Banca ed operazioni bancarie: corso completo

Cos’è la banca e come funziona

Il bilancio della banca

Il particolare bilancio della banche

Le banche hanno una forma tecnica di bilancio diversa da quella delle altre imprese non bancarie. Questo per tenere conto delle loro particolarità e cioè, in buona sostanza, del fatto che le vendite delle banche sono costituite da interessi attivi e commissioni, mentre gli acquisti sono sostituiti dagli interessi passivi, nonché del fatto che tra le attività ci sono gli impieghi bancari e tra le passività i depositi (in senso largo), potendo quindi affermare che i debiti delle banche sono moneta.

Il bilancio bancario è accompagnato dalla Relazione sulla gestione del Consiglio di amministrazione e dalla Relazione del Collegio sindacale. Tra poco diventerà obbligatoria anche la Certificazione del bilancio da parte di una società di revisione.

 

I documenti che compongono il bilancio bancario sono i seguenti:

  • Stato Patrimoniale
  • Conto Economico, e poi in subordine:
    • Prospetto della redditività complessiva
    • Prospetto delle variazioni del patrimonio netto (per gli ultimi due esercizi)
    • Rendiconto finanziario (con lo schema di Riconciliazione)
  • Nota integrativa, a sua volta composta dall’elenco di tabelle ed informazioni di seguito esposto:
    • parte A – Politiche contabili
    • parte B – Informazioni sullo stato patrimoniale
    • parte C – Informazioni sul conto economico
    • parte D – Redditività complessiva
    • parte E – Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura
    • parte F – Informazioni sul patrimonio
    • parte G – Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d’azienda
    • parte H – Operazioni con parti correlate
    • parte I – Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali
    • parte L – Informativa di settore

Leggiamo lo Stato Patrimoniale

Ecco subito lo schema dello Stato Patrimoniale bancario.

STATO PATRIMONIALE al ../../….
Attivo Passivo e patrimonio netto
10  Cassa e disponibilità liquide 10  Debiti verso banche
20  Attività finanziarie detenute per la negoziazione 20  Debiti verso clientela
30  Attività finanziarie valutate al fair value 30  Titoli in circolazione
40  Attività finanziarie disponibili per la vendita 40  Passività finanziarie di negoziazione
50  Attività finanziarie detenute sino alla scadenza 50  Passività finanziarie valutate al fair value
60  Crediti verso banche 60  Derivati di copertura
70  Crediti verso clientela 70  Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-)
80  Derivati di coperura 80  Passività fiscali:
90  Adeguamento di valore delle attività finanziarie oggetto di copertura generica (+/-) a) correnti
100  Partecipazioni b) differite
110  Attività materiali 90  Passività associate ad attività in via di dismissione
120  Attività immateriali: 100  Altre passività
– avviamento 110  Trattamento di fine rapporto del personale
130  Attività fiscali: 120  Fondi per rischi e oneri:
a) correnti a) quiescenza e obblighi simili
b) anticipate b) altri fondi
140  Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione 130  Riserve da valutazione
150  Altre attività 140  Azioni rimborsabili
150  Strumenti di capitale
160  Riserve
170  Sovrapprezzi di emissione
180  Capitale
190  Azioni proprie (-)
200  Utile (Perdita) d’esercizio (+/-)
Totale dell’attivo Totale del passivo e del patrimonio netto

In evidenza le seguenti voci:

  • la 70 delle attività, che esprime il totale complessivo degli impieghi (prestiti) netti della banca verso i clienti
  • la 20 delle passività, che indica il totale complessivo dei depositi intrattenuti con i clienti

Sono queste le voci che bisogna guardare nel patrimonio della banca per capire la misura della sua attività di intermediazione nell’ambito del mercato dei capitali.

Leggiamo il Conto Economico

Ecco lo schema del Conto Economico.

CONTO ECONOMICO anno ….
10  Interessi attivi e proventi assimilati
20  Interessi passivi e oneri assimilati
30  Margine di interesse 
40  Commissioni attive
50  Commissioni passive
60  Commissioni nette 
70  Dividendi e proventi simili
80  Risultato netto dell’attività di negoziazione
90  Risultato netto dell’attività di copertura
100  Utili (perdite) da cessione o riacquisto di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) passività finanziarie
110  Risultato netto delle attività e passività finanziarie valutate al fair value
120  Margine di intermediazione 
130  Rettifiche/riprese di valore nette per deterioramento di:
a) crediti
b) attività finanziarie disponibili per la vendita
c) attività finanziarie detenute sino alla scadenza
d) altre operazioni finanziarie
140  Risultato netto della gestione finanziaria 
150  Spese amministrative:
a) spese per il personale
b) altre spese amministrative
160  Accantonamenti netti ai fondi per rischi e oneri
170  Rettifiche/riprese di valore nette su attività materiali
180  Rettifiche/riprese di valore nette su attività immateriali
190  Altri oneri/proventi di gestione
200  Costi operativi 
210  Utili (Perdite) delle partecipazioni
220  Risultato netto della valutazione al fair value delle attività materiali e immateriali
230  Rettifiche di valore dell’avviamento
240  Utili (Perdite) da cessione di investimenti
250  Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte 
260  Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente
270  Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte 
280  Utile (Perdita) dei gruppi di attività in via di dismissione al netto delle imposte
290  Utile (Perdita) d’esercizio 

In evidenza le seguenti voci:

  • 10 – è il totale degli interessi maturati a favore della banca sui finanziamenti
  • 20 – è il totale degli interessi pagati dalla banca ai depositanti
  • 30 – si tratta della famosa “forbice” bancaria, cioè della differenza fra interessi attivi sui prestiti e passivi sui depositi, che fornisce un primo giudizio circa la bontà dell’attività di pura intermediazione posta in essere dalla banca
  • 40 – è l’entità dei ricavi derivanti dal settore dei servizi offerti dalla banca ai propri clienti
  • da 70 a 110 – sono i risultati della complessiva attività in strumenti finanziari realizzata, nell’esercizio considerato, dalla banca. Ci sono quindi sia i rendimenti delle azioni in portafoglio (dividendi), sia il risultato globale del trading compiuto, il quale spesso, soprattutto quando i mercati sono turbolenti, presenta un saldo negativo, esprimendo pertanto una perdita sull’attività di compravendita dei titoli che ovviamente riduce l’utile finale della banca
  • 120 – per quanto detto il Margine di intermediazione sintetizza il risultato economico complessivo delle attività:
    • di intermediazione creditizia (raccolta e prestiti)
    • in servizi bancari
    • in strumenti finanziari
  • 130 e 140 – alla voce 130 ci sono tutte le svalutazioni di crediti e titoli contabilizzate come costo d’esercizio, le quali per una banca possono essere di rilevante entità. La voce 140 mostra di conseguenza il risultato complessivo della gestione finanziaria al netto di queste svalutazioni
  • da 150 a 190 e 200 – le voci che vanno da 150 a 190 sono le classiche voci che si trovano in un qualsiasi conto economico anche di aziende non bancarie: costi per il personale, per le spese amministrative, per gli ammortamenti e per tutte le altre spese sostenute nell’anno. La voce 200 è il loro totale
  • 250 – è l’utile (o la perdita) prima delle imposte
  • 290 – è l’utile (o la perdita) finale dell’esercizio al netto delle imposte dovute

Autore: Steve Round

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16 Commenti

  1. è possibile cambiare un assegno senza essere clienti dalla banca e quali documenti bisogna presentare ?

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    • Generalmente le banche cambiamo assegni a non clienti solo per piccoli importi, chiedendo ovviamente il documento di identità al portatore del titolo.
      Quindi, in linea di massima, per importi grandi le banche non procedono a cambiare assegni a soggetti che non sono loro clienti. Questo comportamento delle banche è pienamente legittimo perché esse ritengono eccessivo il rischio che il portatore del titolo non sia il legittimo titolare del diritto in seguito ai regolari trasferimenti del medesimo (anche se, invero, ormai con l’obbligo della non trasferibilità degli assegni tale rischio si è molto affievolito).
      Pertanto chi riceve in pagamento un assegno deve necessariamente avere un conto corrente bancario e gli assegni possono essere cambiati solo presso la banca ove il beneficiario è cliente (non presso quella ove si trova il conto corrente sul quale il titolo è tratto, cosiddetta banca “trattaria”).
      Esiste comunque un modo per farsi cambiare gli assegni dalla banca trattaria che pochi conoscono (anche gli stessi bancari): quello di farseli girare dal traente (cioè da colui che firma) “per conoscenza e garanzia”, ovvero scrivendo tale formula sulla parte posteriore dell’assegno accompagnata dalla firma del correntista traente il titolo. In questo modo la banca, verificata la firma per conoscenza del proprio cliente, può tranquillamente pagare l’assegno al legittimo beneficiario identificato con un documento di identità, perché la responsabilità del pagamento l’ha assunta il traente, liberando la banca.

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  2. Vorrei cortesemente chiedere come si può capire dall’estratto conto titoli quante azioni sono state acquistate, considerato che manca la voce specifica e sono indicate solo la data, il valore nominale e il prezzo. Grazie

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  3. Salve, in base a tale stato patrimoniale, quali voci rientrano nelle attività correnti e quali nelle passività correnti?

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  4. complimenti! semplice e chiaro
    avrei una domanda:
    nel calcolo degli interessi si fa riferimento al metodo Amburghese senza fare cenno dei metodi Zigoli e Besta. in cosa consistono?
    gz1000

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  5. Ottimo! Trovo particolarmente di pregio la semplicità di linguaggio nel esprimere i concetti che diventano così facilmente comprensibili!

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  6. è UN ECCELLENTE CONTRIBUTO ALLA CONOSCENZA DEL MONDO BANCARIO, DI CUI SPESSO SI PARLA A SPROPOSITO

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  7. è proprio quello che stavo cercando!! sito veramente utile, bravissimi

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  8. Vorrei sapere se è possibile costituire in pegno dei titoli, a garanzia della fidejussione, rilasciata a favore della banca affidante per linee di credito accordate a terzi. Quindi non garanzia diretta bensì indiretta.. Vorrei sapere quali sono i riferimenti normativi che regolano questa procedura. Mille grazie

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