Scienza delle Finanze
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da | 16 Mar 2009 | Diritto tributario e scienza delle finanze | 5 commenti

Ires

L’Ires è un’imposta diretta, reale (perché colpisce la res-cosa senza tener conto di altro) e proporzionale.

Il presupposto dell’Ires è la produzione di un reddito da parte di certi enti collettivi.

Soggetti passivi

I soggetti passivi dell’Ires sono i seguenti enti collettivi:

a)      società di capitali, ovvero SpA, Srl, Sapa e Cooperative (non le società di persone, il cui reddito, come abbiamo visto, è tassato dall’Irpef in capo ai soci)

b)      enti pubblici e privati commerciali diversi dalle società di capitali, come per es. le associazioni (con o senza personalità giuridica) ed i trust, che sono soggetti alle stesse regole impositivo stabilite per le società di capitali

c)      enti pubblici e privati non commerciali

d)      società ed enti non residenti in Italia

Queste ultime 2 categorie di soggetti passivi (enti non commerciali e non residenti) seguono regole proprie per la loro tassazione, diverse da quelle previste per società di capitali ed altri enti pubblici e privati commerciali.

Periodo d’imposta

Il periodo preso in considerazione per il calcolo dell’imposta è generalmente l’anno solare, ma potrebbe essere diverso (a cavallo d’anno) per le società o enti quando così è stabilito dal loro atto costitutivo/statuto o dalla legge.

Noi considereremo, per semplicità, periodi d’imposta sempre coincidenti con l’anno solare.

Aliquota

L’aliquota è proporzionale al reddito conseguito e la sua misura è pari attualmente al 27,50%.

Base imponibile

L’imponibile si calcola in modo differente a seconda del tipo di soggetto passivo (società di capitale/altro ente commerciale, ente non commerciale oppure ente non residente).

SOCIETA’ DI CAPITALI/ENTI COMMERCIALI

L’utile della società o dell’ente, da qualsiasi fonte provenga, si calcola apportando al reddito risultante dal conto economico dell’impresa (che è un prospetto in cui si confrontano i ricavi ed i costi dell’anno) le variazioni (c.d. riprese fiscali) stabilite dalla normativa fiscale.

In sintesi si effettuano le seguenti operazioni:

Conto Economico

Ricavi

Costi

=

Risultato d’esercizio dell’impresa

+

Dichiarazione dei redditi

Costi indeducibili

Ricavi non imponibili

=

Reddito fiscale d’impresa (imponibile)

 

Pertanto, si procede prima al normale calcolo del risultato economico dell’impresa, ignorando quindi tutte le norme tributarie, e solo in un secondo momento, cioè quando si fa la dichiarazione dei redditi, si operano le dovute rettifiche in adempimento dei criteri fiscali di valutazione dei componenti positivi (ricavi) e negativi (costi) di reddito.

Così facendo si ottiene l’imponibile fiscale (o reddito fiscale) dell’impresa, evitando quello che è il grande male delle contabilità italiane, ovvero l’inquinamento fiscale del bilancio d’esercizio.

Con la recente applicazione anche in Italia degli IAS (principi contabili internazionali), è stata ulteriormente rimarcata la fondamentale regola per cui il  cosiddetto bilancio fiscale deriva sempre ed in ogni caso dal bilancio civilistico.

In particolare, i ricavi ed i costi sono generalmente quantificati per competenza economica (a differenza del metodo per cassa dei professionisti), ovvero non con riguardo ai momenti di incasso e pagamento, ma facendo riferimento appunto alla competenza dei singoli componenti del reddito e quindi includendo anche ricavi e costi rispettivamente non incassati o pagati.

I regimi contabili delle imprese ai fini delle imposte sui redditi (e dell’IVA) saranno trattati nel capitolo della liquidazione delle imposte.

ENTI NON COMMERCIALI

Il reddito imponibile ai fini Ires è formato dalla somma dei redditi fondiari, di capitale, diversi e d’impresa (questi ultimi per l’eventuale esercizio di un’attività commerciale, la quale non deve comunque costituire l’oggetto esclusivo o principale dell’ente).

ENTI NON RESIDENTI

Sono imponibili tutti i redditi prodotti nel territorio dello Stato, i quali sono tassati secondo le regole proprie degli enti residenti.

Modalità di calcolo

L’Ires si calcola e si versa mediante autoliquidazione, cioè mediante compilazione e presentazione nei termini di un’apposita dichiarazione dei redditi chiamata Unico.

Ricordiamo che insieme al saldo Ires è da pagare anche l’acconto per l’anno successivo, pari al 100% del saldo da versare (o del saldo che si prevede di versare l’anno seguente), se questo è maggiore di € 20,66 (altrimenti non si versa acconto).

Questo 100% di acconto è da versare in due rate se l’importo da versare come prima rata è superiore a € 103,00 (altrimenti si paga tutto a novembre) e precisamente:

a)      il 40% del 100% d’acconto si versa a giugno/luglio, insieme al saldo Ires

b)      il 60% del 100% d’acconto si versa a novembre

Particolari istituti fiscali dell’Ires

Vediamo adesso alcune specifiche modalità di calcolo previste per l’Ires.

SOCIETA’ DI COMODO

Onde prevenire e punire la costituzione di mere società di godimento, il legislatore fiscale ha dettato apposite norme finalizzate a far emergere le cosiddette società di comodo o non operative.

Sono infatti considerate di comodo le società con ricavi (esclusi quelli straordinari) + rimanenze inferiori alla somma del:

a)      2% delle partecipazioni e degli altri strumenti finanziari

b)      6% degli immobili (e delle navi)

c)      15% delle altre immobilizzazioni

Le società di comodo, come sopra individuate, devono dichiarare un reddito minimo pari alla seguente somma:

a)      1,5% delle partecipazioni

b)      4,75% degli immobili

c)      12% delle altre immobilizzazioni

REGIME DI TASSAZIONE PER TRASPARENZA FISCALE

E’ previsto un regime particolare di tassazione dei redditi delle società di capitali, attivabile mediante opzione da parte del contribuente. Tale regime si chiama di trasparenza fiscale.

Per le Srl a ristretta base proprietaria è infatti prevista la possibilità di tassare i singoli soci (con l’Irpef, anziché la società con l’Ires) sulla base della loro quota di partecipazione agli utili ed a prescindere dall’effettiva distribuzione di questi.

CONSOLIDATO FISCALE NAZIONALE E MONDIALE

Il consolidato fiscale serve a raggruppare in un unico imponibile i redditi delle imprese appartenenti ad un gruppo societario.

I redditi di queste imprese sono quindi sommati algebricamente, con la conseguenza che gli utili e le perdite fiscali del gruppo si compensano automaticamente.

Il consolidato nazionale mette insieme i redditi delle società residenti, che sono inseriti nella dichiarazione dei redditi della società controllante.

Il consolidato mondiale mette insieme anche i redditi delle società non residenti (in proporzione della quota di partecipazione complessiva), che sono inseriti nella dichiarazione dei redditi della controllante ubicata in Italia.

5 Commenti

  1. grazia amato

    fantastico è proprio ciò che cercavo

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  2. Sara

    E’ un sito molto utile! lo consiglierei a tutti! 🙂

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  3. blandino.fabrizio@virgilio.it

    per i piccoli artigiani e i loro dipendenti che resterebbero disoccupati con la domanda contratta, potrebbe essere praticabile la soluzione della fiscalizzazione degli oneri sociali? aiutatemi!

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  4. blandino.fabrizio@virgilio.it

    mi chiedo se possiamo inserire tra gli interventi citati anche la Massima Concorrenza in tutti isettori economici privati, per contrapporre l’inflazione e stimolare l’occupazione

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  5. Maria

    Complimenti, è per me un aiuto unico! GRAZIE Maria

    Rispondi

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