Versamenti telematici delle imposte

Un articolo sui versamenti telematici delle imposte per i titolari di partita IVA.

I versamenti telematici delle imposte

 

I titolari di partita IVA pagheranno le imposte solo online

L’articolo 37, comma 49, del decreto legge n. 223/06 prevede un’importantissima novità per i titolari di partita IVA e quindi per le imprese ed i professionisti: sembra che, stando alle ultime notizie, dal prossimo primo gennaio 2007 questi contribuenti non potranno più pagare le imposte ed i contributi consegnando la delega cartacea (il famoso F24) presso uno sportello bancario o postale, ma dovranno attrezzarsi per effettuare il versamento di quanto dovuto con modalità esclusivamente telematiche.

L’Agenzia delle Entrate punta così, dopo aver informatizzato la presentazione della dichiarazione dei redditi, a fare altrettanto con il versamento di tutti i tipi di imposte, tasse e contributi attualmente versati mediante il modello F24. L’operazione è chiaramente finalizzata a raggiungere una maggiore efficienza nei controlli operati dall’amministrazione finanziaria, che potrà di fatto contare sulla disponibilità in tempo reale dei dati riguardanti i versamenti dei contribuenti, con una grande accelerazione dei tempi di verifica dell’esattezza e puntualità dei pagamenti effettuati e ciò anche a vantaggio degli stessi contribuenti.

Per adempiere correttamente questo nuovo obbligo normativo i titolari di partita IVA hanno a disposizione tre alternative, delle quali le prime due richiedono necessariamente la titolarità di un conto corrente:

 

  • Pagamento diretto alla Banca tramite home banking Il versamento è effettuato presso lo sportello bancario direttamente da casa o dall’ufficio utilizzando Internet. Per avere la possibilità di pagare online le imposte occorre avere un computer collegato alla rete, un conto corrente bancario e sottoscrivere con la stessa Banca un contratto d’abbonamento (in genere a pagamento) per il servizio di remote home banking, che permetta anche il pagamento telematico del vecchio modello F24. In questo modo i contribuenti compileranno i campi del software o della pagina web messi a loro disposizione, insieme alle necessarie password, dall’Istituto bancario e con un semplice click daranno disposizione di addebito in conto corrente degli importi indicati. Quanto detto con riferimento alle banche vale anche per l’ home banking di Poste Italiane S.p.A., qualora si abbia un conto corrente postale.
  • Pagamento diretto tramite il software fornito dall’Agenzia delle Entrate Rimane obbligatoria la disponibilità di un computer collegato ad Internet e di un conto corrente bancario presso un Istituto che abbia stipulato apposita convenzione con l’Agenzia delle Entrate (requisito che è possibile chiedere direttamente alla Banca, ma tutti i grandi Istituti sono regolarmente abilitati). Il conto deve essere intestato o cointestato con firma disgiunta al debitore, ovvero deve esserci coincidenza tra il soggetto che paga le tasse ed il titolare del conto. Non è più necessario invece l’abbonamento ai servizi di home banking . I contribuenti in questo caso dovranno scaricare dalla rete il programma F24 on line (sito web www.agenziaentrate.gov.it), messo gratuitamente a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, ottenere il numero identificativo di PIN dall’Agenzia stessa (con le modalità indicate nel citato sito), completare con i dati del versamento i quadri del software ed inviare telematicamente il file all’amministrazione finanziaria, indicando gli estremi del conto corrente (numero, ABI, CAB) ove andranno effettuati i relativi addebiti. Non è attualmente possibile l’utilizzo di questo canale per i possessori di conti postali, perché le Poste non hanno ancora sottoscritto il necessario accordo con l’Agenzia, ma dovrebbero farlo in tempo utile.
  • Pagamento indiretto tramite gli intermediari abilitati a Entratel Coloro che non hanno dimestichezza con l’informatica possono utilizzare questa terza via che prevede la possibilità di rivolgersi ai consulenti ed agli altri intermediari che hanno aderito alla specifica convenzione con l’Agenzia delle Entrate. E’ sufficiente dare a questi intermediari delega scritta di autorizzazione al pagamento delle imposte e, ancora una volta, fornire le coordinate bancarie (numero di conto, ABI e CAB) per effettuare il corrispondente addebito. Tutti gli adempimenti sono a carico degli intermediari, i quali potranno utilizzare il software gratuito F24 cumulativo rilasciato dalle Finanze, che permette di versare con un unico invio le imposte di più contribuenti, indicando per l’addebito il numero di conto corrente bancario di ciascuno di essi, in quanto non è possibile utilizzare per i pagamenti con F24 cumulativo il conto corrente proprio dell’intermediario.Pure in questa eventualità è pertanto necessaria la disponibilità di un conto corrente bancario intestato o cointestato al contribuente, mentre non è possibile, al momento, utilizzare il conto postale, per mancanza della relativa convenzione con l’Ente Poste. Gli intermediari possono anche realizzare questo servizio a favore dei contribuenti avvalendosi del proprio contratto (bancario o postale) di home banking, con imputazione delle imposte sul conto corrente intestato agli stessi intermediari. Tale eventualità è quindi l’unica in cui al contribuente non è indispensabile il possesso di un conto corrente, perché in simili situazioni il pagamento concreto della delega fiscale virtuale avviene mediante trasferimenti diretti fra contribuente ed intermediario, i quali trasferimenti peraltro, qualora superino i mille euro, non dovrebbero effettuarsi a loro volta attraverso strumenti bancari (assegno, POS, giroconto, bonifico, versamento in conto dell’intermediario) per il rispetto di altra norma (art. 35, co. 12 e 12 bis ) del decreto “Bersani”, che stabilisce appunto la “tracciabilità” di spese e compensi dei professionisti (superiori ai mille euro fino al 30 giugno 2007), perché le somme riscosse per il versamento telematico sono qualificabili come rimborso di spese e non come compensi. Sul punto si attende però una precisazione del Ministero.

In ogni caso al contribuente vengono sempre inviate le ricevute dei versamenti telematici effettuati, ovviamente in seguito alla necessaria verifica circa la disponibilità di fondi sul conto corrente. Inoltre, l’amministrazione finanziaria ha doverosamente precisato, a vantaggio di tutti i contribuenti ai quali, per qualsiasi motivo, fosse inibito l’uso di conti correnti bancari (protestati, falliti, etc…), che essi possono continuare ad utilizzare il modello F24 cartaceo (oltre alla citata possibilità di versamento tramite intermediari che utilizzino l’ home banking). Così come possono utilizzare la stessa modalità cartacea alcune categorie specifiche di contribuenti, come per es. coloro che hanno in corso i versamenti rateali di imposte e contributi previdenziali derivanti da Unico 2006.

Restano ovviamente invariate le modalità di versamento delle tasse per i privati senza partita IVA, che potranno continuare a riempire il modello cartaceo, da presentare ad uno sportello bancario o all’ufficio postale, oppure scegliere anch’essi il pagamento online.

Autore: Steve Round

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