Corso breve di Contabilità – Economia aziendale
Guida facile e breve per capire la contabilità delle imprese

da | 11 Apr 2021 | Economia aziendale e Diritto commerciale | 6 commenti

Riapertura dei conti

Riapertura dei conti

Chiusi tutti i conti al 31 dicembre dell’anno e redatto il Bilancio di esercizio, l’esercizio economico in contabilità è chiuso.

Con l’anno nuovo e quindi dal 2 gennaio (sperando che almeno a Capodanno non si parli di contabilità) è necessario riaprire l’anno contabile ed iniziare a registrare le operazioni di gestione.

Si riaprono perciò tutti i conti finanziari, così come sono stati chiusi e per lo stesso importo.

Non si riaprono più invece i conti economici, che hanno terminato la loro funzione l’anno precedente con la determinazione del risultato economico (utile o perdita di esercizio).

Pertanto, se occorre registrare un fatto aziendale che implica una variazione economica (costo o ricavo), lo si fa ripartendo da zero per i conti interessati. Ciò al fine di quantificare un nuovo risultato economico (per differenza tra ricavi e costi) di competenza esclusiva dell’anno in corso.

Ricordiamo infatti che i conti finanziari di stato patrimoniale sono voci di stock (il patrimonio dell’azienda esiste sempre, non cessa perché si è passati da un anno all’altro), mentre i conti economici sono voci di flusso, che hanno senso solo se “misurati” in un arco di tempo (e questo arco di tempo è generalmente l’anno solare).

Le registrazioni di riapertura sono facili perché basta prendere quelle di chiusura ed invertirle di sezione, in modo che le attività vadano in Dare (cioè al loro giusto posto) e le passività più il netto in Avere (cioè al loro giusto posto). Se vogliamo essere pignoli l’unica variazione da fare consiste nel cambiare il nome alle rimanenze finali, il cui conto non si chiamerà più così ma “esistenze iniziali”: infatti le rimanenze finali di un anno costituiscono le esistenze iniziali dell’anno successivo.

Completate le scritture di riapertura dei conti finanziari, bisogna fare pochissime altre scritture affinché si abbiano i conti pronti per la successiva ordinaria registrazione delle operazioni di gestione. Queste scritture riguardano:

  • le esistenze iniziali, che vanno girate subito a conto economico (come costo)
  • i risconti (attivi e passivi), che – non avendo nell’anno la loro manifestazione monetaria, che hanno già avuto l’anno precedente (perché “anticipata”) – vanno anch’essi girati subito a conto economico come costi (i risconti attivi) e come ricavi (quelli passivi)
  • i ratei (attivi e passivi), per la chiusura dei quali si può attendere il compimento delle relative operazioni (in questo caso infatti la manifestazione monetaria è “posticipata”), oppure molto più semplicemente si girano subito a conto economico, come ricavi i ratei attivi e come costi i ratei passivi

Nelle scritture che seguono trovate la riapertura dei conti finanziari e le registrazioni sopra accennate riguardanti le rimanenze, i risconti ed i ratei.

DARE

2/1/2…

 

 AVERE

Banca C/C (SP/A)

 

 

10.000.000,00

Cassa (SP/A)

 

 

20.000.000,00

Immobilizzazioni (SP/A)

 

 

30.000.000,00

Esistenze iniziali di merci (SP/A)

 

 

20.000.000,00

Cambiali attive (SP/A)

 

 

5.000.000,00

Crediti v/ clienti (SP/A)

 

 

7.500.000,00

Ratei attivi (SP/A)

 

 

2.000.000,00

Risconti attivi (SP/A)

 

 

1.500.000,00

(tutte le altre attività)

 

 

 

 

 

a

Bilancio di apertura

99.000.000,00

 

 

 

 

Riaperti tutti i conti dell’attivo patrimoniale

DARE

2/1/2…

 

 AVERE

Bilancio di apertura

 

 

99.000.000,00

 

a

Debiti v/ fornitori (SP/P)

5.000.000,00

 

a

Muti passivi (SP/P)

2.000.000,00

 

a

Capitale Sociale (SP/N)

15.000.000,00

 

a

Utile di esercizio (SP/N)

3.500.000,00

 

a

Riserve di utili (SP/N)

20.000.000,00

 

a

TFR (SP/P)

10.000.000,00

 

a

Prestito obbligazionario (SP/P)

5.000.000,00

 

a

Debiti tributari (SP/P)

500.000,00

 

a

Ratei passivi (SP/P)

600.000,00

 

a

Risconti passivi (SP/P)

100.000,00

 

a

Fondi Rischi (SP/P)

1.000.000,00

 

a

(tutte la altre passività)

 

a

 

 

 

 

Riaperti tutti i conti del passivo patrimoniale, capitale netto ed utile

DARE

2/1/2…

 

 AVERE

Fitti passivi (CE/C)

 

 

2.000.000,00

Interessi passivi (CE/C)

 

 

1.500.000,00

 

a

Ratei attivi (SP/A)

2.000.000,00

 

a

Risconti attivi (SP/A)

1.500.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Imputati a conto economico (tra i costi) i ratei ed i risconti attivi

DARE

2/1/2…

 

 AVERE

Ratei passivi (SP/A)

 

 

600.000,00

Risconti passivi (SP/A)

 

 

100.000,00

 

a

Fitti attivi

600.000,00

 

a

Vendita servizi in abbonamento

100.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

Imputati a conto economico (ta o ricavi) i ratei ed i risconti passivi

DARE

2/1/2…

 

 AVERE

Valutaz. esistenze inziali
(CE/C)

 

 

20.000.000,00

 

a

Esistenze iniziali di merci (SP/A)

20.000.000,00

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Giroconto delle esistenze iniziali a conto ecnonomico

6 Commenti

  1. Anonimo

    Sito molto valido sia dal punto di vista teorico ma soprattutto pratico con esercizi.
    L’unico considerazione è che, negli esempi, il valore delle scritture in dare risulta scritto nella parte destra (come se fosse in avere anche se la parte descrittiva della scrittura è scritta a sinistra) come se tutte le scritture fossero in avere.
    Bisogna modificare l’adattamento di questi valori nelle tabelle.
    Salve

    Rispondi
    • Steve Round

      Gli importi li metto tutti spostati a destra perché nei vecchi registri contabili cartacei la colonna con gli importi stava tutta a destra, mentre in dare e avere ci andavano solo i nomi dei conti. In ogni caso non esistono formalismi e si può fare come ti pare.

      Rispondi
      • Anonimo

        Ok
        Comunque sito molto chiaro e pratico

        Rispondi
  2. Giovanni

    Dispensa davvero utile sulla contabilità spiegata in maniera semplice e concisa e con numerosi schemi esemplificativi che forniscono anche un’idea dal punto di vista pratico, rendendo il tutto facilmente fruibile e accessibile per chiunque. Da appassionato in materia non posso che consigliare l’articolo, ma in generale l’intero sito.

    Rispondi
  3. bruno

    L’esempio non parla di un esborso di cassa di 600 eur.
    Lo sconto di 100 parrebbe forfettario e non legato a singole operazioni, ma come detto, al raggiungimento di una certa quota di spesa… per cui ipotizzare un ulteriore sconto per l’IVA potrebbe essere discutibile. Occorrerebbe allora l’emissione di una nota di di accredito.

    Rispondi
    • Steve Round

      Certo che serve l’emissione di una nota di credito.

      Rispondi

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Share This