Come aumentare il Cet 1 ratio

Le politiche per aumentare l’indicatore patrimoniale delle banche, con la simulazione dei loro effetti

Qualsiasi bancario degno di questa qualifica sa cos’è il Cet 1 ratio, cioè il rapporto di Cet 1.

E qualsiasi bancario degno di tale qualifica nutre ragionevolmente verso il Cet 1 ratio un sentimento di forte riverenza.

Il rapporto di Cet1 infatti è diventato il giudizio sintetico per eccellenza dello stato di salute di una banca: il metro di misura solenne con cui si valuta la capacità di qualsiasi banca di stare sul mercato efficacemente, senza timore che essa incontri difficoltà al verificarsi del primo scenario avverso.

Il Cet 1 ratio è quindi il giudizio finale di una pagella più complessa, fatta di tanti altri indicatori, ma tutti subordinati al raggiungimento, in primis, del valore percentuale minimo di patrimonio da parte di questo importante rapporto di Cet 1.

Più il Cet 1 ratio è alto e più la banca sta bene in salute.

Tecnicamente il Cet 1 è il rapporto tra patrimonio (al numeratore) ed attività ponderate per il rischio (al denominatore). Trattasi quindi di un indice patrimoniale che misura sostanzialmente l’adeguatezza patrimoniale (la patrimonializzazione) della banca rispetto ai rischi che essa corre in conseguenza dei prodotti e servizi offerti a terzi (soprattutto dei finanziamenti concessi alla clientela).

Forse è utile vedere subito come è composto numericamente il Cet 1, così sarà più facile comprendere in seguito quali sono le leve da azionare per cercare di indirizzare il Cet 1 ratio verso l’alto, contrastando così gli effetti negativi di eventuali livelli troppo bassi e non ottimali dello stesso.

Il Cet 1 ratio può essere rappresentato, molto poco formalmente, dal seguente rapporto:

Tralasciando, esclusivamente per comodità espositiva, il secondo addendo del denominatore (Esposizioni ponderate dei rischi operativi), soffermiamoci sui restanti valori del rapporto e cioè:

Ci sono diverse configurazioni del patrimonio della banca. Quella che prenderemo in considerazione in questa informale trattazione è la componente patrimoniale nota come Cet 1 (non il ratio che è una percentuale, ma proprio l’importo in euro). Il patrimonio di Cet 1 è, diciamo, lo “zoccolo duro” di tutto il patrimonio della banca, quello cioè maggiormente rappresentativo del vero valore patrimoniale della banca, formato sostanzialmente dal Capitale versato dai soci e dagli Utili non distribuiti.

Le esposizioni nette sono le attività che la banca ha assunto in bilancio. Sono tutte le attività della banca, ma per semplificare faremo riferimento solo a quelle creditizie, ovvero ai finanziamenti erogati a favore, soprattutto, della clientela.

Queste esposizioni sono nette, perché sono al netto della loro svalutazione, cioè, in parole semplici, dal valore di questi finanziamenti si sottrae l’importo (corrispondente alla rettifica operata contabilmente) che precauzionalmente si ritiene non si riuscirà a recuperare dal debitore del prestito.

Inoltre, ciascuna delle esposizioni nette è ponderata (ovvero moltiplicata per un coefficiente) a seconda di alcuni elementi caratteristici del finanziamento, ma dei quali il più importante è, a nostro parere, il tipo di garanzia che assiste il credito: più la garanzia è buona e minore è il coefficiente (ad es. quelle reali, come le ipoteche, sono molto gradite ed hanno quindi un coefficiente molto basso). Pertanto più la garanzia è buona, più si abbassa il valore dell’esposizione netta per effetto della sua moltiplicazione con un coefficiente di ponderazione più ridotto. Ciò di fatto alza il valore del Cet 1 ratio, perché il denominatore si riduce elevando così il valore complessivo del rapporto.

 

Dopo queste spiegazioni del Cet 1 ratio da scuola superiore, dovrebbe essere chiaro quali leve strategiche è necessario attivare per elevare il più possibile questo importante indicatore di patrimonializzazione bancaria.

Le politiche da mettere in atto da parte della banca sono ovviamente quelle legate alle variabili che influiscono sul rapporto sopra descritto. Queste politiche sono così riassumibili:

  • innanzitutto il rafforzamento del patrimonio (livello di Cet 1), ottenibile nel continuo mediante una stabile redditività della banca, ovvero con la costante produzione di Profitti economici
  • la riduzione dei crediti ponderati male (quelli cioè con coefficienti elevati a causa di garanzie non buone), che può realizzarsi, tra gli altri interventi, con la cessione di crediti deteriorati (cosiddetti NPL), ovvero di quei crediti caratterizzati (e classificati di conseguenza) da una possibilità di recupero molto incerta, sia pur con diversi gradi di incertezza
  • la riduzione dei coefficienti di ponderazione, attuabile attraverso, ad esempio, l’acquisizione di garanzie migliori per i crediti in essere e per quelli futuri

A scopo meramente didattico, si fornisce di seguito un software per la quantificazione degli effetti delle politiche di innalzamento del Cet 1 ratio sopra elencate. Il nostro programma non vuole avere pretese di completezza e precisione, ma fornisce comunque indicazioni utili per un primo orientamento, prettamente matematico, delle politiche da mettere in campo per il miglioramento dell’indicatore di patrimonializzazione noto come Cet 1 ratio.

Nel programma sono da inserire innanzitutto (nelle celle bianche, le uniche non bloccate) i dati del rapporto di Cet 1estratti dall’ultima rilevazione effettuata, insieme al periodo temporale cui essi si riferiscono. E’ possibile anche inserire, nella cella “Obiettivo”, un valore di target che si vorrebbe conseguire mediante le politiche simulate nella parte bassa del programma. Questa soglia “Obiettivo” si colorerà (di verde o di rosso) a seconda se il rapporto di Cet 1 post simulazione delle strategie raggiungerà o meno il valore immesso.

Successivamente è possibile simulare l’attivazione delle varie leve strategiche, digitando i valori e le percentuali nelle 3 sezioni che abbiamo elaborato ed a cui abbiamo dato nomi corrispondenti alle politiche sopra elencate:

  1. ipotesi: NPL reduction, per la cessione dei crediti deteriorati
  2. ipotesi: miglioramento RWA, per la riduzione dei coefficienti di ponderazione a seguito dell’acquisizione di garanzie migliori riferite ai crediti in essere (l’acronimo RWA indica, in poche parole, le esposizioni ponderate per il rischio)
  3. ipotesi: incremento Cet 1, derivante soprattutto dalla stima dei profitti pianificati e dell’eventuale decisione di aumentare il capitale

Per ciascuna ipotesi sono da inserire i valori stimati di variazione, in euro, nelle celle evidenziate in giallo, distinte per crediti chirografari ed ipotecari, ma anche alcuni dati necessari all’elaborazione degli effetti sul Cet 1 ratio, come ad es. le percentuali di ponderazione e di svalutazione dei crediti stessi.

Sono anche da digitare alcuni dati generali (parametri di base) necessari a tenere conto delle modifiche fisiologiche dell’indicatore Cet 1 ratio, conseguenti cioè all’ordinaria gestione della banca, la quale ovviamente rappresenta un processo in continuo divenire, non distinguibile dalle manovre di cui si stanno stimando gli effetti.

(Purtroppo, a causa di alcuni internet service male impostati, in certi casi bisogna aggiustare le percentuali inserite cancellando cifre in eccesso e sostituendo il punto con la virgola o viceversa)

 

Facciamo un esempio, perché come sempre una dimostrazione vale più di mille parole.

Poniamo che la nostra banca abbia la seguente situazione del Cet 1 ratio a fine 2018, per la quale lo stesso ammonta al 16% e l’obiettivo è arrivare a breve termine al 17%:

 

CET 1 Ratio

 

Ultima rilevazione

Ipotesi

Differenza

OBIETTIVO

dic-18

CET 1

50,00

50,00

0,00

————–

————–

————–

————–

RWA (credito)

250,00

270,00

20,00

+

+

+

+

RWA (operativo)

62,50

62,50

0,00

17,00%

=

=

=

=

Ratio

16,00%

15,04%

-0,96%

Sapendo che si prevedono nuovi finanziamenti per 50, di cui 10 chirografari e 40 ipotecari:

 

Parametri di base

Chirografari

Ipotecari

Totale/Media

Crescita stimata Crediti bonis (€)

10,00

40,00

50,00

Ponderazione media Crediti bonis (%)

100,00%

25,00%

40,00%

Variazione stimata RWA operativo (€)

0,00

0,00

Allora la banca, per raggiungere il ratio del 17% dovrebbe cedere crediti per 185, di cui 120 chirografari e 65 ipotecari:

 

Ipotesi: NPL reduction

Chirografari

Ipotecari

Totale/Media

Cessione NPL (€)

120,00

65,00

185,00

Svalutazione NPL ceduti (%)

85,00%

55,00%

74,46%

Ponderazione media NPL ceduti (%)

150,00%

40,00%

111,35%

Oppure, sempre per raggiungere la soglia obiettivo del 17%, la banca dovrebbe acquisire garanzie migliori sui crediti in essere per 90, di cui 75 chirografari e 15 ipotecari:

 

Ipotesi: miglioramento RWA

Chirografari

Ipotecari

Totale/Media

Acquisizione garanzia (€)

75,00

15,00

90,00

Parte garantita dei crediti (€)

70,00%

58,33%

Ponderazione crediti garantiti (%)

30,00%

0,00%

25,00%

Meglio ancora la banca potrebbe attuare un mix delle suddette strategie (cessione crediti deteriorati e acquisizione migliori garanzie). L’obiettivo del 17% di Cet 1 ratio sarebbe infatti raggiunto, ad esempio, con i seguenti importi:

 

Ipotesi: NPL reduction

Chirografari

Ipotecari

Totale/Media

Cessione NPL (€)

85,00

5,00

90,00

Svalutazione NPL ceduti (%)

85,00%

55,00%

83,33%

Ponderazione media NPL ceduti (%)

150,00%

40,00%

143,89%

Ipotesi: miglioramento RWA

Chirografari

Ipotecari

Totale/Media

Acquisizione garanzia (€)

35,00

10,00

45,00

Parte garantita dei crediti (€)

70,00%

54,44%

Ponderazione crediti garantiti (%)

30,00%

0,00%

23,33%

Quanto sopra se la pianificazione non prevedesse redditività per la nostra banca. Qualora invece le prospettive economiche fossero positive, l’obiettivo sarebbe raggiunto con 6,55 di reddito (in ipotesi che il profitto andasse per intero ad incrementare il capitale).

 

Ipotesi: incremento CET 1

Importo crescita

Totale/Media

Crescita CET 1 (€)

6,55

6,55

Buon lavoro!!!

Abbiamo messo tutto il nostro impegno nella realizzazione del programma e nella stesura dell’articolo, ma essi hanno esclusivamente finalità didattiche e pertanto non fate affidamento sui risultati del programma, né sulle informazioni contenute nel testo. Ci esoneriamo quindi da qualsiasi responsabilità per i danni derivanti dall’uso dei dati forniti.

Autore: Steve Round

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