalità di quest’ultimo alla Direzione Provinciale del Lavoro. Copia di tale comunicazione va pertanto prontamente esibita agli organi ispettivi nell’eventualità di una loro richiesta del libro unico del lavoro.

Di conseguenza, il libro unico può essere alternativamente tenuto presso:

  • la sede dell’impresa e va esibito tempestivamente alla richiesta degli organi ispettivi
  • un consulente del lavoro o professionista abilitato (previa comunicazione alla competente DPL), che lo esibirà entro 15 giorni dalla richiesta degli organi ispettivi, altrimenti dovrà corrispondere una sanzione pecuniaria amministrativa
  • un centro servizi di un’associazione di categoria (previa comunicazione alla competente DPL), che lo esibirà entro 15 giorni dalla richiesta, anche qui a pena di una sanzione pecuniaria di natura amministrativa

Assunzione di lavoratori – procedimento

Variano anche le modalità di assunzione dei lavoratori.

Infatti, adesso è sufficiente che il datore di lavoro prima dell’inizio dell’attività di lavoro:

  • invii la comunicazione di assunzione telematica attraverso il portale www.lavoro.gov.it
  • consegni al lavoratore, che firmerà per ricevuta, copia delle suddetta comunicazione di assunzione telematica oppure il contratto individuale di lavoro completo di tutte le informazioni relative al rapporto
  • istituisca, appunto, il libro unico del lavoro, ove registrerà i fatti rilevanti del rapporto

Regime transitorio

Il libro matricola è immediatamente abrogato con l’entrata in vigore della nuova normativa.

Il libro paga invece, debitamente vidimato e compilato, vive fino al periodo di paga riferito a dicembre 2008.

L’entrata a regime del libro unico del lavoro in sostituzione degli altri è quindi fissata per gennaio 2009.

Autore: Steve Round

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