Accise mobili, cosa sono e come funzionano
Come il margine IVA extra si trasforma in uno sconto, piccolo, sul prezzo alla pompa

da | 26 Lug 2026 | Economia politica | 0 commenti

Cosa succede quando il prezzo del petrolio esplode

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Cosa succede quando il prezzo del petrolio esplode

Quando il prezzo del greggio sale bruscamente, come sta accadendo ora per le tensioni internazionali o come era successo nel 2022 con l’invasione russa dell’Ucraina, il governo ha storicamente due strade per intervenire:

    1. Tagliare direttamente l’accisa con un decreto, riducendone l’importo fisso per un periodo limitato. È lo strumento più diretto e più usato. Nel 2022 furono tagliati fino a 30 centesimi al litro; nelle settimane più recenti il governo ha proceduto per gradi, con sconti passati da 20 a 10 a 5 centesimi al litro. Il problema di questa strada è che allo Stato costa, perché ogni taglio riduce il gettito e va “coperto” trovando risorse altrove in bilancio, il che rende la misura politicamente complicata da prolungare a lungo.
    2. Attivare il meccanismo delle accise mobili, che invece, almeno sulla carta, non richiede nuove coperture, perché si autofinanzia.

Le accise mobili, ovvero un meccanismo che si autofinanzia

Le accise mobili sono uno strumento introdotto con la legge finanziaria del 2008, sotto il governo Prodi, e utilizzato per la prima volta con un decreto firmato dagli allora ministri Pier Luigi Bersani e Vincenzo Visco.

L’obiettivo era compensare, almeno in parte, i rincari dei carburanti senza gravare sul bilancio pubblico.

Il meccanismo è stato poi rivisto nel 2023 dal governo Meloni per renderlo più rapido da attivare.

L’idea di fondo è semplice, anche se richiede un passaggio logico in più rispetto al taglio diretto dell’accisa. Funziona così:

Primo passaggio. Quando il prezzo del petrolio sale sui mercati internazionali, aumenta di conseguenza anche il prezzo alla pompa.

Secondo passaggio. Poiché l’IVA è calcolata in percentuale (22%) sull’intero prezzo, accisa compresa, ogni aumento del prezzo alla pompa fa salire automaticamente anche l’incasso IVA dello Stato su ogni litro venduto. Questo guadagno in più, non previsto nei conti pubblici, viene chiamato extra-gettito.

Terzo passaggio. Lo Stato usa quell’extra-gettito IVA per finanziare un taglio temporaneo dell’accisa, che è invece un importo fisso. Il prezzo alla pompa scende, ma la misura non richiede nuovi fondi, perché si “ripaga da sola” con le maggiori entrate che lo stesso rialzo dei prezzi ha generato.

In altre parole, non è affatto un regalo dello Stato né una riduzione permanente delle tasse. È una compensazione tra due imposte diverse, resa possibile proprio dall’intreccio tra un’imposta fissa (l’accisa) e una proporzionale (l’IVA).

Un esempio pratico

Immaginiamo che il prezzo della benzina salga da 1,60 a 1,80 euro al litro a causa di una crisi internazionale. Su quei 20 centesimi di aumento, lo Stato incassa automaticamente più IVA, circa 4,4 centesimi in più al litro (il 22% di 20 centesimi), semplicemente perché la base su cui si calcola l’imposta è più alta.

Il meccanismo delle accise mobili prevede che una parte (non necessariamente tutta) di questo extra-gettito venga “restituita” tagliando l’accisa dello stesso importo.

Se lo Stato decidesse di restituire l’intero extra-gettito, l’accisa scenderebbe di circa 4,4 centesimi al litro, Il prezzo alla pompa passerebbe quindi da 1,80 a circa 1,756 euro.

Il taglio è reale, ma è comunque una frazione minima rispetto all’aumento complessivo di 20 centesimi che ha innescato il meccanismo.

Le stime più recenti, elaborate da centri di ricerca come lavoce.info nel contesto della crisi attuale, parlano di uno sconto realistico tra i 7 e i 10 centesimi al litro, calcolato su uno scenario di Brent intorno ai 105 dollari al barile a fronte di un prezzo di riferimento nel bilancio dello Stato fissato più in basso (intorno ai 66 dollari).

Più il petrolio sale sopra questa soglia di riferimento, più margine c’è per il taglio, ma resta comunque un aiuto parziale, non una soluzione al caro-benzina.

Ecco un esempio numerico (molto semplificato e non propriamente corretto):

(valori in euro)

 Situazione iniziale

Aumento prezzo

Accisa mobile

Prezzo della compagnia

0,950

1,000

1,000

Accisa

0,670

0,670

0,659

IVA

0,356

0,367

0,365

Prezzo alla pompa

1,976

2,037

2,024

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