Perchè esiste la Realtà anziché il Niente?

Un concetto filosofico che spiega razionalmente Realtà ed Esistenza
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Cos’è la Realtà, cioè l’esistenza di tutte le cose? E’ un processo in continuo divenire costituito da cose ed eventi che acquistano il loro significato in funzione del processo cui appartengono.

Pertanto l’esistenza delle cose (e di tutta la Realtà) è attribuibile al processo che esse alimentano continuamente. Ma a chi o cosa è imputabile l’esistenza del processo stesso?

Non certo alle cose di cui è composto, perché altrimenti si andrebbe indietro all’infinito in una sorta di circolo vizioso senza fine.

Anche attribuire l’esistenza di tutte le cose al Big bang (quello che ha dato vita all’Universo, secondo la teoria scientifica più accreditata) non è una spiegazione logica, perché lo stesso Big bang è un processo, così come è un processo l’evoluzione darwiniana originata appunto dal Big bang inziale.

Per spiegare l’esistenza dei processi di cui sono composte le cose materiali bisogna far riferimento ad un “Principio primo”, in grado di giustificare la totalità dei processi (cioè il Processo nel suo complesso), e cioè ad un principio che sia:

  1. causa prima (ed ultima) dell’esistenza del Processo, e quindi della Realtà
  2. trascendente al Processo stesso, cioè “non riconducibile alla Realtà, in quanto sussistente a prescindere da essa”

Il Principio primo deve essere quindi, ad un tempo, causa efficiente dell’esistenza e trascendente a questa (ovvero distinto completamente dall’esistenza). In altre parole la Causa iniziale del tutto deve essere stata necessariamente un evento libero e consapevole, perché se così non fosse, l’atto creativo non sarebbe trascendente, distinto dalla realtà posta in essere e, con molta probabilità, non sarebbe neanche un vero “atto iniziale”, visto che la sua appartenenza in qualche modo al processo ne farebbe uno dei tanti eventi della regressione all’infinito del processo stesso.

 

Tutto ciò premesso, vale la domanda: con chi o cosa può allora identificarsi il Principio primo?

Oppure, il che è lo stesso: cosa c’era prima del Big Bang, cioè nel momento in cui, per dirla con gli scienziati, non valevano i criteri universali della fisica?

Se il Principio primo fosse stato un atto impersonale, frutto della realtà stessa, cioè della natura, che per qualche procedimento fisico, a noi ancora ignoto, avesse dato vita agli eventi che hanno portato al Big bang, esso non sarebbe stato un atto libero e consapevole, bensì “deterministico”, come tutti i procedimenti scientifici di causa ed effetto. Quindi, anche in questo caso, ritorneremmo ad avere un atto classificabile nel processo stesso e non avulso (trascendente) da esso, e dunque non un Principio primo ovvero un atto consapevolmente creativo.

L’unica spiegazione razionale, in grado di rispondere alla domanda “come è nato l’Universo” oppure “perché esiste qualcosa anziché il niente”, è pertanto quella che concepisce il Principio primo come Persona.

Una Persona che, con atto volontario e consapevole, ha dato inizio a Tutto: realtà, processi, cose, e vita.

Ecco perché io credo.

Autore: Steve Round

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