Introduzione
Indice
Aprire il bilancio di una banca e aprire il bilancio di un’azienda “normale”, come una fabbrica, un negozio, una società di servizi, sono due esperienze molto diverse.
Non perché le regole contabili di base cambino, ma perché il “prodotto” di una banca è il denaro stesso e questo cambia radicalmente cosa dicono davvero i numeri.
In un’azienda industriale guardiamo il magazzino, i macchinari, i debiti verso i fornitori.
In una banca, il “magazzino” sono i prestiti erogati, i “debiti verso fornitori” sono i depositi della clientela (che sono anche un tipo di moneta) ed il rischio non è restare senza materie prime, ma la possibilità che qualcuno non restituisca i soldi prestati o che troppi correntisti chiedano indietro i loro risparmi nello stesso momento (intaccando l’importante “liquidità” della banca.
In questa dispensa proviamo a fare qualcosa che di solito non si riesce a fare, ovvero a spiegare in modo semplice come è fatto un bilancio bancario, senza però tralasciare gli aspetti tecnici che possono servire a chi lavora nel settore, come analisti, consulenti finanziari, studenti di economia e addetti ai lavori.
Spieghiamo, voce per voce, le singole poste che compaiono nello schema di bilancio ufficiale, così chi ne ha uno reale sotto mano può seguire il confronto riga per riga.
Se sei alle prime armi, leggi tutto con calma. Ogni concetto tecnico è introdotto con un’analogia semplice.
Se invece lavori già nel settore, potresti trovare qualcosa di interessante nei paragrafi e, se li usi come mappa, puoi andare dritto a quello che ti serve.
Alla fine trovi anche un bilancio completamente inventato, con numeri finti ma realistici, per vedere tutto applicato insieme.
Le due facce del bilancio, Patrimonio e Reddito
Come per qualsiasi impresa, il bilancio bancario si compone principalmente di due documenti:
- lo Stato Patrimoniale, una fotografia di ciò che la banca possiede e di ciò che deve, scattata a una data precisa (il 31 dicembre, di solito);
- il Conto Economico, il racconto di come la banca ha guadagnato (o perso) soldi durante l’anno.
La differenza è la stessa che c’è tra una foto e un film, perché lo Stato Patrimoniale ci dice “questa è la situazione oggi” del patrimonio, mentre il Conto Economico ci dice “ecco cosa è successo durante l’anno alla situazione economica” e se ho vinto o perso (ho realizzato un profitto oppure ho subito una perdita).
Le banche italiane ed europee redigono il bilancio seguendo i principi contabili internazionali IAS/IFRS ed in particolare lo schema previsto dalla Circolare 262 di Banca d’Italia (la prima versione risale al 2005, ma viene aggiornata periodicamente ed oggi – agosto 2026 – è al suo nono aggiornamento), che stabilisce voce per voce come deve essere presentato ogni numero, con tanto di codice numerico progressivo.
Questo è già un primo elemento tecnico importante. A differenza di molte aziende che possono adattare la forma del bilancio alle proprie esigenze, le banche seguono uno schema rigido e uniforme, proprio per renderle confrontabili tra loro e permettere alla Vigilanza (Banca d’Italia e BCE) di controllarle.
Ed è proprio questa numerazione — voce 10, voce 20, voce 30… — il “codice a barre” che ogni bilancio bancario condivide con tutti gli altri, indipendentemente dalle dimensioni dell’istituto.


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