Corso breve di Contabilità – Economia aziendale

Guida facile e breve per capire la contabilità delle imprese

Maturazione di interessi

Operazioni di assestamento – Maturazione di interessi

In questa lezione iniziamo a vedere le registrazioni delle operazioni di assestamento, da fare a fine anno prima di compilare il Bilancio di esercizio.

Le scritture di assestamento sono fatte a fine anno in modo che il Bilancio tenga conto delle modifiche da esse apportate ad alcune voci contabili. Ciò per un motivo molto semplice: il saldo di alcuni conti necessita di un “aggiustamento” prima di poter essere considerato per la determinazione del risultato economico e del patrimonio dell’impresa (determinazione che rappresenta il fine ultimo del documento contabile di Bilancio).

L’aggiustamento di cui (molto poco tecnicamente) parliamo è nella maggior parte dei casi imposto dal fatto che i costi e ricavi devono andare in Bilancio solo se sono di competenza dell’anno cui si riferisce il bilancio. Questa regola fondamentale della contabilità e della partita doppia implica che i costi e ricavi a cavallo d’anno debbono essere distinti nella parte di competenza dell’anno sul quale stiamo lavorando (anno del Bilancio) ed in quella di competenza dell’anno successivo, la quale per ora non ci interessa (perché andrà nel Bilancio dell’anno successivo).

Tutte le scritture di assestamento hanno quindi la seguente finalità: considerare solo la parte di costi e di ricavi di competenza dell’anno di Bilancio e stornare dalla contabilità la parte di tali componenti economici che si riferisce invece, come competenza, all’anno successivo. Per tale motivo le scritture di assestamento riguardano quasi esclusivamente operazioni a cavallo di 2 o più esercizi.

Quanto detto, cioè il discorso della competenza di costi e ricavi, può essere rappresentato dalla seguente figura.

Per quanto detto precedentemente le registrazioni di assestamento sono normalmente distinte in:

  • operazioni di integrazione (perché aggiungono importi ai saldi contabili dell’anno di Bilancio)
  • operazioni di rettifica (perché tolgono importi ai saldi dell’anno di Bilancio, ad es. stornando dai costi o dai ricavi somme non di competenza)
  • operazioni di ammortamento (riguardano i beni pluriennali e servono a ripartire il costo storico di questi – iscritto nell’attivo patrimoniale tra le immobilizzazioni – negli anni di utilità presunta dei beni, quindi sempre in ottica di competenza)

Partiamo per la spiegazione delle registrazioni contabili di assestamento da quella che rileva la maturazione degli interessi, ad es. sui conti correnti bancari.

Distinguiamo innanzitutto tra la situazione in cui gli interessi sul deposito bancario sono a credito dell’impresa (voce di ricavo: interessi attivi) e quella in cui essi sono a debito della stessa (voce di costo: interessi passivi).

Precisiamo pure che, nel primo caso (interessi attivi), bisogna considerare la ritenuta che si paga allo Stato sui redditi finanziari (al momento stabilità al 26%), mentre nel secondo caso (interessi passivi), ovviamente tale ritenuta non è applicata, perché il reddito è negativo per l’impresa.

Ricordiamo anche che, a prescindere dagli interessi maturati, l’azienda paga quasi sempre alla banca le spese (o oneri) che questa reclama per i suoi servizi, le quali sono chiaramente un costo da rilevare – in genere a cadenza trimestrale – in contabilità.

Infine, è da tener presente che in caso di interessi passivi, a debito per l’impresa correntista, questi sono rilevati a fine anno ma, per legge, sono addebitati al 1° marzo dell’anno successivo. Ciò invece non avviene per gli interessi attivi, a credito dell’impresa correntista, che sono accreditati sul conto corrente bancario a fine anno, al netto della ritenuta fiscale ed eventualmente degli oneri bancari.

 

Ecco dunque la registrazione contabile di assestamento (più precisamente di integrazione) per il caso degli interessi attivi.

 

DARE

31/12/….

 

 AVERE

Banca C/C attivo (SP/A)

 

 

220,00

Spese bancarie e bolli (CE/C)

 

 

150,00

Erario c/ritenute subite (SP/A)

 

 

130,00

 

a

Interessi attivi su C/C (CE/R)

500,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Accreditati gli interessi sul C/C (al netto della ritenuta) e addebitate le spese bancarie

 

Queste invece sono le registrazioni contabili di assestamento (più precisamente di integrazione) per il caso degli interessi passivi, caratterizzate dal fatto che l’importo di tali interessi non è subito addebitato in conto dalla banca, la quale per farlo deve aspettare per legge il 1° marzo dell’anno successivo.

 

DARE

31/12/….

 

 AVERE

Interessi passivi su C/C (CE/C)

 

 

500,00

Spese bancarie e bolli (CE/C)

 

 

150,00

 

a

Debiti v/banca per interessi (SP/P)

500,00

 

a

Banca C/C attivo (SP/A)

150,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Liquidati gli interessi passivi verso la banca (che saranno addebitati il 1°/3) e addebitate le spese

DARE

1°/3/….

 

 AVERE

Debiti v/banca per interessi (SP/P)

 

 

500,00

 

a

Banca C/C attivo (SP/A)

500,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Addebitati sul C/C bancario gli interessi relativi all’anno precedente

Autore: Steve Round

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2 Commenti

  1. L’esempio non parla di un esborso di cassa di 600 eur.
    Lo sconto di 100 parrebbe forfettario e non legato a singole operazioni, ma come detto, al raggiungimento di una certa quota di spesa… per cui ipotizzare un ulteriore sconto per l’IVA potrebbe essere discutibile. Occorrerebbe allora l’emissione di una nota di di accredito.

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    • Certo che serve l’emissione di una nota di credito.

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