Assistenza infermieristica e carcinoma tiroideo differenziato

Introduzione all’assistenza infermieristica ed al carcinoma tiroideo differenziato

Introduzione

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FACOLTA’ DI MEDICINA E CHIRURGIA

CORSO DI LAUREA IN SCIENZE INFERMIERISTICHE

TESI DI LAUREA

“Assistenza infermieristica al paziente affetto da carcinoma tiroideo differenziato: diagnosi, trattamento e follow-up”

RELATORE:                                CANDIDATA:

Prof. Barbaro Daniele             Orlandini Sara

ANNO ACCADEMICO 2007/2008

La tiroide è una ghiandola endocrina posta nella regione anteriore del collo, in grado di sintetizzare l’ormone tiroideo sottoforma principalmente di tiroxina e in misura minore di triiodiotironina. Le azioni che svolge sono estremamente ampie e vanno dallo sviluppo del SNC, all’accrescimento corporeo, al controllo di numerose funzioni metaboliche.

L’incidenza del tumore tiroideo è progressivamente aumentata nell’ultimo ventennio ed è noto che fattori di rischio quali pregresse radiazioni, storia familiare, sesso, età e apporto iodico, incrementano tale riscontro. La maggioranza dei noduli tiroidei è di natura benigna, nonostante ciò in Europa ogni anno vengono diagnosticati moltissimi casi di carcinoma tiroideo, soprattutto di tipo papillare e meno frequentemente di tipo follicolare, denominati” carcinomi differenziati della tiroide”. Il problema clinico principale nella gestione del nodulo tiroideo è evidenziare la presenza di noduli maligni: la citoagoaspirazione rappresenta la procedura più accurata per determinare se un nodulo possieda elementi di rischio tali da giustificare l’exeresi chirurgica.

Il trattamento terapeutico di un tumore tiroideo consiste nell’intervento chirurgico di tiroidectomia, nella maggioranza dei casi, seguito dalla terapia ablativa del tessuto residuo con iodio 131.

I pazienti andranno valutati nell’immediato postoperatorio allo scopo di instaurare la terapia ormonale e accertare la presenza o assenza di complicanze chirurgiche.

Il personale infermieristico sarà perciò istruito a cogliere la presenza di segni e sintomi come emorragie post-operatorie, lesioni dei nervi laringei, danni alle paratiroidi.

 

Trattandosi di malattia oncologica, l’infermiere dovrà creare un rapporto di fiducia ed empatia col paziente, indispensabile per attuare una buona assistenza, al fine di raggiungere, un giusto approccio non solo metodologico, ma anche psicologico verso un paziente colpito da cancro.

L’assistenza infermieristica inizia sin dal ricovero: l’IP accoglie il paziente, lo rassicura e informa sugli esami diagnostici e strumentali che andrà a eseguire, compila la cartella infermieristica e clinica, programma date ed esami necessari all’intervento.

Si occupa della gestione e della cura del paziente nel pre e nel postoperatorio, della prevenzione di eventuali complicanze successive all’intervento e dell’assistenza relativa al follow up.

L’infermiere si dedicherà alla preparazione del paziente tramite procedure che comprendono: l’educazione alla dieta ipoiodica, la programmazione delle dosi, l’esecuzione del prelievo ematico, la somministrazione di TSH umano ricombinante, l’educazione alle norme comportamentali e la presentazione delle norme radioprotezionistiche.

Autore: Sara

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