Redditometro e reddito familiare

Come funziona il nuovo redditometro del fisco che controllerà il reddito di tutte le famiglie

Cos’è il redditometro

Si tratta di uno strumento con il quale l’Agenzia delle Entrate sottoporrà a verifica i redditi dichiarati da tutti i nuclei familiari italiani.

Esiste già uno strumento del genere per le imprese ed i professionisti: si chiama “studio di settore”. E’ un programma informatico che determina per ciascun contribuente dotato di partita Iva il reddito minimo presunto, ovvero la soglia minima da dichiarare.

Se l’impresa o il professionista dichiara meno di tale soglia ha 2 possibilità: o si “adegua” spontaneamente al minimo presunto, pagando le relative imposte, oppure deve aspettarsi il futuro accertamento dei suoi redditi.

Adesso per le famiglie accadrà lo stesso e con il medesimo meccanismo: il redditometro indicherà il reddito familiare minimo e se quello dichiarato è inferiore scatta l’accertamento, con il conseguente pagamento delle imposte sull’eccedenza non dichiarata.

Come funziona il redditometro

La formula è complessa, ma nelle sue linee generali prevede la determinazione di un reddito familiare minimo presunto a partire da alcune spese familiari.

Cioè vengono utilizzati dei coefficienti, diversi per tipologia di contribuente (single, famiglia con figli o senza figli) ed area geografica (nord o sud, centro o periferia), che in sostanza fungono da moltiplicatori delle spese sostenute.

La somma di questi prodotti tra spese e coefficienti costituisce il reddito presunto minimo al di sotto del quale è meglio non dichiarare.

Anzi, per la precisione, esiste uno scarto massimo di tolleranza del 20% tra reddito dichiarato e presunto.

Per es. se un contribuente sostiene euro 3.000 l’anno di spesa per la palestra ed il moltiplicatore per questo costo è 2, allora il reddito minimo da dichiarare è almeno di € 6.000 (= 3.000 x 2).

La sommatoria di tutte le spese considerate (moltiplicate per i coefficienti) dà il reddito minimo complessivo per quel tipo di contribuente.

Pertanto, nel caso di un reddito minimo presunto di euro 60.000, il reddito dichiarato non dovrà essere inferiore ad euro 50.000 (60.000 – lo scarto del 20% su 50.0000), altrimenti parte l’accertamento della dichiarazione fiscale.

Un esempio di redditometro

Per acquistare familiarità con i calcoli del redditometro da effettuare in dichiarazione e per sapere se il nostro reddito rientra nei limiti o è invece a rischio d’accertamento, si può utilizzare la tabella interattiva riportata qui sotto.

Abbiamo lasciato in bianco le celle da riempire, le quali riguardano i parametri (o moltiplicatori) da quantificare ciascuno con valori per esempio da 1 a 5 (a seconda della presunta sensibilità dell’Agenzia delle Entrate verso quella spesa), e l’entità delle singole spese, nonché il reddito dichiarato.

Il programma elabora i calcoli e fornisce un risultato finale della situazione reddituale del contribuente che potrà essere:

  • Tranquilla, quando il reddito dichiarato è superiore a quello presunto o comunque lo scarto tra di essi è inferiore al 10%
  • A rischio, nel caso lo scarto tra reddito dichiarato e minimo presunto sia superiore al 10% ma inferiore al 20%
  • Arriverà accertamento, quando lo scarto è superiore alla fatidica soglia del 20%

Spostatevi tra le celle con il tabulatore ed alla fine, per conoscere l’esito finale, cliccate in qualsiasi punto al di fuori della tabella.

Ovviamente si tratta di un modello esemplificativo. Lo strumento definitivo sarà quello ufficiale dell’Agenzia delle Entrate e sarà chiaramente molto più sofisticato.

Però già adesso, con il nostro semplice software, è possibile avere un’idea della propria posizione rispetto al fisco (ed eventualmente correre ai ripari).

Programma …

Buona fortuna con la dichiarazione dei redditi!!!

Autore: Steve Round

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1 Commento

  1. E se uno ha messo da parte i soldi da diversi anni x comprarsi una macchina o farsi un viaggio?

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