Nascita di una poesia

Quando la poesia si piega su se stessa, di Dormouse

Passeggio cupo pei miei lidi
ignaro di ciò che in mente accade.
Eterno solingo flutti abnormi vidi,
la Nina dei segreti vorticosamente evade.

La pensierosa Pinta egual destino aveva
ma ancor qualcosa manca pel’ eruzione.
D’esizial carico Santa Maria pareva,
ventura sua: unirsi all’esplosione.

Le tre rotte in fatal incrocio caddero,
entità unica tre sorelle divennero.

Bianco corpo dalla triade nacque,
baciato e cullato da una gelida luce.
Dell’orribile destino esso tacque,
messo alla prova lo spirto mio traduce.

La mia penna è fonte di salvezza
che dalla deriva toglie l’ondoso flutto.
Con melanconica danza si dispongon nella brezza
le lucenti parole sfiorate dal lutto.

Come corpo di virgin donna è puro,
sì fu il mio animo, sgretolato il muro.

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Autore: Dormouse

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