Ecco un pratico percorso guidato per conoscere chi sono e quanto ereditano i parenti del de cuius (= defunto).
Le quote ereditarie sono infatti fissate in modo tassativo dal codice civile e pertanto abbiamo costruito una semplice tabella interattiva, con la quale è possibile determinare facilmente, in ciascun caso, le modalità di spartizione tra gli eredi del patrimonio caduto in successione.
Innanzitutto vale la pena di ricordare come si calcolano i gradi di parentela, anche perché sull’argomento c’è molta confusione. Di seguito un elenco sufficientemente esplicativo di legami familiari, con l’indicazione per ciascuno del suo esatto grado di parentela:
| Grado di parentela | Esempio |
| 1° | Genitore e figlio |
| 2° | Nonno e nipote (figlio di figlio) – Fratello |
| 3° | Zio e nipote (figlio di fratello) |
| 4° | Primo cugino |
| 5° | Secondo cugino – Figlio di primo cugino |
| 6° | Figlio di secondo cugino |
La prima distinzione essenziale che si deve operare nelle successioni è la seguente:
1) eredità con testamento
2) eredità senza testamento
Essa è importantissima perché le regole successorie sono diverse nelle due eventualità.
1) Se non esiste un testamento (il caso più frequente), allora è la normativa a decidere chi eredita e con quale quota.
In particolare i parenti che ereditano in assenza di testamento (cosiddetti eredi legittimi) sono:
- Coniuge
- Figli
- Ascendenti e fratelli (ma solo se mancano i figli)
- Altri parenti entro il 6° grado (ma solo se mancano tutti gli altri)
Gli ascendenti sono i parenti in linea retta che vanno dai genitori in su (cioè che ascendono: genitori, nonni, bisnonni, ecc…).
Al coniuge superstite spetta in molti casi (oltre la quota ereditaria) il diritto di abitazione sulla casa familiare. Questo si estrinseca nella facoltà a lui/lei concessa di abitare una casa altrui, con il limite però che tale godimento dell’abitazione non deve eccedere le sue necessità e quelle della sua famiglia.
2) Invece, quando il testamento esiste, si osservano ovviamente quelle che sono le volontà del de cuius. Tuttavia la normativa italiana è molto rigida in fatto di successioni ereditarie e di conseguenza le disposizioni testamentarie devono rispettare alcuni limiti.
Non è possibile infatti nel nostro ordinamento successorio “diseredare” alcuni parenti (i più prossimi) e bisogna quindi rispettare le quote di legittima, cioè le percentuali di eredità che devono comunque andare ai parenti indicati dalla normativa, anche contro la volontà del de cuius.
Pertanto gli eredi legittimari (cioè quelli stabiliti dal codice civile in caso di testamento), quando ritengano di non aver ricevuto dalla divisione ereditaria la quota di legittima, possono impugnare il testamento per far valere i loro diritti.
Solo una parte dell’eredità può essere liberamente lasciata dal de cuius a qualunque persona egli desideri e questa percentuale, che come vedremo varia da caso a caso, si chiama quota disponibile.
Chiaramente tra le persone che possono ereditare la quota disponibile ci sono anche i legittimari, che quindi riceveranno una fetta maggiore di eredità rispetto a quella (la legittima) stabilita dal codice civile, perché appunto quest’ultima sarà maggiorata di parte o tutta la quota disponibile.
I familiari (legittimari) che ereditano in caso di presenza del testamento sono solo:
- il coniuge
- i figli
- gli ascendenti (ma solo se mancano i figli)
Come si vede, rispetto alla successione senza testamento, non ereditano i fratelli del de cuius, i quali quindi possono ricevere eredità solo se indicati nel testamento come beneficiari della quota disponibile.
E’ il caso infine di sottolineare la seguente regola fondamentale: nell’eventualità di premorienza di un erede, la sua quota è divisa in parti uguali tra i parenti più prossimi di grado. Essa vale sia per le eredità senza testamento, sia per quelle con testamento.
Per es. quando manchi – per premorienza – il figlio, la sua quota ereditaria (per ipotesi il 25%) va divisa in parti uguali tra i suoi poniamo 2 figli (cioè tra i nipoti del de cuius e ognuno di essi prenderà quindi il 25% diviso 2 dell’eredità, ovvero il 12,5% del patrimonio). Lo stesso dicasi nel caso manchi per premorienza la mamma: la sua quota sarà divisa in parti uguali tra i nonni materni (per es. se la quota della mamma premorta è il 50%, ciascun nonno prenderà la metà del 50%, cioè il 25% dell’intero patrimonio).
Per una veloce e chiara sintesi delle quote ereditarie rimandiamo comunque al nostro prontuario sulle Eredità e Successioni e non dimenticate il nostro programma per il calcolo delle tasse da pagare sulle eredità ricevute.
Steve Round - 28.9.2008
Tags: eredità quote successioni testamento legittima