Tassi negativi sui mutui

Perché non bisogna credere alla rivoluzione dei tassi di interesse negativi sui prestiti

I mass media in questo periodo hanno dato molto risalto alla notizia che alcune banche starebbero concedendo prestiti ai loro clienti a tassi di interesse negativi.

Cioè, in altre parole, alcune banche starebbero prestando denaro chiedendo ai debitori la restituzione di una somma complessiva minore dell’importo prestato: è infatti questo il significato di mutuo a tasso di interesse negativo.

Il riferimento in particolare è alle banche estere che pubblicizzano di prestare denaro ai loro clienti ad un tasso di interesse nominale ad esempio dello 0,50% negativo (quindi a –0,50%)!!!

Ci troviamo quindi di fronte ad una rivoluzione nel mercato dei finanziamenti? E’ finita l’epoca dei clienti bancari che a fatica riuscivano a pagare le rate periodiche, con il rischio di perdere la casa a suo tempo ipotecata per ottenere mutui da rimborsare in 20/30 anni?

Non è così e per motivi evidenti che adesso andiamo a spiegare.

 

Innanzitutto è importante evidenziare un’altra informazione rilevante che compensa la prima: gli stessi istituti intendono applicare tassi di interesse negativi anche sui depositi bancari, almeno su quelli superiori ad una certa soglia. Ciò ovviamente a danno del cliente che ha versato i suoi risparmi presso la banca, perché questi dovrà pagare per mantenere i suoi capitali custoditi nell’istituto anziché riscuotere un interesse per la disponibilità finanziaria offerta al medesimo (il quale può impiegare il denaro in investimenti fruttiferi).

Ma soprattutto non ci troviamo di fronte ad una rivoluzione del mercato dei prestiti perché, come sanno bene gli addetti ai lavori (ma evidentemente non i media che sono caduti nella trappola), quello che conta non è il tasso di interesse nominale, bensì il tasso effettivo chiamato Taeg, cioè Tasso Effettivo Globale.

E’ il Taeg cui bisogna sempre far riferimento per decidere la convenienza di un finanziamento, per il semplice fatto che esso tiene conto, non solo del tasso di interesse annuo, ma anche delle spese (e pure, nei mutui, della capitalizzazione composta degli interessi). Spese che spesso possono far diventare oneroso un prestito in apparenza attraente: mai limitarsi quindi a considerare il mero tasso di interesse nominale del finanziamento, escludendo dalla valutazione i costi di quest’ultimo.

Il mutuo a tasso negativo offerto dalle banche estere è l’esempio di questa estrema divergenza fra tasso di interesse nominale e Taeg.

Infatti a fronte di un tasso di interesse di –0,50% le banche dichiarano Taeg che arrivano anche al 3,00%, trasformando quindi il mutuo in un prestito di fatto perfettamente concorrenziale rispetto agli analoghi finanziamenti offerti dalle banche italiane. Anzi, per dirla tutta, in Italia si trovano Taeg anche migliori (più bassi) rispetto a quelli dei mutui con tasso di interesse negativo.

Concludiamo sottolineando la circostanza che giungere ad un Taeg ad esempio del 2,70% partendo da un tasso nominale di –0,50% significa che i costi del mutuo sono altissimi.

Nella seguente tabella abbiamo sviluppato un mutuo esemplificativo dell’elevata onerosità delle spese di un finanziamento caratterizzato dagli stessi parametri sopra indicati (TAN –0,50% e Taeg 2,70%).

Come si può vedere un mutuo di 50.000 euro deve avere spese di erogazione pari ad euro 7.300 per raggiungere un Taeg così alto, cioè le spese devono essere il 14,60% dell’importo concesso!!!

 

Mutuo con Tasso nominale –0,50% e Tasso effettivo (Taeg) 2,69%

Importo totale da rimborsare

€ 50.000,00

Tasso di interesse nominale

-0,50%

Periodo in anni

10

Numero rate annuali

12

Rata periodica

€ 406,25

Numero totale rate

120

Importo totale da rimborsare

€ 48.750,00

Interessi totali da pagare

-€ 1.250,00

Costi di erogazione

€ 7.300,00

Costi in % dell’importo del mutuo

14,60%

Taeg

2,69%

Autore: Steve Round

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