Gomorra – Roberto Saviano

Una recensione del libro “Gomorra” di Roberto Saviano.

Gomorra di Roberto Saviano

Recensione del libro di Roberto Saviano “Gomorra”.


gomorraTutti dovrebbero leggere il libro “Gomorra” di Roberto Saviano, per aprire uno spiraglio sulla comprensione del fenomeno della criminalità organizzata in Italia e non solo.

Il titolo è tratto dal riferimento alla città di Gomorra che, insieme a Sodoma, sorgeva lungo le rive del Mar Morto e che fu distrutta, come ci racconta la Bibbia in Genesi, intorno al 1900 a.C, secondo il parere di recenti studi archeologici, quasi sicuramente a causa di eventi tellurici, e che viene presa a simbolo di una realtà degradata moralmente e socialmente, dove l’individuo non ha nessuna risorsa di sopravvivenza e di aiuto se non in se stesso. Un’assonanza con il termine Camorra.

È un libro che dovrebbe interessare tutti noi che ci adoperiamo per una crescita personale delle coscienze e per un’apertura mentale verso problemi che spesso sfuggono alla nostra attenzione perché non ci riguardano personalmente.

È luogo comune pensare che la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta, la sacra corona unita, la stidda, ecc. siano fenomeni locali, limitati a particolari regioni del sud Italia. Fenomeni che convivono da moltissimo tempo con particolari popolazioni, dalle quali traggono alimento non solo materiale ma anche spirituale, mentale, culturale. Ma non è così.

La criminalità organizzata è oramai diventata “il Sistema”, come viene chiamata dagli stessi camorristi. Un sistema che avvolge in una rete spesso invisibile tutta l’Italia e l’Europa e il Mondo. È un sistema dove il limite e le collusioni fra il lecito e l’illecito è diventato sottilissimo, quasi inesistente. Tutto viene giocato sul piano dell’economia liberista e sulla piena libertà di concorrenza.

Lo Stato di diritto, i suoi principi giuridici sacrosanti, le sue leggi, i suoi controllori, tutto inesistente.

Tutto si gioca al ribasso dei costi di produzione sulle spalle di lavoratori italiani e stranieri e sul denaro comunque incassato e subito trasformato in imprese legali, alla luce del sole: aziende agricole, casearie, edilizie, catene di negozi, supermercati.

Tutto si gioca sulla vita di esseri umani che tutto accettano per sopravvivere, compresa la schiavitù e anche la morte.

Che controsenso!

3.000 morti ammazzati negli ultimi 20 anni solo per le faide di camorra.

Per non parlare delle vittime innocenti. Asettiche notizie nelle cronache giornalistiche. Sangue, paura e sangue e ancora sangue per chi ci vive in mezzo quotidianamente e può incorrere, uscendo dalla porta di casa, in qualche regolamento di conti fra clan.

Droga, edilizia, traffico di armi, prostituzione, traffico di esseri umani e di organi, smaltimento di rifiuti tossici e di veleni industriali, lavoro nero nei settori dell’abbigliamento, delle calzature e di altro ancora, inclusi i generi alimentari, controllo dell’immigrazione clandestina.

Tutto viene riconvertito in attività lecite che travalicano i confini nazionali, in holdings internazionali.

“Il cemento. Petrolio del sud. Tutto nasce dal cemento. Non esiste impero economico nato nel mezzogiorno che non veda il passaggio nelle costruzioni. Appalti, gare d’appalto, cave, cemento, inerti, malta, mattoni, impalcature, operai. L’armamentario dell’imprenditore italiano è questo.

L’imprenditore italiano che non ha i piedi del suo impero (principato o feudo da valvassore) nel cemento non ha speranza alcuna.”.

Afferma Saviano.

“La forza assoluta dei cartelli criminali è l’edilizia. Il certificato antimafia. Ormai ridicolo. Ogni ditta di Totò Riina e di Francesco Schiavone Sandokan avevano i certificati antimafia. Per poterlo ricevere basta dimostrare che nella propria azienda non lavorano personaggi condannati per associazione mafiosa. Che ingenuità!”.

Il sistema economico legale ha bisogno del sistema economico illegale. Gli imprenditori legali hanno bisogno del “sistema” che procura manodopera a costo quasi zero. Anzi, non potrebbero sopravvivere senza di esso; dal mondo dell’alta moda alle fabbriche del nord-est che vogliono smaltire i rifiuti a basso costo e aggirando le regole antinquinamento.

E questo avviene non solo in Italia, ma nella stessa Europa e nel mondo intero.

Chi la sera sta al calduccio nella propria abitazione e pensa al TFR, agli aumenti di stipendio, alle vacanze, alla finanziaria, dovrebbe conoscere su cosa si basa il benessere al quale si è abituato.

Gente italiana e straniera che viene pagata 100 euro a settimana per turni lavorativi di 12-15 ore al giorno, con uno straordinario notturno e domenicale di 50 euro per 10 ore. Niente assicurazione, niente contributi pensionistici. Gente che paga con la propria vita il benessere degli altri, i contratti collettivi degli altri, i sindacati degli altri, le pensioni degli altri.

Si afferma che il sud è la sede dell’evasione fiscale. Ma quando un imprenditore, un commerciante o un libero professionista, deve pagare 100-200 mila euro l’anno di tangente per la protezione camorrista o mafiosa non ha forse già assolto all’onere di contribuzione personale verso la collettività-Stato?

Di quale Stato? Quello che effettivamente controlla il territorio e che procura lavoro ai giovani nell’industria del crimine organizzato. Giovani che vivono la vita come fosse uno di quei film visti e rivisti cento volte sul Padrino, Al Capone, Scarface alias Tony Montana, ecc.

Giovani che non hanno alcuna possibilità di scelta se non quella di imparare ad usare “il ferro” (pistola o Kalascinkov) il prima possibile.

Giovani assoldati a 13, 14 anni e che a 17 sono già dei “capi zona”.

Giovani violentati nell’anima fin da quando nascono.

Giovani che presto finiranno in prigione o morti ammazzati e che violenteranno a loro volta.

I dati sciorinati da Roberto Saviano nel suo libro potrebbero sembrare assurdi, ma sono confortati dai dati Eurispes 2005.

“Tra i maggiori proventi si confermano quelli legati all’ambito degli appalti dei lavori pubblici e delle imprese (17.520 milioni di euro), estorsione ed usura (13.520 milioni), prostituzione (5.104 milioni) e traffico di armi (4.774 milioni). Continua il primato della ‘ndrangheta principalmente per gli affari legati al traffico di droga (22.340 milioni di euro), seguita da cosa nostra (18.224 milioni), camorra (16.459 milioni, alias 16 miliardi e mezzo) e sacra corona unita (1.999 milioni).”

La droga a Napoli: un giro d’affari pari a 500.000 mila euro al giorno. Quasi 2 miliardi di euro l’anno solo nella città di Napoli.

Altro settore in forte espansione, oltre quello della droga, è l’usura, che si caratterizza per un pericoloso intreccio tra imprenditoria, politiche delle banche e criminalità organizzata. Il “sistema” pratica tassi d’interesse più bassi di quelli bancari, poi ti tiene legato alla sua catena fino a strozzarti comunque.

Un’economia illegale nazionale pari al 10% del PIL. Valore: più di 100 miliardi di euro. 30 miliardi di euro solo per la camorra. Una manovra economica di “ampio respiro”, come da alcuni definita la recente finanziaria. Le imposte che mancano all’appello.

Dai rapporti semestrali della DIA (Direzione Investigativa Antimafia) per il 2005 emergono, solo per il secondo semestre, sequestri di beni, a carico delle quattro più importanti organizzazioni criminali, per circa 85 milioni di euro e confische per quasi 11 milioni. Nel primo semestre 2006 sono stati effettuati sequestri per un valore di ben 220 milioni di euro e confische per un valore di 14 milioni e mezzo di euro.

Ecco una nuova criminalità organizzata che ha modificato le proprie strategie di azione, si è internazionalizzata, globalizzata.

Una criminalità che ha stretto e sempre più stringerà rapporti con le criminalità organizzate di tutto il mondo. Criminalità albanese, cinese, magrebina, nigeriana, sudamericana, turca, rumena, russa, americana.

Sinergie, così sono chiamate in gergo politichese, le relazioni fra più organi od organismi pubblici nazionali ed internazionali. Solo che qui si tratta di sinergie criminali. Ufficialmente condannate. Ufficiosamente accolte nei salotti della borghesia “bene”. Pecunia non olet.

“E così quando mi trovo tra i migliori e vincenti imprenditori non mi sento bene. Anche se questi signori sono eleganti, parlano con toni pacati, e votano a sinistra. Io sento l’odore della calce e del cemento, che esce dai calzini, dai gemelli di Bulgari, dai loro meridiani di Italo Calvino e dai loro thriller di Grisham.”

Il libro si chiude con un panorama sul riciclaggio illegale dei rifiuti, tossici o meno. Dal rapporto 1° semestre 2006 della DIA rilevo:

“Anche nel ciclo dell’illecito smaltimento dei rifiuti sono forti gli interessi della camorra che, frequentemente, vede coinvolti sia i produttori dei rifiuti – che in tal modo realizzano ingenti risparmi rispetto ai costi che comporterebbe l’osservanza delle norme poste a tutela dell’ambiente – sia i titolari dei siti di destinazione finale, discarica o centri di recupero ambientale. La conferma che si tratti di un’attività che vede la partecipazione anche di soggetti estranei alla criminalità organizzata è venuta, da ultimo, dall’indagine denominata “Green”, conclusa dalla DIA di Napoli nel gennaio 2006, che ha confermato i collegamenti tra esponenti criminali e taluni esponenti politici locali.”

Circa 50 consigli comunali sciolti a tutt’oggi in Campania per infiltrazioni criminali.

Tutti dati che, facilmente acquisibili dagli operatori politici, giudiziari, finanziari, sono ora esposti in un libro alla portata di tutti e che prendono vita e si animano davanti ai nostri occhi grazie alla forza della disperazione e della passione di un figlio della Campania, dell’Italia, dell’Europa, del Mondo.

Autore: Barbara

Condividi questo articolo su

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.