Cuneo fiscale

L’articolo illustra gli interventi della Finanziaria per il taglio di 5 punti del cuneo fiscale.

Il cuneo fiscale (Un taglio di cinque punti in due tempi)

Il cuneo fiscale è la differenza tra quanto percepito dal dipendente come stipendio netto ed il complessivo costo sostenuto dall’impresa per il lavoro di quello stesso dipendente. Una differenza che è formata dalla somma degli oneri fiscali e previdenziali a carico del lavoratore e quelli previdenziali, assicurativi e fiscali a carico del datore di lavoro.

cuneo-fiscale

La Finanziaria appena varata dal Governo prevede il taglio di ben cinque punti di questo cuneo, mediante uno stanziamento di nove miliardi di euro, di cui il 40% (3,8 miliardi) da destinare ai lavoratori ed il 60% (poco più di cinque miliardi) alle imprese.

Il provvedimento dispone che il beneficio si perfezioni in due tappe. La prima, nella misura del 50%, a partire da febbraio, la seconda, per l’intero importo, da luglio 2007. Nel 2008 la riduzione del cuneo fiscale andrà definitivamente a regime.

Il finanziamento agirà su due fronti in modo d’avere un maggior impatto sull’economia: da una parte aumentando il reddito da salari (è stimata una loro crescita media del 2%) per sostenere la spesa delle famiglie e dall’altra prevedendo un risparmio d’imposta a favore delle imprese allo scopo di spingere la produzione.

Per quanto riguarda i lavoratori, l’avvicinamento della retribuzione lorda al netto della busta paga avverrà attraverso la nuova curva di tassazione dell’IRPEF stabilità in Finanziaria, che corregge il secondo modulo di riforma deciso dal centrodestra nella passata legislatura, e l’erogazione di assegni per il nucleo familiare più elevati di quelli attualmente assegnati ai dipendenti.

In particolare, per quanto riguarda l’IRPEF, la manovra stabilisce:

  • l’aumento del reddito minimo imponibile per i redditi di lavoro dipendente ed autonomo (cosiddetta no tax area );
  • la trasformazione delle deduzioni per carichi di famiglia in detrazioni d’imposta, che vengono aumentate in modo consistente (le deduzioni si sottraggono dall’imponibile, le detrazioni dall’imposta lorda);
  • la ristrutturazione di aliquote e scaglioni, con una riduzione della tassazione per i contribuenti che vivono al di sotto dei 40 mila euro l’anno lordi
Nuovi scaglioni (in euro)
Aliquote %
fino a 15.000
23
da 15.001 a 28.000
27
da 28.001 a 55.000
38
da 55.001 a 75.000
41
oltre 75.000
43

Gli assegni per il nucleo familiare (ANF) dei lavoratori sono rivisti in aumento per i primi tre figli ed organizzati in modo tale da eliminare gli attuali scaglioni, ritenuti troppo sensibili alle variazioni della retribuzione.

Per quanto riguarda invece le imprese, l’intervento sul cuneo fiscale è operato sulla base imponibile IRAP, sia rendendo possibile la deducibilità da questa dei contributi previdenziali ed assistenziali, sia fissando una misura forfetaria di deduzione per ogni assunto a tempo indeterminato.

La prima forma di deducibilità, che per sua natura agisce proporzionalmente alla retribuzione, è limitata ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, ma sono ammesse anche le spese relative ad apprendisti, disabili e dipendenti assunti con contratti di formazione lavoro. Questa agevolazione non spetta ad alcune aziende particolari, quali le Banche, gli altri enti finanziari, le imprese di assicurazione e quelle operanti in concessione ed a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione di acque di scarico e della raccolta e smaltimento dei rifiuti. Per ogni lavoratore l’importo delle deduzioni non può comunque eccedere il limite massimo costituito dalla retribuzione e dagli altri oneri a carico del datore di lavoro.

L’importo forfetario di deduzione è pari a 5.000 euro annui per ogni dipendente assunto dalle imprese del Centro-Nord Italia ed a 10.000 euro annui per ogni addetto assunto, sempre a tempo indeterminato, nel Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). E’ fissato però un massimale di 200.000 euro a triennio per ciascuna impresa.

Autore: Steve Round

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