Criptovalute e Fisco, programma di calcolo imposta da pagare
Un tool in excel per calcolare l’imposta da pagare quando si fa trading di criptovalute

da | 5 Ago 2026 | Diritto tributario e scienza delle finanze | 0 commenti

Comprare Bitcoin, Ethereum o un qualsiasi altro token con le app gratuite in commercio richiede ormai pochi secondi.

Calcolare quanto si deve al Fisco quando poi si vende, invece, è tutt’altro che immediato. Bisogna sapere quale acquisto si sta “vendendo” tra i tanti fatti nel tempo, applicare il criterio corretto, tenere il conto di ogni operazione ed infine determinare l’imposta con l’aliquota in vigore, che è nello specifico una imposta sostitutiva.

Vediamo come funzionano queste operazioni, passo per passo, e come uno strumento automatico può togliere gran parte della fatica.

Perché le imposte vanno pagate!

Cosa sono, in breve, le criptovalute

Le criptovalute sono attività digitali che esistono solo come registrazioni su una blockchain, un registro condiviso e distribuito, che ne certifica la proprietà ed i trasferimenti, senza bisogno di una banca o di un ente centrale.

Bitcoin, nato nel 2009, è stata la prima. Da allora sono nate migliaia di altre “cripto-attività”, con funzioni diverse. Alcune pensate come riserva di valore, altre come infrastruttura per applicazioni decentralizzate, altre ancora come “stablecoin”, agganciate al valore di una moneta tradizionale come l’euro o il dollaro.

Per il Fisco italiano, dal punto di vista pratico, ciò che conta è che le criptovalute sono trattate come attività finanziarie. Perciò, quando si comprano e poi si rivendono ad un prezzo diverso, si genera una plusvalenza (un guadagno) o una minusvalenza (una perdita), esattamente come accade con azioni o obbligazioni. Ed è su questa plusvalenza che si paga l’imposta.

Perché non basta guardare l’ultimo acquisto e l’ultima vendita

Chi opera con continuità sulle cripto raramente compra tutto in un colpo solo e poi rivende tutto insieme.

Più spesso accumula quote in momenti diversi, a prezzi diversi, e poi vende parzialmente il proprio portafoglio. A quel punto sorge una domanda tutt’altro che scontata: quando vendo una parte delle mie monete, sto vendendo quelle comprate per prime o quelle comprate per ultime?

La risposta cambia radicalmente il calcolo della plusvalenza, perché il prezzo di carico (il “costo fiscale”) delle quote più vecchie è spesso molto diverso da quello delle quote più recenti.

La normativa italiana risolve il dubbio imponendo un criterio preciso: il metodo LIFO (Last In, First Out, cioè “l’ultimo entrato è il primo a uscire”).

In pratica, quando si vende, si considera che vengano cedute per prime le quote acquistate più di recente, “scalando” lo stock a ritroso nel tempo fino a coprire l’intera quantità venduta.

Se le quote più recenti non bastano a coprire la vendita, si passa a quelle immediatamente precedenti, e così via.

Un esempio pratico

Supponiamo di aver comprato 1 unità di una criptovaluta a 30.000 euro e, più tardi, altre 0,5 unità a 40.000 euro/unità (costo 20.000 euro).

Se in seguito si vendono 0,8 unità a 50.000 euro/unità (corrispettivo 40.000 euro), con il criterio LIFO si considerano cedute per prime le 0,5 unità più recenti (costo 20.000 euro) e, per la quota mancante, 0,3 unità del primo acquisto (costo 30.000 euro).

Il costo fiscale complessivo delle unità vendute è quindi 29.000 euro e quindi, a fronte di un incasso di 40.000 euro, la plusvalenza è pari a 11.000 euro. È su questa cifra, e non sull’intero incasso, che si calcola l’imposta.

Quanto si paga e come si versa

Su questo punto la normativa è cambiata più volte negli ultimi anni, ed è facile fare confusione. Il quadro attuale, per le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026, è il seguente:

  • Aliquota al 33% sulle plusvalenze nette, applicata come imposta sostitutiva. Fino al 2025 l’aliquota era il 26%: l’aumento è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) e confermato dalla manovra successiva.
  • Nessuna soglia di esenzione: la vecchia franchigia di 2.000 euro, sotto la quale non si pagava nulla, è stata definitivamente eliminata. Oggi ogni plusvalenza, anche minima, concorre a formare l’imponibile.
  • Le minusvalenze si compensano con le plusvalenze realizzate nello stesso periodo d’imposta e, se rimane un’eccedenza, questa può essere riportata e utilizzata nei quattro anni successivi.
  • L’imposta (sostitutiva) si liquida in dichiarazione dei redditi (nel quadro dedicato alle plusvalenze, insieme al quadro che serve per il monitoraggio fiscale delle attività detenute all’estero o su wallet propri) e si versa tramite modello F24, con le scadenze ordinarie previste per i redditi diversi.

Un dettaglio da non sottovalutare è che conta l’anno in cui la plusvalenza viene realizzata (cioè l’anno della vendita), non l’anno in cui si presenta la dichiarazione. Le vendite fatte nel 2025 restano tassate al 26% anche se dichiarate nel 2026.

Sono le vendite effettuate dal 2026 in poi a scontare la nuova aliquota del 33%.

Il calcolo, moltiplicato per decine di operazioni

Fin qui l’esempio con due soli acquisti è gestibile a mente. Ma chi fa trading con una certa frequenza può avere decine o centinaia di operazioni distribuite su mesi o anni, ciascuna con una propria data, quantità e prezzo.

Per ogni vendita occorre ricostruire correttamente lo “stock” LIFO delle quote residue, calcolarne il costo, determinare la plusvalenza o la minusvalenza di quella specifica operazione ed infine sommare tutto per ottenere il risultato netto dell’anno, sul quale applicare l’aliquota.

Farlo a mano, operazione per operazione, è un lavoro lungo e ad alto rischio di errore. Basta invertire l’ordine di due acquisti per ottenere un costo fiscale sbagliato e, di conseguenza, un’imposta sbagliata.

Uno strumento per fare i calcoli in automatico

Per questo motivo mettiamo a disposizione, in calce a questo articolo e gratuitamente, un foglio di calcolo Excel che automatizza l’intero procedimento appena descritto.

Il funzionamento è molto semplice.

Nell’elenco si inseriscono, riga per riga ed in ordine cronologico, tutte le operazioni fatte durante l’anno, indicando la data, il tipo di operazione (acquisto o vendita), selezionabile dal menu a tendina, la quantità ed il prezzo unitario.

Il programma applica automaticamente il criterio LIFO ad ogni vendita, individuando quali quote di acquisto vengono “consumate” ed a quale costo, restituendo per ciascuna operazione:

  • la quantità ed il prezzo medio delle quote ancora in giacenza dopo la vendita;
  • il valore, calcolato con il criterio LIFO, delle quote effettivamente cedute;
  • la plusvalenza o la minusvalenza generata da quella singola vendita, confrontando l’incasso con il costo fiscale così determinato.

A destra del foglio, una sezione di riepilogo somma tutte le plusvalenze e le minusvalenze dell’anno, restituisce il risultato netto e applica l’aliquota dell’imposta sostitutiva (impostata al 33%, ma modificabile in una singola cella per chi volesse simulare scenari diversi, ad esempio per plusvalenze relative ad anni precedenti tassate al 26%), calcolando così l’imposta effettivamente dovuta, senza dover rifare a mano nemmeno un passaggio del calcolo.

Va detto con chiarezza che questo strumento è pensato come supporto al calcolo, non come consulenza fiscale. Infatti, non tiene conto, ad esempio, di eventuali rivalutazioni del costo fiscale, di regimi speciali per determinati token, né sostituisce gli obblighi di monitoraggio fiscale per le attività detenute su exchange esteri o wallet personali. Per la propria situazione specifica resta sempre consigliabile il confronto con un commercialista, soprattutto data la rapidità con cui la normativa su questo tema continua a evolversi.

Proprio per questi problemi, forniamo il file per finalità istruttive: ci esoneriamo quindi da qualsiasi responsabilità per eventuali danni derivanti dall’uso del programma.

Nel programma, basta compilare l’elenco delle proprie operazioni per vedere, in pochi istanti, plusvalenze, minusvalenze e l’imposta dovuta calcolata secondo le regole attualmente in vigore.

Ecco il programma. Buon divertimento !!!

Strumento interattivo — studiamo.it

Calcolatore plus/minusvalenze crypto (metodo LIFO)

Inserisci gli acquisti e le vendite in ordine cronologico: lo strumento tiene automaticamente una pila LIFO delle tue posizioni, calcola la plus/minusvalenza di ogni vendita e stima l'imposta dovuta.

Registro operazioni
Data Tipo Quantità Prezzo unit. (€) Prezzo × Quantità Giacenza Valore LIFO Plus/minusvalenza
Pila LIFO — posizione attuale
Riepilogo fiscale
Totale acquisti€ 0,00
Totale vendite€ 0,00
Valore LIFO ceduto€ 0,00
Aliquota imposta %
Plus/minusvalenza€ 0,00
Imposta dovuta€ 0,00

Il calcolo replica il criterio LIFO (Last In, First Out): ogni vendita "consuma" per prima la posizione acquistata più di recente. L'imposta è applicata solo se la plus/minusvalenza complessiva è positiva. Questo strumento è a scopo informativo e non sostituisce una consulenza fiscale.

 

Chi invece vuole il programma come file excel da scaricare, niente paura!!! Lo può tranquillamente avere, previo un contributo di euro 50,00 da fare a Studiamo.it mediante il link qui sotto di PayPal.




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