La giocatrice di scacchi – Bertina Henrichs

Recensione del libro “La giocatrice di scacchi” di Bertina Henrichs
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la giocatrice di scacchiEleni guardò più attentamente il pezzo che teneva in mano. Era un piccolo pedone nero. Esitante, cercò di rimetterlo al suo posto, ma non sapeva quale fosse. C’erano pezzi identici un po’ ovunque. Per un istante rimase cosi, con il pedone in mano, lo sguardo fisso sulla scacchiera in cerca di qualche logica. Alla fine si arrese, posò la statuina accanto alla tavola e riprese il lavoro. L’idea di aver rovinato una partita in corso l’avviliva, tuttavia si consolò dicendosi che doveva essere un pezzo di poco valore, perché ce n’erano molti altri. Dopotutto, forse, non era così grave ”.

E se quel pedone nero stesse per cambiarle la vita?

Eleni, figlia di poveri contadini della regione montuosa di Halki, cameriera ai piani in un albergo dell’isola greca di Naxos, moglie di Panos, che lavorava nell’officina del padre alle porte della città, e due bei figli: una vita normale, e un mestiere che amava, perché le permetteva di “fantasticare ed entrare in contatto con il mondo in sua assenza”. Un’occhiata ai turisti della camera e ai loro oggetti, e la sua immaginazione iniziava a correre verso luoghi lontani, affascinanti, come Parigi, il suo giardino segreto. Luoghi che scopriva in televisione ma troppo “arditi” per la sua vita così tranquilla e regolare.

L’occasione del compleanno di Panos e l’acquisto di una scacchiera (ripensando a quello strano pedone nero e alla bellezza delle statuine di legno che aveva trovato nella stanza di una coppia di turisti francesi) …  e la passione travolge Eleni. No, non un amante qualsiasi, non una storia d’amore clandestina come quelle bisbigliate tra i locali di Naxos, ma una passione che nessuno riesce a comprendere e a cui nessuno crede, tantomeno Panos: il fascino e la magia degli scacchi!

Il libro si legge velocemente, poco più di 100 pagine, lo stile dell’autrice è amabile e “leggero”, e fa intuire l’esperienza di Bertina Henrichs come sceneggiatrice di fiction e documentari.

Mi ha divertita pensare ad un’eroina giocatrice di scacchi, che abita in una piccola isola greca, e sparisce dalla famiglia e dagli amici per due volte alla settimana, per imparare a districarsi tra arrocchi, partita spagnola, difesa Cordel, attacco Max-Lange … “trasportando Eleni attraverso i secoli dai saloni della residenza dello zar nel XVIII ai palazzi venezioni del XV ” …  facendola innamorare follemente di questo gioco, costruendo settimana dopo settimana una abilità in grado di farla competere in un torneo scacchistico internazionale. E ho pensato divertita al chiacchiericcio locale, di tutti coloro che la conoscevano e che si aspettavano la solita storia abbastanza squallida di un amore clandestino in carne e ossa!

Storia davvero bizzarra e alternativa. E, per certi versi, mi ha trasportato indietro nel tempo. Anche mio padre amava studiare gli scacchi. Tornava dal lavoro e si metteva, con dei vecchi libri recuperati in qualche mercatino dell’usato, davanti alla scacchiera, per imparare, da solo, nuovi schemi vincenti. Ci aveva provato a spiegarmi le regole di base e qualche partita l’abbiamo fatta insieme, ma, contrariamente a Eleni, gli scacchi non mi hanno mai affascinato così tanto da piccola 🙂

A distanza di anni, tengo ancora, in qualche armadio (chissà dove), una scacchiera magnetica da viaggio, in pelle rossa, un vero oggetto di “lusso”, leggendo il libro mi è venuta quasi voglia di andarla a cercare … Ma sì, dai, quasi quasi… come ai vecchi tempi, ripensando alla partitelle con papà, sguardo fisso sulla tavola, bibitone di fianco, magari energizzante, per superare le fasi “di stallo” e qualche sbadiglio, in attesa della prossima mossa del mio avversario: obiettivo “Scacco Matto”!

Autore: Lagi

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