Surreali esalazioni di una notte

Il titolo è già un’immagine poetica, di Dormouse

Tetra notte che in fragore ti trasformasti,
sussurrarti gratitudine potrebbe sminuire.
Nebbiosa sera che ineffabile diventasti
sfogliando il mio cuore potrai capire.

Neve nel deserto lei era,
sbaragliò ogni mia difesa.
Da eterea follia cullato
nuotavo nell’inebriante sguardo.
Mai sì profondo spirito
rese cieco l’esser mio.

Esalava magia quell’ebbro intreccio
che catturava le nostre mani,
danzavano i due corpi
fluttuando nel ghiaccio fuoco.
Mio istantaneo sogno fu
esplorare il suo mondo.

Una rassegnata pioggia
dal destino scagliata
“Stolto saresti – gridava –
a non afferrar l’aquilone in volo.
Mai lasciar sfuggir tu devi
Cotanto emozional tesoro.”

Che celestiale figura sia,
se a scaturir ciò porta
l’ombrosa anima mia
che dapprima parea morta?

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Autore: Dormouse

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