Lo Stato Patrimoniale – Passivo, voce per voce
Indice
Lo Stato Patrimoniale – Passivo, voce per voce
Nel Passivo trovi le fonti con cui la banca finanzia tutto ciò che abbiamo appena visto.
Voce 10 — Passività finanziarie valutate al costo ammortizzato
È la voce speculare alla voce 40 dell’attivo e altrettanto centrale. Raccoglie:
- debiti verso banche (finanziamenti ricevuti da altri istituti o dalla Banca Centrale Europea, si pensi alle operazioni di rifinanziamento come le TLTRO, molto discusse negli anni della pandemia);
- debiti verso clientela (i depositi dei correntisti, per la banca i tuoi risparmi sono un debito, un’idea che spiazza molte persone la prima volta che la sentono;
- titoli in circolazione, cioè le obbligazioni bancarie emesse dalla banca stessa per raccogliere capitali sul mercato, comprese quelle collocate presso la clientela retail.
Voce 20 — Passività finanziarie di negoziazione
Speculare alla voce 20 dell’attivo, cioè il valore negativo dei contratti derivati e delle posizioni assunte con finalità di trading, quando il loro fair value è sfavorevole alla banca.
Voce 30 — Passività finanziarie designate al fair value
Passività per cui la banca ha scelto, in modo irrevocabile, la valutazione al fair value invece del costo ammortizzato, per gli stessi motivi di simmetria contabile visti nella voce 20 dell’attivo.
Voce 40 — Derivati di copertura
Il valore negativo dei derivati usati a scopo di copertura (e non di negoziazione), speculare alla voce 50 dell’attivo.
Voce 50 — Adeguamento di valore delle passività finanziarie oggetto di copertura generica
Analoga alla voce 60 dell’attivo, ma sul lato dei debiti. Registra l’effetto della copertura generica del rischio di tasso su un portafoglio di passività.
Voce 60 — Passività fiscali
Debiti verso il fisco, correnti o differiti (DTL, Deferred Tax Liabilities, v. il ns. articolo dedicato alla fiscalita d’impresa), l’esatto contrario delle attività fiscali anticipate viste alla voce 100 dell’attivo.
Voce 70 — Passività associate ad attività in via di dismissione
Speculare alla voce 110 dell’attivo, Sono le passività collegate a un gruppo di attività che la banca sta per cedere.
Voce 80 — Altre passività
Voce residuale che raccoglie debiti diversi, partite in corso di lavorazione, fatture da ricevere.
Voce 90 — Trattamento di fine rapporto del personale
Il TFR maturato dai dipendenti, valutato secondo criteri attuariali (IAS 19) che tengono conto di ipotesi demografiche e finanziarie di lungo periodo, come mortalità, turnover e tassi di sconto.
Voce 100 — Fondi per rischi e oneri
Accantonamenti prudenziali per passività probabili ma non ancora certe nell’importo o nella tempistica:
- impegni e garanzie rilasciate (per esempio fideiussioni concesse a clienti, per le quali si applica comunque la logica delle perdite attese IFRS 9);
- quiescenza e obblighi simili (fondi pensione integrativi interni);
- altri fondi per rischi e oneri, che includono spesso gli accantonamenti per cause legali e contenziosi.
Voce 110 — Riserve da valutazione
Sono le riserve “OCI” (Other Comprehensive Income) generate dalle variazioni di fair value dei titoli in voce 30 dell’attivo e da altre poste valutative, come le componenti attuariali del TFR.
È una delle voci più sensibili ai movimenti dei tassi d’interesse, perché quando i tassi salgono rapidamente, come nel biennio 2022-2023, il valore di mercato dei titoli di Stato in portafoglio scende, e questa riserva può diventare fortemente negativa anche in banche che non hanno alcun problema di redditività corrente.
Voce 120 — Azioni rimborsabili e Voce 130 — Strumenti di capitale
Voci poco frequenti nella pratica delle banche italiane più piccole, che accolgono rispettivamente azioni con clausole di rimborso particolari e strumenti ibridi di capitale (come gli Additional Tier 1, gli AT1, molto usati dalle grandi banche per rafforzare la patrimonializzazione senza diluire gli azionisti ordinari).
Voce 140 — Riserve e Voce 150 — Sovrapprezzi di emissione
Le riserve di utili accumulate negli anni (non distribuite come dividendi) e i sovrapprezzi versati dai soci in occasione di aumenti di capitale, quando le nuove azioni vengono sottoscritte a un prezzo superiore al loro valore nominale.
Voce 160 — Capitale
Il capitale sociale, cioè il valore nominale delle azioni emesse.
Voce 170 — Azioni proprie
Le azioni che la banca ha eventualmente riacquistato sul mercato. Figurano con segno negativo, a riduzione del patrimonio netto.
Voce 180 — Utile (Perdita) d’esercizio
Il risultato dell’anno, lo stesso numero con cui si chiude il Conto Economico, che qui confluisce direttamente ad accrescere (o ridurre) il patrimonio netto.
Un punto tecnico importante è che, guardando l’insieme, nelle banche il patrimonio netto (la somma delle voci dalla 110 alla 180) rappresenta tipicamente solo l’8-12% del totale dell’attivo, mentre nel restante 88-92% dominano i debiti, soprattutto la voce 10 del passivo.
Questo altissimo livello di leva finanziaria non è un’anomalia contabile, è il modello di business stesso della banca, che vive di intermediazione tra chi ha soldi da parcheggiare (i depositanti) e chi ne ha bisogno (chi chiede un prestito).
Proprio per questo, però, le banche sono sottoposte a regole di patrimonializzazione molto più severe di qualsiasi altra impresa, come vedremo parlando del CET1 ratio.


0 commenti