Corso breve di Contabilità – Economia aziendale
Guida facile e breve per capire la contabilità delle imprese

da | 11 Apr 2021 | Economia aziendale e Diritto commerciale | 6 commenti

Cessione e cancellazione di crediti

Operazioni di gestione – Cessione e cancellazione di crediti

Operazioni di gestione molto attuali nel moderno mondo imprenditoriale (caratterizzato da molti clienti che non pagano i debiti contratti) sono quelle che mirano a cancellare dalla contabilità i crediti non più esigibili, oppure a cedere (vendere) a terzi i crediti di difficile riscossione presenti nel portafoglio dell’azienda, così da liquidare facilmente ed in tempi brevi una certa percentuale degli importi ceduti.

Nel primo caso, quando cioè si ha la certezza che i crediti non sono più riscuotibili (ma questa circostanza deve essere ben documenta, a fini fiscali), effettueremo in contabilità le seguenti registrazioni.

Con la prima di esse stralciamo (eliminiamo) l’eventuale importo già contabilizzato nel fondo svalutazione crediti in previsione di una perdita parziale del credito stesso (vedremo la svalutazione dei crediti nella parte delle scritture di assestamento, perché riguarda attività da fare a fine anno).

Con la seconda registrazione contabile invece eliminiamo materialmente il credito non più esigibile (ad es. per insolvenza accertata del debitore o perché questi si è reso irreperibile), rilevando il costo economico corrispondente.

 

DARE

data

 

 AVERE

Fondo svalutazione crediti (SP/P)

 

 

15.000,00

 

a

Crediti c/ clienti (SP/A)

15.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cancellati crediti inesigibili di euro 20.000 – stralcio del Fondo svalutazione

DARE

data

 

 AVERE

Perdite su crediti (CE/C)

 

 

5.000,00

 

a

Crediti c/ clienti (SP/A)

5.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cancellati crediti inesigibili di euro 20.000 – rilevazione perdita su crediti

Quando invece l’impresa decide di vendere i crediti di difficile riscossione (ma questa cessione può riguardare anche, per motivi di liquidità, i crediti in bonis), bisogna distinguere tra i contratti di cessione pro-soluto ed i contratti pro-solvendo, entrambi realizzati tra l’azienda cedente il credito e quella cessionaria (anche detta società di factoring).

I primi (contratti pro-soluto) prevedono che i crediti ceduti siano completamente trasferiti dall’impresa cedente alla cessionaria e pertanto il rischio di mancato buon fine passa totalmente a quest’ultima.

 

DARE

data

 

 AVERE

Banca C/C saldo attivo (SP/A)

 

 

60.000,00

Perdite su cessione crediti (CE/C)

 

 

40.000,00

 

a

Crediti c/ clienti (SP/A)

100.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cessione pro-soluto di parte dei crediti in portafoglio (euro 100 mila, pagati al 60%)

Nel caso invece di contratto di cessione pro-solvendo, la cedente mantiene un rischio più o meno ampio circa il mancato rimborso dei crediti, nel senso che qualora tale circostanza si dovesse verificare, l’azienda cedente è tenuta a sostenere in tutto o in parte (secondo le norme del contratto) la perdita del mancato incasso.

 

DARE

data

 

 AVERE

Banca C/C saldo attivo (SP/A)

 

 

90.000,00

Perdite su cessione crediti (CE/C)

 

 

10.000,00

 

a

Crediti c/ clienti (SP/A)

10.000,00

 

a

Passività per cessione (SP/P)

90.000,00

 

 

 

 

 

Concluso contratto di cessione pro-solvendo dei crediti in portafoglio (€ 100 mila, pagati al 90%)

DARE

data

 

 AVERE

Passività per cessione (SP/P)

 

 

90.000,00

Perdite su crediti (CE/C)

 

 

20.000,00

 

a

Crediti c/ clienti (SP/A)

90.000,00

 

a

Banca C/C saldo attivo (SP/A)

20.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Riscossi dalla società cessionaria i crediti ceduti pro-solvendo, tranne euro 20 mila inesigibili

Concludiamo con l’importante precisazione che per qualificare il tipo di cessione dei crediti (pro-soluto o pro-solvendo) non bisogna far riferimento al testo letterale del contratto di cessione, ma alla sostanza dell’operazione e pertanto la cessione sarà comunque pro-solvendo in tutti i casi in cui una parte del rischio di mancato rimborso dei crediti ceduti rimane a carico dell’impresa cedente.

Riteniamo di aver visto con questa lezione e le precedenti tutte le più importanti operazioni di gestione. Dalla lezione successiva analizzeremo le operazioni di assestamento dei conti (integrazione e rettifica), da svolgere alla fine di ogni esercizio (quindi per lo più al 31 dicembre).

 

6 Commenti

  1. Anonimo

    Sito molto valido sia dal punto di vista teorico ma soprattutto pratico con esercizi.
    L’unico considerazione è che, negli esempi, il valore delle scritture in dare risulta scritto nella parte destra (come se fosse in avere anche se la parte descrittiva della scrittura è scritta a sinistra) come se tutte le scritture fossero in avere.
    Bisogna modificare l’adattamento di questi valori nelle tabelle.
    Salve

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    • Steve Round

      Gli importi li metto tutti spostati a destra perché nei vecchi registri contabili cartacei la colonna con gli importi stava tutta a destra, mentre in dare e avere ci andavano solo i nomi dei conti. In ogni caso non esistono formalismi e si può fare come ti pare.

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      • Anonimo

        Ok
        Comunque sito molto chiaro e pratico

        Rispondi
  2. Giovanni

    Dispensa davvero utile sulla contabilità spiegata in maniera semplice e concisa e con numerosi schemi esemplificativi che forniscono anche un’idea dal punto di vista pratico, rendendo il tutto facilmente fruibile e accessibile per chiunque. Da appassionato in materia non posso che consigliare l’articolo, ma in generale l’intero sito.

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  3. bruno

    L’esempio non parla di un esborso di cassa di 600 eur.
    Lo sconto di 100 parrebbe forfettario e non legato a singole operazioni, ma come detto, al raggiungimento di una certa quota di spesa… per cui ipotizzare un ulteriore sconto per l’IVA potrebbe essere discutibile. Occorrerebbe allora l’emissione di una nota di di accredito.

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    • Steve Round

      Certo che serve l’emissione di una nota di credito.

      Rispondi

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