La luce del faro

Come una bussola ci guida verso l’orizzonte la poesia di Beppe Cantarella

Sussurri di vele
che libeccio strappava forte,
come lamenti di sirene
lontane, s’udivano.
Nei lunghi rientri,
le sinistre chiglie
tagliavano il freddo
e tra muri d’acqua
le antiche leggende
ancor solcavano.

Sperduti all’orizzonte,
gli occhi bianchi
di spaiate paranze
dove scorbuto e strani segni
infuriavano i marò.
Tra bestemmie del mattino
e le preghiere della sera
s’uccideva il verno
raschiando sangue secco
dalle polene mastre
dei vecchi capi rais.

Nei ritorni del tempo
la luce del faro
a tratti si fermava
e nel velluto nero
di bonaccia, s’inabissava.
Anime serotine
cadute nei tramagli
l’aspettavano felici
mentre un canto stridulo
di pochi mugnaiacci
s’intonava al pianto
delle vedove del mare.

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Autore: Beppe Cantarella

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