La Semiotica
Questa dispensa spiega in parole semplici cos'è la semiotica, ovvero l'arte di capire un testo

da | 10 Set 2006 | Comunicazione | 1 commento

La semiotica generativa

I contributi di Vladimir Propp e di Claude Lévi-Strauss alla grammatica narrativa di Greimas

Propp ha studiato numerose fiabe russe di magia ed è arrivato alla conclusione che esistono delle uniformità nelle loro storie.

Ci sono due livelli:

  • superficiale, con:
    • azioni;
    • personaggi;
  • profondo, composto da:
    • 31 funzioni narrative;
    • 7 sfere d’azione:
      • eroe;
      • antagonista;
      • donatore;
      • aiutante;
      • principessa o Re;
      • mandante;
      • falso eroe.

Le fiabe partono tutte da una mancanza e si evolvono attraverso movimenti , non sempre lineari, ma molto spesso particolarmente intrecciati.

Greimas rielabora il modello proppiano per renderlo più generalizzato, cioè adatto a descrivere anche a storie diverse dalle fiabe di magia.

Le 31 funzioni narrative sono raggruppate in 5 gruppi:

  1. Contratto;
  2. Scontro;
  3. Comunicazione;
  4. Presenza;
  5. Spostamento.

Le 7 sfere d’azione diventano il modello attanziale:

(asse contrattuale – istanza di destinazione)
DESTINANTE
OGGETTO
DESTINATARIO
AIUTANTE
SOGGETTO
OPPOSITORE
(asse di realizzazione – soggetto che agisce per ricongiungersi ad un oggetto)

L’attante Oggetto può essere concreto o astratto (pace, libertà, amore, oppure tutto quello che ha valore per il soggetto).

Gli attanti Soggetto e Destinatario non sono personaggi, ma ruoli narrativi e pertanto interpretabili anche dallo stesso personaggio.

La mancanza di Propp diventa uno stato di disgiunzione (v. sotto), mentre i movimenti diventano 3 prove, tutte caratterizzate dal susseguirsi di (v. sopra) Contratto, Scontro (trasformazione) e Comunicazione (ratifica dei risultati):

  • prova Qualificante (in cui il Soggetto si dota di quello che gli serve per la prova Principale);
  • prova Principale ;
  • prova Glorificante .

Il nuovo modello semiotico di Greimas per le fiabe, chiamato modello narrativo canonico , si presenta pertanto così:

rottura dell’ordine
Prove
reintegrazione e restaurazione dell’ordine

Successivamente Greimas raffina ulteriormente il suo modello tenendo conto di due suggerimenti provenienti dall’opera di Claude Lèvi-Strauss:

  • non è importante solo il piano astratto del testo, ma anche quello concreto, perché le figure di superficie servono a capire i livelli più astratti (tramite affermazioni/negazioni);
  • non bisogna considerare solo la dimensione sintattica , ma anche quella semantica (cioè il significato), attraverso affermazioni/negazioni ed il quadrato semiotico .

Quadrato semiotico

quadrato-semiotico

Il quadrato semiotico si legge così (ma non prendete quanto dirò per il discorso di un esperto):
presi due termini A e B (p.es. vita e morte, natura e cultura, etc…) esistono diversi rapporti che li definiscono, il primo è tra gli stessi termini ed è di contrarietà , il secondo è tra A e NON A e si chiama di contraddizione positiva e tra B e NON B, che è di contraddizione negativa , poi abbiamo il rapporto tra NON A e NON B, che prende il nome di sub-contrario ed infine tra A e NON B, nonché tra B e NON A, che è un rapporto complementare (in particolare una deissi positiva la prima complementarietà, deissi negativa l’altra).

Vediamo ora il percorso generativo di Greimas partendo dalla sua grammatica narrativa.

Percorso generativo del senso

La grammatica narrativa di Greimas prevede un Programma Narrativo, che è quello che un soggetto intende fare, da immaginare come una successione di:

  • stati , ovvero una congiunzione o disgiunzione tra Soggetti ed Oggetto (scopo), definiti graficamente S  O per lo stato di congiunzione e S  O per lo stato di disgiunzione;
  • trasformazioni, ovvero i passaggi da congiunzione a disgiunzione o viceversa, in simboli:
(S ∩ O) → (S ∪ O)
  (S ∪ O) → (S ∩ O)

Esistono Programmi Narrativi d’uso e Programmi Narrativi principali.

I momenti trasformativi sano chiamati performanze e c’è il Soggetto di Stato (per gli Stati) ed il Soggetto operatore (per le Performanze).

La relazione tra il Soggetto ed il proprio operato è l’ enunciato di fare. Quindi da una situazione di partenza di Stato di disgiunzione (S ∪ O) la narrazione si evolve in una performanza, che costituisce pertanto la mancanza di Propp.

Nelle narrazioni c’è spesso una struttura polemica , in cui i ruoli sono contrapposti:

(“buoni”)
(“cattivi”)
Programma Narrativo Anti-Programma Narrativo
Soggetto ( 1 ) Anti-Soggetto (Soggetto 2)
Soggetto 1 – Congiunzione Soggetto 2 – Disgiunzione
Soggetto 1 – Disgiunzione Soggetto 2 – Congiunzione
Destinante Anti-Destinante
Aiutante Oppositore

Gli Oggetti circolano tra i vari attanti secondo queste modalità:

  • Riflessive:
    • appropriazione;
    • rinuncia;
  • Transitive:
    • attribuzione;
    • spoliazione.

Si ha comunicazione partecipativa nei casi in cui l’Oggetto è immateriale e pertanto circola senza che qualcuno se ne privi.

L’ Oggetto di Valore, detto Ov, è definibile come “il” luogo “nel quale il Soggetto investe dei valori” e può modificarsi di continuo a seconda del contesto. C’è pertanto rispetto all’Oggetto una assiologizzazione , dove per assiologizzare s’intende “investire di valore” in base alla categoria semantica, per es. in base alla timica (foria , umore, disposizione affettiva) avremo:

  • eu-foria (attrazione);
  • dis-foria (repulsione);
  • a-foria (neutralità).

Le fasi dello schema narrativo

Sono 4 le fasi o i momenti che secondo Greimas sono presenti e da riconoscere in qualsiasi schema narrativo canonico:

  • Manipolazione (funzione contrattuale)
    il Destinante convince il Soggetto di far fare un Programma Narrativo e lo fa in quattro modi diversi:
    – con una promessa ;
    – con una minaccia ;
    – con la seduzione (visto che sei bravo, perché non fai…);
    – con la provocazione (non sarai mai capace di fare…).
  • Competenza (prova qualificante)
    il Soggetto si dota dell’equipaggiamento modale:
    – volere;
    – dovere;
    – sapere;
    – potere;
    in cui il voler fare e il dover fare costituiscono le modalità virtualizzanti, mentre il saper fare ed il poter fare sono le modalità attualizzanti;
    le modalità possono essere fra loro incompatibili o possono essere lo stesso Ov (Oggetto di Valore) del Programma Narrativo, principale o d’uso.
  • Performanza (prova principale)
    è l’azione del Soggetto ed è la fase trasformativa per eccellenza, cioè il far essere (modalità realizzante).
  • Sanzione (prova glorificante)
    il Destinante ratifica e giudica se l’operato del Soggetto è conforme al contratto iniziale (modalità essere dell’essere).

I valori modali sono pertanto i seguenti:

  • Volere;
  • Dovere;
  • Sapere;
  • Potere.

Mentre i modi di esistenza semiotica sono:

virtuale →→→→
il Soggetto è stato manipolato
dal Destinantevoler fare
o
dover fare
attualizzante →→→→
il Soggetto si dota del
saper fare
e
poter fare
realizzante
Il Soggetto agisce
far essere
COMPETENZA
PERFORMANZA

L’atto pragmatico della schema narrativo canonico è quindi la risultante del seguente processo:

performanza cognitiva del Destinante
(manipolazione)
competenza cognitiva del Destinante
(sanzione)
competenza del Soggetto
performanza del Soggetto
ATTO PRAGMATICO

In sintesi, ecco le componenti modali dello schema narrativo canonico:

manipolazione
competenza
performanza
sanzione
far fare
far sapere
far volere
essere del fare
dover fare
voler fare
poter fare
saper fare
far essere essere dell’essere
sapere
– persuasione –
– interpretazione –

I quadrati semiotici delle modalità

  • del poter fare , che prende il nome di codice d’onore ;

fig1

  • del dover fare ;

fig2

  • del far fare , anche detto della “manipolazione”;

fig3

  • della sanzione o essere dell’essere , che prende il nome di quadrato della veridizione .

fig4

Tabella del percorso generativo del significato

Componente sintattica Componente semantica
Strutture
semio-narrative
livello
profondo
operazioni sul quadratoaffermazione/negazione Quadrato semiotico
livello
superficiale
sintassi antropomorfa:attanti, modalità,programma narrativo(schema narrativo canonico) Valori investiti in Ov(nell’Oggetto di Valore)
Strutture discorsive

istanza dell’enunciazione (io-qui-ora)
dèbrayages – embrayages

  • attorializzazione
  • temporalizzazione
  • spazializzazione
  • osservazione
  • focalizzazione
  • aspettualizzazione
    • attoriale
    • temporale
    • spazione
  • temi
  • figure
  • punti di vista
    • ottico-prospettica
    • cognitiva
    • valutativa

Gli elementi della struttura semio-narrativa sono quelli appena visti.

Il passaggio dal livello profondo al livello superficiale della struttura semio-narrativa è detto di conversione ed il percorso è “generativo” perché appunto ad ogni livello profondo corrisponde logicamente un livello più superficiale.

Andiamo a vedere gli elementi della struttura discorsiva di una qualsiasi storia.
Innanzitutto, il passaggio dalla struttura semio-narrativa a quella discorsiva è detto di convocazione , perché sono convocate le capacità astratte dell’autore.
Riguardo l’istanza di enunciazione, è da rilevare che con essa si forma un contratto enunciazionale .

La struttura dell’enunciazione può essere rappresentata così:

struttura-enunciazione

Passando alla componente semantica (sempre della struttura discorsiva) abbiamo i temi, che sono articolati in configurazioni discorsive, a cui corrispondono tanti percorsi figurativi.

percorsi-figurativi

Nell’organizzazione semantica sono importanti i semi , che sono “unità di significato”.

I semi possono essere:

  • astratti (temi);
  • figurativi;
  • timico-passionali (esperienza affettiva).

lessemi invece sono “unità manifestate della lingua italiana”.

In ogni lessema ci sono:

  • figura nucleare (figura), ovvero un nucleo stabile;
  • base classematica (tema), ovvero una categoria più generale e astratta.

Temi e figure sono spesso coincidenti e indistinguibili, ma conviene mantenere la loro ripartizione, perché il livello figurativo veicola significati astratti (temi) non evidenti.

L’ isotopia è una “ridondanza di semi astratti e concreti lungo tutto il testo”, cioè un “filo rosso semantico”.
Le isotopie sono:

  • tematiche;
  • figurative.

Le isotopie di un testo si intrecciano variabilmente, creando barzellette, ironia, sorpresa, stupore, colpi di scena, etc…
Il connettore di isotopie è una figura o tema che fa da punto d’incontro tra due o più isotopie.

Abbiamo poi i punti di vista dell’ osservatore del racconto.
L’osservatore è un personaggio o un’istanza personale il cui punto di vista orienta la prospettiva narrativa. E’ dunque un soggetto cognitivo incaricato dall’enunciatore di esercitare un fare ricettivo ed eventualmente interpretativo.
Egli è diverso dal narratore ed è difficile da cogliere, anche perché cambia ripetutamente.
Il punto di vista ha 3 funzioni:

  • percettiva (o meglio ottico-prospettica);
  • valutativa (che esprime opinioni);
  • cognitiva (che distribuisce saperi).

Per quanto riguarda, invece, la sintassi della struttura discorsiva, una mappa concettuale potrebbe essere la seguente:

struttura-discorsiva

L’ attore è un personaggio che riveste:

  • ruoli attanziali (a livello narrativo);
  • ruoli tematici (a livello discorsivo).

Per esempio il protagonista del celebre serial televisivo “Lost” ha un nome proprio, è un medico (ruolo tematico), ha avuto problemi con il padre (caratterizzazione figurativa) ed ignora i misteri dell’isola in cui è naufragato (ruolo attanziale, ovvero Soggetto, non sapere).

L’attore ha quindi una sua identità , ma spesso è proprio questa materia d’intreccio (vedi sopra il quadrato della veridizione).
Le figure del testo (i non attori) possono avere nel contesto un processo di attorializzazione (cioè possono diventare attori), mentre gli attori possono essere anche parti del corpo (per es. le “calde labbra” dei romanzi rosa o la “mano che impugnava l’arma” dei gialli).

attorializzazione

La focalizzazione è una dèbrayages che installa l’osservatore e dal quale si distingue specificamente un attore o una sequenza narrativa entro uno spazio-tempo.

L’ aspettualizzazione riguarda:

  • attori;
  • tempi;
  • luoghi.

Questi, in rapporto all’osservazione, sono colti nella fase in cui il processo si svolge e quindi non c’è più l’anteriore, il concomitante ed il posteriore, bensì la permanenza , il discontinuo , la direzione , etc…

1 commento

  1. Oliviero

    hai costruito un’opera grazie

    Rispondi

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