Contabilità generale

Una dispensa sulla contabilità generale

Ratei e risconti (appendice C)

Lo svolgimento dell’attività aziendale dà spesso luogo a operazioni che si prolungano da un esercizio all’altro. In questo caso i costi e i ricavi cui esse danno origine, noti sia nell’importo sia nella scadenza, devono essere ripartiti tra due esercizi in ragione del tempo.

Supponiamo che l’impresa abbia ottenuto un mutuo dalla propria banca per finanziare l’acquisto di un impianto e che debba corrispondere interessi semestrali posticipati in data 1/4 – 1/10.

Osserviamo che il pagamento posticipato degli interessi relativi al periodo 1/10/n – 1/4/n+1 si colloca tra due diversi anni. Ciò significa che in relazione al 31/12/n, data in cui l’impresa procede alla redazione dell’inventario d’esercizio, l’importo degli interessi semestrali può essere diviso in due componenti:

  • una parte già maturata, riferibile all’esercizio n, corrispondente al debito potenzialmente sorto verso la banca per il periodo 1/10/n – 31/12/n, detta rateo (in grigio nell’immagine)
  • una parte non ancora maturata, riferibile all’esercizio n+1, esercizio in cui avverrà il pagamento dell’intera somma dovuta per interessi

Graficamente quanto detto può essere rappresentato con il seguente disegno:

uscite-di-denaro
 

Il rateo è dunque una quota di uscita o di entrata finanziaria futura che misura costi o ricavi già maturati e non ancora rilevati, la cui manifestazione finanziaria avrà luogo in esercizi futuri. In particolare:

  • il rateo è passivo se prevede uscite future, relative a spese e costi non ancora sostenuti. Esso misura componenti negativi di reddito a rilevazione posticipata, già maturati ma non ancora liquidati
  • il rateo è attivo se prevede entrate future, relative a rendite e ricavi non ancora conseguiti. Esso misura componenti positivi di reddito a rilevazione posticipata, già maturati ma non ancora liquidati

Lo schema di rilevazione è il seguente:

schema-di-rilevazione

I ratei rappresentano valori finanziari presunti perchè indicano il credito o il debito potenziale dell’impresa, corrispondente alla quota di ricavo o costo già maturata nell’esercizio in corso, e si calcolano ripartendo l’intero importo del costo o del ricavo tra gli esercizi proporzionalmente al tempo.

Negli esempi che seguono abbiamo impostato il ragionamento di calcolo del rateo tenendo conto del tempo fisico. Tale modalità di calcolo deve essere integrata dal principio contabile riguardante ratei e risconti; in esso viene introdotto il criterio del tempo economico, che ribadisce la necessità di correlare costi e ricavi. Pertanto, quando le prestazioni che originano i costi e i ricavi da ripartire non sono costanti nel tempo, l’importo dei ratei e dei risconti deve riflettere i contenuti economici del fatto amministrativo.

 

Poniamo che in data 1/10 si stipuli il contratto di affitto di un capannone con pagamento di rate semestrali posticipate di € 12.000 e che il capannone di fatto venga utilizzato solo a partire dal mese di novembre. Se si applicasse il criterio del tempo fisico, si determinerebbe un rateo passivo per tre mesi facendo gravare sull’esercizio un costo di € 6.000; è invece corretto applicare il criterio del tempo economico e ripartire il costo sui cinque mesi effettivi di utilizzo, facendo gravare sull’esercizio un costo di € 4.800.

(esempio 1) ratei attivi e passivi

L’impresa ha effettuato le seguenti operazioni: in data 1/11 ha ottenuto un mutuo passivo di € 60.000 su cui maturano interessi semestrali posticipati al tasso del 5,50% annuo; in data 1/10 ha concesso un mutuo attivo di € 7.000 a un cliente che restituirà il prestito in data 1/3 versando anche interessi al tasso del 4,50%.

1] accensione del mutuo passivo

Banca c/c
60.000
Mutui passivi
60.000

 

2] rilevazione del rateo passivo

Ratei passivi
550
Interessi passivi su mutui
550

 

3] accensione del mutuo attivo

Denaro in cassa
7.000
Mutui attivi
7.000

 

4] rilevazione del rateo attivo

Ratei attivi
78,50
Interessi attivi su mutui
78,50

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Durante il periodo amministrativo l’impresa può effettuare pagamenti e riscossioni connessi a costi o ricavi a regolamento anticipato la cui competenza economica interessa più esercizi.

Le rimanenze contabili, note con il nome di risconti, indicano il diritto di utilizzare un bene o un servizio nel tempo (risconto attivo) oppure l’obbligo di far utilizzare un bene o un servizio nel tempo (risconto passivo). Tali rimanenze sono dette contabili in quanto i risconti non hanno una consistenza fisica, ma risultano da documenti che indicano l’esistenza del diritto o dell’obbligo aziendale verso terzi.

Supponiamo che l’impresa abbia preso in affitto un’autorimessa stabilendo il versamento di un affitto trimestrale anticipato alle date 1/2 – 1/5 – 1/8 – 1/11. La sequenza trimestrale delle uscite di denaro può essere così rappresentata:

sequenza-trimestrale

Come si può osservare, il pagamento anticipato del quarto canone (relativo al periodo 1/11/n ? 1/2/n+1) si colloca tra due diversi anni. Ciò significa che in relazione al 31/12/n l’importo del fitto trimestrale può essere suddiviso in due componenti:

  • una parte già maturata, riferibile all’esercizio n, relativa alla parte di costo di competenza dell’anno che si sta chiudendo
  • una parte non ancora maturata, che essendo riferibile all’esercizio n+1 non è di competenza. Tale parte, detta risconto, deve essere stornata e rinviata al futuro

Il risconto è dunque una quota di costo o di ricavo non ancora maturata ma che ha già avuto la sua manifestazione finanziaria. In particolare:

  • il risconto è attivo se riguarda un costo già sostenuto per servizi non ancora utilizzati e di cui usufruire nell’esercizio successivo. È un costo che non fa parte dei componenti di reddito dell’esercizio che si chiude; pertanto è da rinviare al futuro come costo sospeso. Esso entra a far parte degli elementi attivi del patrimonio di funzionamento
  • il risconto è passivo se riguarda un ricavo già conseguito per servizi non ancora prestati e da fornire nell’esercizio successivo. È un ricavo che non fa parte dei componenti di reddito dell’esercizio che si chiude; pertanto è da rinviare al futuro come ricavo sospeso. Esso entra a far parte degli elementi passivi del patrimonio di funzionamento

Lo schema di rilevazione si presenta come segue:

schema-di-rilevazione-2

I risconti sono valori economici perchè rappresentano costi già sostenuti o ricavi già conseguiti. Essi si calcolano ripartendo l’intero importo del costo o del ricavo tra gli esercizi proporzionalmente al tempo.

Anche per i risconti, come per i ratei, può essere necessario abbandonare il criterio del tempo fisico per abbracciare quello del tempo economico.

Poniamo che in data 1/9 si paghi un premio annuo di assicurazione di € 9.000 su un impianto che l’impresa utilizza solo nei mesi invernali, da settembre a febbraio. In questo caso, se si applicasse il criterio del tempo fisico, si determinerebbe un risconto attivo per otto mesi stornando dal risultato economico d’esercizio € 6.000; è invece corretto applicare il criterio del tempo economico e ripartire il costo sui sei mesi effettivi di utilizzo, stornando dall’esercizio un costo pari a € 3.000.

(esempio 1) risconti attivi e passivi

L’impresa ha effettuato le seguenti operazioni: in data 1/4 ha stipulato un’assicurazione contro furto e incendi versando in contanti il premio annuo di € 2.100; in data 10/9 ha stipulato un contratto annuo di affitto di un fabbricato non strumentale ricevendo il versamento anticipato del canone trimestrale di € 900 IVA compresa

1] 1/4 (stipula dell’assicurazione e versamento del premio annuo)

Debiti v/fornitori
2.100
2.100
Denaro in cassa
2.100
Assicurazioni
2.100

 

2] 10/9 (stipula dell’affitto e riscossione di una rata trimestrale)

Crediti commerciali diversi
1.080
1.080
IVA ns/debito
180
Banca c/c
1.080
Fitti attivi
900

 

3] 10/12 (riscossione di una rata trimestrale)

Crediti commerciali diversi
1.080
1.080
IVA ns/debito
180
Banca c/c
1.080
Fitti attivi
900

 

4] 31/12 (rilevazione dei risconti attivi e passivi)

Fitti attivi
700
Risconti passivi
700
Assicurazioni
517,81
Risconti attivi
517,81

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RATEI E RISCONTI
Ratei
Risconti
Sono valori finanziari presuntiSono crediti o debiti potenzialiMisurano quote di costi o ricavi già maturatiVariano in base al tempoHanno lo stesso segno della grandezza cui si riferiscono (il rateo relativo a un interesse attivo è un rateo attivo; il rateo relativo a un interesse passivo è un rateo passivo)Sono valori di integrazione Sono valori economici e costituiscono delle rimanenze contabiliSono crediti o debiti per servizi ancora da ricevere o da prestareRiguardano quote di costi o ricavi non ancora maturatiVariano in base al tempoHanno segno contrario a quello della grandezza a cui si riferiscono (il risconto relativo a un fitto attivo è un risconto passivo; il risconto relativo a un fitto passivo è un risconto attivo)Sono valori di rettifica

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I risconti attivi e passivi esistenti all’inizio del periodo amministrativo rappresentano costi e ricavi sospesi dall’esercizio precedente che diventano componenti di reddito del nuovo esercizio. I risconti devono perciò essere girati ai conti specifici (Interessi passivi, Interessi attivi, Fitti passivi, Fitti attivi…) a cui si riferiscono. In tal modo i conti accesi ai risconti iniziali risultano spenti, mentre nei conti economici di reddito accesi ai costi e ricavi d’esercizio appaiono gli importi rinviati dall’esercizio precedente a quello in corso.

(esempio 1) risconti attivi iniziali

1] 31/12/n (chiusura del conto Risconti attivi)

Risconti attivi
5.000
Bilancio di chiusura
5.000

 

2] 1/1/n+1 (apertura del conto Risconti attivi e giro al conto specifico)

Risconti attivi
5.000
5.000
Bilancio di apertura
5.000
Fitti passivi
5.000

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I ratei attivi e passivi iniziali misurano componenti di reddito che non sono di competenza del nuovo esercizio e che pertanto devono essere stornati per non farli più incidere sulla determinazione del risultato economico. I ratei iniziali possono essere stornati subito dopo la riapertura dei conti oppure al momento della manifestazione finanziaria delle operazioni cui si riferiscono; la differenza risiede nel fatto che con la prima procedura i conti accesi alle variazioni d’esercizio interessati dai ratei iniziali funzionano come conti bilaterali (e dunque i ratei iniziali stessi sono considerati rettifiche di costi o ricavi), mentre con la seconda procedura tali conti funzionano come conti unilaterali (e dunque i ratei iniziali stessi non sono considerati rettifiche di costi o ricavi).

(esempio 1) storno immediato dei ratei iniziali

1] 31/12/n (chiusura del conto Ratei passivi)

Ratei passivi
1.000
Bilancio di chiusura
1.000

 

2] 1/1/n+1 (apertura del conto Ratei passivi e giro al conto specifico)

Ratei passivi
1.000
1.000
Bilancio di apertura
1.000
Interessi passivi su mutui
1.000

 

3] 1/3/n+1 (pagamento degli interessi)

Interessi passivi su mutui
1.500
Denaro in cassa
1.500

 

(esempio 2) storno non immediato dei ratei iniziali

1] 31/12/n (chiusura del conto Ratei passivi)

Ratei passivi
1.000
Bilancio di chiusura
1.000

 

2] 1/1/n+1 (apertura del conto Ratei passivi)

Ratei passivi
1.000
Bilancio di apertura
1.000

 

3] 1/3/n+1 (pagamento degli interessi)

Interessi passivi su mutui
500
Denaro in cassa
1.500
Ratei passivi
1.000

 

Argomento correlato: Ratei e Risconti senza segreti

Autore: Luca Nocera

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10 Commenti

  1. buona sera ma se mi trovo con iva a credito nella riapertura come mi debbo comportare

    Rispondi al Commento
  2. Salve, in caso avessimo “IVA ns. credito” superiore a “IVA ns. debito” come effettuiamo la registrazione della liquidazione Iva in partita doppia sul libro giornale ??? Help please

    Rispondi al Commento
    • Ciao Simone,

      Il totale dell’IVA a credito va chiuso in AVERE
      il totale dell’IVA a debito va chiuso in DARE
      la differenza, se a credito, viene inserita nel conto Erario c/liquidazione IVA in DARE

      Esempio:
      100 euro di iva a credito
      80 di iva a debito

      Iva ns debito DARE 80,00
      Iva ns credito AVERE 100,00
      Erario c/liquidazione IVA DARE 20,00

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  3. Il conto “fabbricati in corso di costruzione” va chiuso a conto economico ?

    Rispondi al Commento
    • Il valore del conto fabbricati in costruzione andrà girato a fabbricati, all’ultimazione degli stessi. Produrrà costo (ammortamento) dall’inizio dell’utilizzo degli stessi in quanto, solo in quel momento, entreranno nel processo produttivo dell’azienda.

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  4. Come si imposta la proporzione finale dei ratei e risconti?

    Rispondi al Commento
  5. Buongiorno potrei ricevere una guida per spiegare nella maniera più semplice, se possibile con vari esempi la partita doppia a mio figlio studente di 3 superiore.

    Purtroppo l’insegnante non insegna bene nella classe. Non possiamo farci nulla.
    La materia è importante, economia se non imparano bene la base del dare ed avere non è possibile andare avanti con il programma.
    L’insegnante cambierà a maggio, in quanto dovrà andare in un altro istituto.
    Ecco perché chiedo il vostro appoggio per questa problematica.Grazie e cordiali saluti.Nadia Corti

    Rispondi al Commento
    • Amica cara, grazie per le lusinghe che ci fai ma tutto quello che abbiamo è pubblicato su Studiamo.it
      Ciao

      Rispondi al Commento
    • mi sembra che le pagine siano le piu’ semplici e sarebbe difficile semplificare ancora

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