PREMESSA
Il primo provvedimento organico di riforma del diritto societario, se non
il c.d. decreto Eurosim del 1996, è il d.lgs 24/2/1998, n° 58,
il testo unico sull’intermediazione finanziaria e la disciplina delle
società quotate.
Con questo decreto s’intese non solo mettere ordine al funzionamento
di tali mercati e dei soggetti abilitati ad operarvi, ma anche introdurre
una tutela effettiva dei cc.dd. azionisti risparmiatori.
OBIETTIVI DELLA RIFORMA
Le fonti ufficiali dichiarano che l’obiettivo è l’adeguamento della legislazione italiana ai modelli vigenti sui mercati internazionali.
Prima novità è l’attribuzione di funzioni differenziate dai tipi tradizionalmente inquadrati nella categoria delle società di capitali e alla conseguente introduzione di una disciplina, ampiamente e realmente differenziata, della società per azioni e soprattutto non limitata alla sola statuizione di una differente misura minima del capitale sociale.
Seconda novità è la valorizzazione dell’autonomia privata applicata allo statuto. L’autonomia intesa come un discorso sia di libertà sia di responsabilità.
La terza novità riguarda l’introduzione d’opzioni statutariamente esercitabili per il governo della società, consistenti per la società per azioni nella scelta fra 3 modelli:
La quarta novità concerne il nuovo volto della società a responsabilità limitata.
La quinta novità è rappresentata dalla disciplina dei gruppi.
La sesta novità è la nuova disciplina delle cooperative. In questa disciplina:
Il provvedimento di riforma contiene altre novità: i patrimoni separati, la disciplina degli strumenti di finanziamento, una nuova configurazione normativa del diritto di recesso, un completo rinnovamento dell’istituto della trasformazione ed infine i patti parasociali.
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Un dispensa sugli "obiettivi della riforma del diritto societario" inserita da Francy 83 il: 11/04/2005