Contabilità generale

Una dispensa sulla contabilità generale

Le operazioni di vendita

Le operazioni di vendita (di merci e prodotti finiti, di servizi accessori alle vendite, di beni strumentali distolti dal processo produttivo) vengono rilevate:

  • nella contabilità di magazzino
  • nella contabilità delle vendite (registro delle fatture emesse, partitario IVA)
  • nel giornale in partita doppia
  • nel mastro
  • nella contabilità di cassa
  • nella contabilità delle banche

La rilevazione delle operazioni di vendita

Le fatture di vendita rappresentano il documento originario dal quale risultano le operazioni effettuate e sulla base del quale l’impresa esegue le rilevazioni in contabilità generale. Dall’esame della fattura si possono infatti individuare:

  • l’importo complessivo da riscuotere
  • l’importo riferibile ai beni o servizi venduti
  • l’importo dell’IVA
  • l’importo riferibile ai ricavi accessori (ricavi accessori non documentati e ricavi accessori documentati)

In generale, la rilevazione procede nel seguente modo: una variazione finanziaria attiva nel conto Crediti v/clienti e una variazione finanziaria passiva nel conto IVA ns/debito (la variazione finanziaria passiva, al contrario di quella finanziaria attiva, non è sempre presente) misurano una variazione economica positiva in un conto economico acceso ai ricavi d’esercizio.

La vendita di merci

La vendita di merci si rileva in Avere del conto economico di reddito acceso ai ricavi d’esercizio Merci c/vendite.

(esempio 1) vendita di merci per 1.180 + IVA

Merci c/vendite
1.180
IVA ns/debito
236
Crediti v/clienti
1.416

 

Le spese accessorie

(esempio 1) vendita di merci per 4.150 + IVA con spese di trasporto a carico del venditore per 180 + IVA

Debiti v/fornitori
216
Crediti v/clienti
4.980
IVA ns/debito
830
IVA ns/credito
36
Spese di trasporto
180
Merci c/vendite
4.150

 

(esempio 2) vendita di merci per 4.150 + IVA con spese di trasporto anticipate dal venditore in nome e per conto del compratore per 180 + IVA

Denaro in cassa
216
Clienti c/spese anticipate
216
216
Crediti v/clienti
5.196
IVA ns/debito
830
Merci c/vendite
4.150

 

(esempio 3) vendita di merci per 4.150 + IVA con spese di trasporto addebitate dal venditore al compratore

Crediti v/clienti
5.196
IVA a debito
866
Merci c/vendite
4.150
Rimborsi spese di vendita
180

 

Le vendite al dettaglio

Le vendite al dettaglio si registrano in contabilità con variazioni finanziarie attive nei conti Denaro in cassa e (raramente) Crediti v/clienti, che misurano variazioni economiche negative nel conto Merci c/vendite.

 

L’IVA viene scorporata in sede di dichiarazione periodica, con un calcolo sopra cento:

(vendite mensili) : 120 = x : 20

Il valore x (l’IVA a debito del periodo) viene registrato in Avere del conto finanziario IVA ns/debito e in Dare del conto economico Merci c/vendite.

Resi, abbuoni e ribassi

All’arrivo delle merci il compratore provvede a verificare che quantità e qualità corrispondano a quanto contrattualmente previsto. Qualora siano riscontrate delle differenze tra la quantità/qualità ordinata e la quantità/qualità spedita, il compratore può: restituire le merci difettose o aventi caratteristiche diverse da quelle ordinate o in sovrannumero; ottenere un abbuono.

Quando un’operazione, per la quale è già stata emessa la fattura, subisce una diminuzione, per effetto di resi, abbuoni o sconti condizionati (gli sconti condizionati sono sconti previsti contrattualmente), il venditore emette una nota di accredito a favore del compratore.

Le note di accredito possono essere con o senza variazione IVA.

(esempio 1) vendita di merci per 3.270 + IVA con restituzione di parte delle merci per 320 + concessione di un abbuono sulle merci restanti per 175

IVA ns/debito
64
654
Crediti v/clienti
3.924

384

175

Merci c/vendite
3.270
Resi su vendite
320
Ribassi e abbuoni passivi
175

 

La vendita di beni strumentali

La vendita di beni strumentali rappresenta un’operazione di gestione non ricorrente, che si attua quando l’azienda decide di sostituire i beni in oggetto perchè obsoleti oppure inadeguati alle mutate esigenze aziendali. La dismissione di tali beni può avvenire con la semplice eliminazione o con la sostituzione degli stessi.

Poichè queste vendite non rientrano tra le operazioni caratteristiche dell’azienda, i ricavi ottenuti in sede di realizzo non si registrano in appositi conti vendite, ma si annotano negli stessi conti nei quali, a suo tempo, si era rilevato il costo storico di acquisto o il valore attribuito all’apporto del proprietario o dei soci.

Dobbiamo inoltre ricordare che la corretta determinazione del valore assunto dai fattori produttivi pluriennali non deve tenere conto solamente del costo sostenuto per l’acquisto, ma anche del deprezzamento che il bene ha subito nel tempo per effetto del suo utilizzo.

La perdita di valore dovuta al consumo che il fattore pluriennale ha avuto durante l’anno prende il nome di costo di ammortamento, mentre il fondo ammortamento accoglie le quote di ammortamento già calcolate, esprimendo la perdita di valore subita dal fattore pluriennale negli anni trascorsi dall’acquisizione.

Quando un bene strumentale viene eliminato o sostituito è pertanto necessario conoscere il suo valore contabile. Il valore contabile è dato dalla differenza tra il costo originario di un bene (iscritto nel conto economico intestato a quel bene) e il totale degli ammortamenti già calcolati (iscritto nel conto economico acceso al fondo ammortamento corrispondente a quel bene). Quando il valore contabile di un bene è pari a zero significa che il processo di ammortamento è terminato.

Nel caso in cui il bene strumentale venga venduto, è necessario confrontare il ricavo di vendita con il valore contabile del bene. Se il ricavo è maggiore del valore contabile, avremo una plusvalenza, ossia un componente positivo del reddito d’esercizio. Se il ricavo è minore del valore contabile, avremo una minusvalenza, ossia un componente negativo del reddito d’esercizio.

I conti accesi ai beni strumentali, che accolgono in Dare i costi d’acquisto (o i valori di apporto), al momento della vendita accolgono anche le seguenti poste:

  • in Avere il valore del fondo ammortamento, portato in rettifica del costo storico al fine di determinare il valore contabile del bene
  • in Avere il ricavo realizzato con la vendita
  • in Avere la minusvalenza oppure in Dare la plusvalenza

Dopo tali rilevazioni il conto acceso al bene strumentale risulta spento.

(esempio 1) cessione di un bene strumentale (costo originario 21.000 / ammortamento 90% / ricavo di vendita 2.100 + IVA)

Crediti commerciali diversi
2.520
IVA ns/debito
420
Automezzi
21.000

18.900

2.100

Fondo amm.to automezzi
18.900
18.900

 

Poichè il ricavo di vendita al netto dell’IVA (2.100) è pari al valore contabile del bene (21.000 ? 18.900), non si generano plus o minusvalenze.

(esempio 2) cessione di un bene strumentale con plusvalenza (costo originario 11.700 / ammortamento 80% / ricavo di vendita 3.100 + IVA)

Crediti commerciali diversi
3.720
IVA ns/debito
620
Automezzi

11.700

760

9.360

3.100

Fondo amm.to automezzi
9.360
9.360
Plusvalenze diverse
760

 

Poichè il ricavo di vendita al netto dell’IVA (3.100) è superiore al valore contabile del bene (11.700 ? 9.360), si genera una plusvalenza.

(esempio 3) cessione di un bene strumentale con minusvalenza (costo originario 11.700 / ammortamento 80% / ricavo di vendita 2.100 + IVA)

Crediti commerciali diversi
2.520
IVA ns/debito
420
Automezzi

11.700

9.360

2.100

760

Fondo amm.to automezzi
9.360
9.360
Minusvalenze diverse
240

 

Poichè il ricavo di vendita al netto dell’IVA (€ 2.100) è inferiore al valore contabile (€ 11.700 – € 9.360), si genera una minusvalenza.

(esempio 4) permuta di un bene strumentale

La sequenza delle registrazioni contabili è la seguente:

  1. storno del fondo ammortamento del bene e vendita del bene. Si tratta nè più nè meno della cessione di un bene strumentale, con o senza plus o minusvalenze
  2. acquisto del nuovo bene dallo stesso soggetto a cui si è venduto il vecchio bene (vedi l’acquisto di beni strumentali)
  3. regolamento del pagamento (vedi il pagamento dei debiti). Ovviamente, il Dare del conto Debiti verso Fornitori non si pareggerà con l’Avere del conto Denaro in cassa, Banca c/c, eccetera, ma con l’Avere del conto Denaro in cassa, Banca c/c, eccetera + l’Avere del conto Crediti Commerciali Diversi

I quattro esempi sopra riportati riguardano operazioni di vendita di beni strumentali derivanti dalle normali esigenze dell’attività aziendale, perciò le eventuali plus o minusvalenze sono da considerarsi componenti ordinari di reddito. Al contrario, operazioni riguardanti beni strumentali che scaturiscono da eventi straordinari (come la cessione di rami aziendali), oppure operazioni riguardanti beni strumentali che assumono una notevole rilevanza rispetto alla totalità dei beni strumentali utilizzati dall’impresa, o ancora operazioni che riguardano beni non strumentali danno eventualmente origine a componenti straordinari di reddito. Esempi di questo tipo di operazioni sono la dismissione di beni strumentali e la dismissione di beni non strumentali; in questi, e negli altri casi simili, i conti Plusvalenze diverse e Minusvalenze diverse saranno sostituiti dai conti Plusvalenze straordinarie e Minusvalenze straordinarie.

Il regolamento delle fatture di vendita

La riscossione dei crediti può avvenire secondo diverse modalità, specificate in contratto o affidate alla scelta del compratore: denaro contante, rilascio di pagherò, accettazione di tratte, girata di cambiali in portafoglio, assegno bancario o circolare, bonifico bancario, giroconto bancario o postale, e così via.

Il regolamento delle fatture può avvenire in tempi diversi in base a quanto previsto dalle condizioni contrattuali. I contraenti possono stabilire un regolamento anticipato, immediato o per pronta cassa, per contanti (ossia entro breve tempo dal ricevimento della fattura), differito o in forma mista.

La riscossione dei crediti

Il regolamento delle fatture di vendita comporta la diminuzione del credito verso il cliente del bene o del servizio (variazione finanziaria passiva rilevata in Avere nel conto Crediti v/clienti) e un corrispondente aumento di disponibilità liquide o incremento dei crediti per cambiali attive (variazione finanziaria attiva da rilevare in Dare nel conto di volta in volta interessato).

(esempio 1) riscossione di denaro contante

Crediti v/clienti
100
Denaro in cassa
100

 

(esempio 2) ottenimento di pagherò o accettazione di nostre tratte o girata di cambiali attive

Crediti v/clienti
100
Cambiali attive
100
100
Denaro in cassa o Banca c/c
100

 

(esempio 3) ricevimento di assegno bancario

Crediti v/clienti
100
Banca c/c
100

 

(esempio 4) ricevimento di assegno circolare

Assegni
100
100
Denaro in cassa o Banca c/c
100
Crediti v/clienti
100

 

(esempio 5) bonifico bancario

Banca c/c
100
Crediti v/clienti
100

 

(esempio 6) giroconto postale o bancario

Banca c/c o C/c postali
100
Crediti v/clienti
100

 

(esempio 7) emissione di una tratta su un cliente a favore di un fornitore

Debiti v/fornitori
100
Crediti v/clienti
100

 

Gli acconti dai clienti

La riscossione anticipata dei crediti costituisce un’operazione da assoggettare all’IVA limitatamente all’importo riscosso. Il fornitore deve emettere una fattura relativa all’acconto ricevuto comprensiva dell’IVA relativa e una fattura alla consegna della merce comprensiva dell’IVA residua. Contabilmente, il fornitore deve registrare [5]:

[5] Consideriamo una vendita di merci per 4.500 + IVA e consegna a 60 giorni, con un acconto pari a un terzo dell’importo totale regolato tramite assegno bancario. Il saldo è regolato anch’esso tramite assegno bancario

il ricevimento dell’anticipo

Assegni
1.800
Crediti v/clienti
1.800

 

la fattura relativa all’acconto

Clienti c/acconti
1.500
IVA ns/debito
300
Crediti v/clienti
1.800

 

la fattura relativa alla consegna delle merci

Clienti c/acconti
1.500
IVA ns/debito
600
Crediti v/clienti
3.600
Merci c/vendite
4.500

 

la riscossione della fattura a saldo

Assegni
3.600
Crediti v/clienti
3.600

 

Il rinnovo delle cambiali attive

Alla naturale scadenza dell’effetto, qualora il debitore (ossia il compratore) non disponga dei mezzi liquidi necessari per far fronte al pagamento, il creditore (ossia il venditore) può decidere di non avviare le pratiche di protesto e di concedere il rilascio di un nuovo effetto, aumentato di interessi, che sostituisca in tutto o in parte quello appena scaduto.

Consideriamo il rinnovo di una cambiale in scadenza di € 3.580; la nuova cambiale è a 90 giorni con interessi del 6%. Possono presentarsi quattro casi distinti:

(esempio 1) rinnovo totale con interessi riscossi anticipatamente

1] emissione della nota di addebito degli interessi e riscossione in contanti

Crediti v/clienti
52,96
52,96
Denaro in cassa
52,96
Interessi attivi v/clienti
52,96

2] annullamento della vecchia cambiale e ricevimento della nuova cambiale

Cambiali attive
3.580
3.580

3] riscossione alla scadenza della nuova cambiale

Cambiali attive
3.580
Banca c/c
3.580

 

(esempio 2) rinnovo totale con interessi portati in aumento della cambiale

1] emissione della nota di addebito degli interessi

Crediti v/clienti
52,96
Interessi attivi v/cliente
52,96

2] annullamento della vecchia cambiale e ricevimento della nuova cambiale

Crediti v/clienti
52,96
Cambiali attive
3.632,96
3.580

3] riscossione alla scadenza della nuova cambiale

Cambiali attive
3.632,96
Banca c/c
3.632,96

 

(esempio 3) rinnovo parziale con interessi riscossi anticipatamente

1] emissione della nota di addebito degli interessi, riscossione in contanti degli interessi e della parte di effetto non rinnovata, annullamento della vecchia cambiale e ricevimento della nuova cambiale

Crediti v/clienti
25,15
25,15
Cambiali attive
1.700
3.580
Denaro in cassa
1.905,15
Interessi attivi v/clienti
25,15

2] riscossione alla scadenza della nuova cambiale

Cambiali attive
1.700
Banca c/c
1.700

 

(esempio 4) rinnovo parziale con interessi portati in aumento della cambiale

1] emissione della nota di addebito degli interessi

Crediti v/clienti
25,15
Interessi attivi v/clienti
25,15

2] annullamento della vecchia cambiale, riscossione in contanti della parte di effetto non rinnovata, ricevimento della nuova cambiale

Crediti v/clienti
25,15
Cambiali attive
1.725,15
3.580
Denaro in cassa
1.880

3] riscossione alla scadenza della nuova cambiale

Cambiali attive
1.725,15
Banca c/c
1.725,15

 

Insolvenze e difficoltà di riscossione dei crediti

I crediti scaduti e non ancora riscossi non vengono registrati in Dare nei conti Crediti v/clienti o Cambiali attive, bensì girati contabilmente dall’Avere dei conti Crediti v/clienti o Cambiali attive al Dare dei conti Crediti insoluti e Cambiali insolute. Possono presentarsi quattro casi:

(esempio 1) riscossione integrale dei crediti insoluti (interessi attivi = 2% dei crediti)

Crediti v/clienti
1.000
Crediti insoluti
1.000
1.000
Banca c/c
1.020
Interessi attivi v/clienti
20

 

(esempio 2) perdita integrale dei crediti insoluti

Crediti v/clienti
1.000
Crediti insoluti
1.000
1.000
Perdite su crediti
1.000

 

(esempio 3) perdita parziale dei crediti insoluti

Crediti v/clienti
1.000
Crediti insoluti
1.000
1.000
Denaro in cassa
800
Perdite su crediti
200

 

(esempio 4) svalutazione prudenziale dei crediti dubbi

Il valore nominale dei crediti insoluti rimane invariato, poichè essi vengono indirettamente rettificati inserendo la somma che si pensa di non poter riscuotere nei conti finanziari Fondo svalutazione crediti (svalutazione specifica di crediti esattamente individuati) o Fondo rischi su crediti (svalutazione generica dei crediti iscritti in contabilità) e in contropartita nel conto economico Svalutazione crediti:

Crediti v/clienti
1.000
Crediti insoluti
1.000
Fondo svalutazione crediti
500
Svalutazione crediti
500

 

L’anno successivo, alla riscossione parziale del credito, si rileverà l’importo riscosso e si stornerà il fondo di rettifica:

Fondo svalutazione crediti
500
Crediti insoluti
1.000
1.000
Denaro in cassa
500

Autore: Luca Nocera

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10 Commenti

  1. buona sera ma se mi trovo con iva a credito nella riapertura come mi debbo comportare

    Rispondi al Commento
  2. Salve, in caso avessimo “IVA ns. credito” superiore a “IVA ns. debito” come effettuiamo la registrazione della liquidazione Iva in partita doppia sul libro giornale ??? Help please

    Rispondi al Commento
    • Ciao Simone,

      Il totale dell’IVA a credito va chiuso in AVERE
      il totale dell’IVA a debito va chiuso in DARE
      la differenza, se a credito, viene inserita nel conto Erario c/liquidazione IVA in DARE

      Esempio:
      100 euro di iva a credito
      80 di iva a debito

      Iva ns debito DARE 80,00
      Iva ns credito AVERE 100,00
      Erario c/liquidazione IVA DARE 20,00

      Rispondi al Commento
  3. Il conto “fabbricati in corso di costruzione” va chiuso a conto economico ?

    Rispondi al Commento
    • Il valore del conto fabbricati in costruzione andrà girato a fabbricati, all’ultimazione degli stessi. Produrrà costo (ammortamento) dall’inizio dell’utilizzo degli stessi in quanto, solo in quel momento, entreranno nel processo produttivo dell’azienda.

      Rispondi al Commento
  4. Come si imposta la proporzione finale dei ratei e risconti?

    Rispondi al Commento
  5. Buongiorno potrei ricevere una guida per spiegare nella maniera più semplice, se possibile con vari esempi la partita doppia a mio figlio studente di 3 superiore.

    Purtroppo l’insegnante non insegna bene nella classe. Non possiamo farci nulla.
    La materia è importante, economia se non imparano bene la base del dare ed avere non è possibile andare avanti con il programma.
    L’insegnante cambierà a maggio, in quanto dovrà andare in un altro istituto.
    Ecco perché chiedo il vostro appoggio per questa problematica.Grazie e cordiali saluti.Nadia Corti

    Rispondi al Commento
    • Amica cara, grazie per le lusinghe che ci fai ma tutto quello che abbiamo è pubblicato su Studiamo.it
      Ciao

      Rispondi al Commento
    • mi sembra che le pagine siano le piu’ semplici e sarebbe difficile semplificare ancora

      Rispondi al Commento

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