I colori del ghiaccio – Robert Peroni

Viaggio nel cuore della Groenlandia, misteriosa terra degli inuit
Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Share on LinkedInEmail this to someonePrint this page

I colori del ghiaccio di Robert PeroniQuesta è la storia di una grande e folle avventura. Davvero folle, se si pensa alle condizioni di partenza… Cosa può spingere un uomo, armato solo delle proprie conoscenze, nel 1983, senza GPS, su delle slitte con altri due compagni di viaggio, ad attraversare la Groenlandia, terra sconosciuta e in gran parte inaccessibile, modellata da distese di iceberg maestosi e pericolosi?

Un uomo che sa bene che un errore di centesimi di grado nelle coordinate, moltiplicato per novanta giorni, può rendere la rotta completamente sbagliata?

Rischiare la vita, lasciando la propria famiglia e i propri cari, senza poter dare loro notizie per tutta la durata del viaggio?

Eppure Robert Peroni non ha avuto dubbi, e ha deciso che questo doveva essere il SUO viaggio, “un luogo senza orizzonte, nient’altro che un bianco purissimo e infinito”. E si è preparato, per questo incredibile viaggio, un anno prima, passandolo ad imparare a memoria il percorso attraverso le mappe geografiche e addestrandosi all’uso del sestante, per saper leggere l’inclinazione fra il sole e l’orizzonte e riconoscere le differenze tra gli spostamenti di un oceano d’acqua e uno di neve e ghiaccio (la bussola non poteva considerarsi del tutto affidabile, vista la vicinanza fra polo magnetico e polo geografico).

Un’avventura pazzesca!
Ho pensato, leggendo le 180 pagine del libro, che questo è un vero esempio di puro fascino per l’ignoto, che può ammaliare ed essere pericoloso come il canto delle sirene.

Tre uomini, 80-90 giorni di autonomia alimentare, un viaggio con slitte legate alla vita del peso alla partenza di 130 chili, un ritmo di marcia di 10-15 chilometri al giorno. Rischiando la vita per inseguire un unico grande sogno: esplorare l’entroterra groenlandese, attraversandolo da parte a parte. “Volevo assolutamente vivere quell’esperienza sul ghiaccio: non mi sarei mai perdonato di non averci provato. Potevo fallire ma non rinunciare. Era come se mi fossi allenato tutta la vita per raggiungere quell’obiettivo, e alla soglia dei quaranta era il momento ideale, e forse l’ultimo, per tentare. (…) Di fronte a me, i tre mesi più duri e meravigliosi della mia vita”.

Il libro I COLORI DEL GHIACCIO (2014 Sperling & Kupfer Editori S.p.A.) è la storia di questa fantastica avventura, al limite delle possibilità umane, che porterà Robert a conoscere il popolo degli inuit e ad innamorarsi perdutamente della Groenlandia, di questa sterminata distesa di ghiaccio. La storia vera, di un grande amore per il ghiaccio e per lo stile di vita della tradizione inuit: “Fecero quello che chiunque altro avrebbe fatto: si guardarono intorno cercando di imparare, e poiché non c’erano altri uomini, osservarono gli animali (…). Gli abitanti di queste terre sono ancora riconoscenti nei confronti di un animale che li ha nutriti e guidati nei decenni. Provano per l’orso quel genere di affetto che si sviluppa soltanto fra chi ha condiviso un destino comune. Nessuno qui ucciderebbe una mamma orsa, e nessuno lancerebbe un arpione contro un cucciolo di foca indifeso. Non importa quanto aspra sia la fame: il rispetto fra uomo e animale è qualcosa che qui sussiste”.

Ho amato la storia di questo viaggio, perché in qualche modo, sono diventata anche io un po’ esploratrice leggendo di Robert nel suo racconto e ho subìto un po’ di quel fascino incosciente per l’ignoto. Ma, soprattutto, sono rimasta colpita dalla saggezza del popolo inuit, dal loro rapporto con la vita e con la morte, dalla loro semplicità e rispetto per la natura.

Per Robert Peroni non si è trattato solo di un’avventura ma di una scelta di vita, perché poi si è trasferito in Groenlandia, e ci ha passato quelli che lui considera gli anni più belli della sua vita: “L’altopiano groenlandese è diventato per me quello che per altri sono stati gli anni ruggenti della gioventù o il primo amore. Io, purtroppo o per fortuna, mi sono trovato più a mio agio con il sole e con la terra che con le persone. Mi sembrava che il paesaggio potesse capirmi meglio di chiunque altro, e forse è per questo che a passarmi davanti agli occhi in questi anni non è il volto di una persona amata, ma il bianco meraviglioso della neve scolpita dal vento. Questa è stata la mia vita”.

Da leggere … per fare un bel viaggio, con la mente, tra i ghiacci più affascinanti della nostra amata Terra.

Autore: Lagi

Condividi questo articolo su

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.