Corso breve di Contabilità – Economia aziendale
Guida facile e breve per capire la contabilità delle imprese

da | 29 Dic 2019 | Economia aziendale e Diritto commerciale | 2 commenti

Ratei e risconti

Operazioni di assestamento – Ratei e Risconti

Anche i ratei ed i risconti sono conti finanziari appositamente creati per sistemare, a fine anno, la competenza economica di costi e ricavi a cavallo tra due esercizi (come fatture da riceve e da emettere).

Il meccanismo di funzionamento dei ratei e risconti è generalmente argomento difficile per gli studenti. Per questo affronteremo l’argomento andando per step.

Abbiamo infatti diviso la presente lezione nei seguenti paragrafi (da leggere tutti ed in sequenza se si vogliono capire i ratei ed i risconti):

Come si identifica il rateo o il risconto contabile

C’è un rateo o un risconto tutte le volte che ci si trova di fronte ad un costo o ad un ricavo che riguarda un periodo a cavallo di due anni.

Il rateo o il risconto nasce appunto dall’esigenza contabile di dividere il costo o il ricavo in 2 parti, ciascuna parte relativa all’anno che la riguarda.

Il rateo o il risconto serve quindi per inserire nella contabilità generale di in un anno solare solo la parte di costo o ricavo di competenza di quello stesso anno.

Ecco alcuni esempi che riprenderemo per tutte le fasi della nostra spiegazione.

1° esempio

Il portafoglio titoli della nostra azienda è composto da euro 100.000 di BTP, che fruttano un tasso di interesse annuo del 3,6% da riscuotere semestralmente in via posticipata alle date del 1°/11 e 1°/5 di ogni anno di durata dell’investimento.

Esito

In questo caso il rateo o il risconto (vedremo poi quali dei due) esiste e va contabilizzato, perché c’è un periodo che sta a cavallo d’anno: quello che riguarda i 2 mesi di novembre e dicembre per l’anno in corso e quello relativo ai 4 mesi da gennaio ad aprile per l’anno successivo.

2° esempio

La nostra impresa ha acceso un mutuo bancario con la banca XX di euro 200.000, che è gravato da interessi al tasso annuo del 6%, da pagare mensilmente in via posticipata, il 15 di ciascun mese.

Esito

In questo caso il rateo o il risconto esiste e va contabilizzato, perché c’è un periodo che sta a cavallo d’anno: quello che riguarda i 16 giorni che vanno dal 15 al 31 dicembre per l’anno in corso e quello relativo ai 15 giorni che vanno dal 1° al 15 gennaio per l’anno successivo.

3° esempio

E’ stata stipulata una polizza assicurativa per garantire dagli eventi di incendio e furto che potrebbero verificarsi nei locali amministrativi della nostra impresa: è previsto un premio semestrale di euro 12.000 da pagarsi anticipatamente il 1° ottobre ed il 1° aprile di ciascun anno.

Esito

In questo caso il rateo o il risconto esiste e va contabilizzato, perché c’è un periodo che sta a cavallo d’anno: quello che riguarda i 3 mesi da ottobre a dicembre per l’anno in corso e quello relativo ai 3 mesi da gennaio a marzo per l’anno successivo.

4° esempio

La nostra azienda ha locato un appartamento invenduto: il canone trimestrale è di euro 6.000 ed il contratto prevede il pagamento anticipato dello stesso, da parte del soggetto che ha preso in affitto l’abitazione, alle date del 1° marzo, 1° giugno, 1° settembre e 1° dicembre.

Esito

In questo caso il rateo o il risconto esiste e va contabilizzato, perché c’è un periodo che sta a cavallo d’anno: quello che riguarda il mese di dicembre per l’anno in corso e quello relativo ai 2 mesi di gennaio e febbraio per l’anno successivo.

5° esempio

La nostra impresa, allo scopo di far fruttare la liquidità detenuta, ha aperto un conto deposito di euro 150.000 presso la banca XX al tasso di interesse annuo del 2,50%, con accredito degli interessi al 31 dicembre di ogni anno.

Esito

In questo caso il rateo o il risconto non esiste e non va quindi contabilizzato, perché non c’è un periodo che sta a cavallo d’anno: l’incasso degli interessi coincide infatti con la fine di ciascun anno solare e pertanto non ci sono problemi di competenza per i quali è necessario il calcolo e la contabilizzazione di un rateo o di un risconto (non prenderemo più in considerazione questo 5° esempio nelle fasi successive della nostra spiegazione).

 

Quando abbiamo un rateo e quando invece abbiamo un risconto

La regola per capire se ci si trova di fronte ad un rateo o ad un risconto è molto semplice: quando il pagamento o l’incasso è posticipato rispetto al periodo a cavallo d’anno abbiamo un rateo (vedremo poi se attivo o passivo).

Se invece il pagamento o l’incasso è anticipato rispetto al periodo a cavallo d’anno abbiamo un risconto.

 

Rateo

incasso o pagamento di una somma in via posticipata, rispetto al periodo a
cavallo d’anno.

Risconto

incasso o pagamento di una somma in via anticipata, rispetto al periodo a
cavallo d’anno.

Vediamo con i nostri esempi se abbiamo un rateo o un risconto.

1° esempio

Il portafoglio titoli della nostra azienda è composto da euro 100.000 di BTP, che fruttano un tasso di interesse annuo del 3,6% da riscuotere semestralmente in via posticipata alle date del 1°/11 e 1°/5 di ogni anno di durata dell’investimento.

Esito

Trattasi di un rateo (vedremo poi se attivo o passivo), perché l’incasso è posticipato.

2° esempio

La nostra impresa ha acceso un mutuo bancario con la banca XX di euro 200.000, che è gravato da interessi al tasso annuo del 6%, da pagare mensilmente in via posticipata, il 15 di ciascun mese.

Esito

Trattasi di un rateo, perché il pagamento è posticipato.

3° esempio

E’ stata stipulata una polizza assicurativa per garantire dagli eventi di incendio e furto che potrebbero verificarsi nei locali amministrativi della nostra impresa: è previsto un premio semestrale di euro 12.000 da pagarsi anticipatamente il 1° ottobre ed il 1° aprile di ciascun anno.

Esito

Trattasi di un risconto, perché il pagamento è anticipato.

4° esempio

La nostra azienda ha locato un appartamento invenduto: il canone trimestrale è di euro 6.000 ed il contratto prevede il pagamento anticipato dello stesso, da parte del soggetto che ha preso in affitto l’abitazione, alle date del 1° marzo, 1° giugno, 1° settembre e 1° dicembre.

Esito

Trattasi di un risconto, perché l’incasso è anticipato.

 

In quali casi il rateo o il risconto è attivo e quando è passivo

Le regole per capire se il rateo (o il risconto) è attivo o passivo sono indicate nella seguente tabella:

 

Rateo

Risconto

Attivo

se relativo ad un ricavo

se relativo ad un costo

Passivo

se relativo ad un costo

se relativo ad un ricavo

 

A questo punto possiamo riassumere il tutto con questa ulteriore tabella:

 

Incasso (Ricavo)

Pagamento (Costo)

Posticipato

Rateo attivo

Rateo passivo

Anticipato

Risconto passivo

Risconto attivo

Vediamo con i nostri esempi se abbiamo un rateo o un risconto e se essi è attivo o passivo.

1° esempio

Il portafoglio titoli della nostra azienda è composto da euro 100.000 di BTP, che fruttano un tasso di interesse annuo del 3,6% da riscuotere semestralmente in via posticipata alle date del 1°/11 e 1°/5 di ogni anno di durata dell’investimento.

Esito

Trattasi di un rateo attivo, perché l’incasso è posticipato e relativo ad un ricavo.

2° esempio

La nostra impresa ha acceso un mutuo bancario con la banca XX di euro 200.000, che è gravato da interessi al tasso annuo del 6%, da pagare mensilmente in via posticipata, il 15 di ciascun mese.

Esito

Trattasi di un rateo passivo, perché il pagamento è posticipato e relativo ad un costo.

3° esempio

E’ stata stipulata una polizza assicurativa per garantire dagli eventi di incendio e furto che potrebbero verificarsi nei locali amministrativi della nostra impresa: è previsto un premio semestrale di euro 12.000 da pagarsi anticipatamente il 1° ottobre ed il 1° aprile di ciascun anno.

Esito

Trattasi di un risconto attivo, perché il pagamento è anticipato e relativo ad un costo.

4° esempio

La nostra azienda ha locato un appartamento invenduto: il canone trimestrale è di euro 6.000 ed il contratto prevede il pagamento anticipato dello stesso, da parte del soggetto che ha preso in affitto l’abitazione, alle date del 1° marzo, 1° giugno, 1° settembre e 1° dicembre.

Esito

Trattasi di un risconto passivo, perché l’incasso è anticipato e relativo ad un ricavo.

 

Come si calcola il rateo o il risconto

Per calcolare il rateo o il risconto non ci sono regole, perché ogni problema è un caso a sé: bisogna solo usare un po’ di ragionamento e tanto buon senso.

Vale però la seguente regola generale circa i periodi che devono essere considerati per il calcolo:

 

Ratei

si considera il tempo che va dall’inizio del periodo (a cavallo d’anno) alla fine dell’anno in corso.

Risconti

si considera il tempo che va dall’inizio dell’anno successivo fino alla fine del periodo a cavallo d’anno.

 

La regola anzidetta (importantissima) può essere meglio memorizzata attraverso le seguenti immagini.

Vediamo con i nostri esempi come si calcolano i ratei ed i risconti.

1° esempio

Il portafoglio titoli della nostra azienda è composto da euro 100.000 di BTP, che fruttano un tasso di interesse annuo del 3,6% da riscuotere semestralmente in via posticipata alle date del 1°/11 e 1°/5 di ogni anno di durata dell’investimento.

Calcolo

Il rateo attivo riguarda un periodo di 2 mesi (dal 1°/11 al 31/12) e quindi il calcolo è il seguente:

€ 100.000 x 3,6% x 2/12 = € 600

2° esempio

La nostra impresa ha acceso un mutuo bancario con la banca XX di euro 200.000, che è gravato da interessi al tasso annuo del 6%, da pagare mensilmente in via posticipata, il 15 di ciascun mese.

Calcolo

Il rateo passivo riguarda un periodo di 16 giorni (dal 15 al 31 dicembre) e quindi il calcolo è il seguente:

€ 200.000 x 6% x 16/365 = € 526,03

3° esempio

E’ stata stipulata una polizza assicurativa per garantire dagli eventi di incendio e furto che potrebbero verificarsi nei locali amministrativi della nostra impresa: è previsto un premio semestrale di euro 12.000 da pagarsi anticipatamente il 1° ottobre ed il 1° aprile di ciascun anno.

Calcolo

Il risconto attivo riguarda un periodo di 3 mesi (dal 1°/1 al 31/3) e quindi il calcolo è il seguente:

€ 12.000 x 3/6 = € 6.000

4° esempio

La nostra azienda ha locato un appartamento invenduto: il canone trimestrale è di euro 6.000 ed il contratto prevede il pagamento anticipato dello stesso, da parte del soggetto che ha preso in affitto l’abitazione, alle date del 1° marzo, 1° giugno, 1° settembre e 1° dicembre.

Calcolo

Il risconto passivo riguarda un periodo di 2 mesi (dal 1°/1 al 28/2) e quindi il calcolo è il seguente:

€ 6.000 x 2/3 = € 4.000

 

Come si contabilizza il rateo o il risconto

Rimane solo da vedere (e capire) come si contabilizzano i ratei ed i risconti.

Ecco quindi le registrazioni contabili relative agli esempi che abbiamo usato.

1° esempio

DARE

31/12/….

 

 AVERE

Ratei attivi (SP/A)

 

 

600,00

 

a

Interessi attivi (CE/R)

600,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Integrata la parte di ricavo di competenza dell’anno

DARE

1/5/….

 

 AVERE

Banca C/C attivo (SP/A)

 

 

1.800,00

 

a

Ratei attivi (SP/A)

600,00

 

a

Interessi attivi (CE/R)

1.200,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rilevato ricavo con chiusura del rateo attivo riaperto ad inizio esercizio

2° esempio

DARE

31/12/….

 

 AVERE

Interessi passivi (CE/C)

 

 

526,03

 

a

Ratei passivi (SP/P)

526,03

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Integrata la parte di costo di competenza

DARE

15/1/….

 

 AVERE

Interessi passivi (CE/C)

 

 

493,15

Ratei passivi (SP/P)

 

 

526,03

 

a

Banca C/C attivo (SP/A)

1.013,18

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rilevato costo con chiusura del rateo passivo riaperto ad inizio anno

3° esempio

DARE

1/10/a corr.

 

 AVERE

Premi assicurativi (CE/C)

 

 

12.000,00

 

a

Banca C/C attivo (SP/A)

12.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rilevato componente negativo di reddito

DARE

31/12/a corr.

 

 AVERE

Risconti attivi (SP/A)

 

 

6.000,00

 

a

Premi assicurativi (CE/C)

6.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stornata la parte di costo non di competenza

DARE

1/1/a succ.

 

 AVERE

Conto Economico (CE/C)

 

 

6.000,00

 

a

Risconti attivi (SP/A)

6.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Imputata all’esercizio in corso la quota di costo di competenza

4° esempio

DARE

1/12/a corr.

 

 AVERE

Banca C/C attivo (SP/A)

 

 

6.000,00

 

a

Fitti attivi (CE/R)

6.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rilevato componente positivo di reddito

DARE

31/12/a corr.

 

 AVERE

Fitti attivi (CE/R)

 

 

4.000,00

 

a

Risconti passivi (SP/P)

4.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Stornata la parte di ricavo non di competenza

DARE

1/1/a succ.

 

 AVERE

Risconti passivi (SP/P)

 

 

4.000,00

 

a

Conto Economico (CE/R)

4.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Imputato all’esercizio in corso la quota di ricavo di competenza

2 Commenti

  1. bruno

    L’esempio non parla di un esborso di cassa di 600 eur.
    Lo sconto di 100 parrebbe forfettario e non legato a singole operazioni, ma come detto, al raggiungimento di una certa quota di spesa… per cui ipotizzare un ulteriore sconto per l’IVA potrebbe essere discutibile. Occorrerebbe allora l’emissione di una nota di di accredito.

    Rispondi
    • Steve Round

      Certo che serve l’emissione di una nota di credito.

      Rispondi

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