Contabilità generale

Una dispensa sulla contabilità generale

La costituzione dell'azienda

La fase della costituzione

La fase di costituzione rappresenta il momento della nascita dell’attività d’impresa per iniziativa del soggetto aziendale. Tale fase è caratterizzata dalla presenza di numerosi problemi giuridico-burocratici. Inoltre il soggetto aziendale deve affrontare una lunga serie di problemi organizzativi.

Gli apporti iniziali

Il patrimonio di costituzione è il patrimonio netto esistente alla nascita dell’azienda, i cui elementi sono rappresentati dagli apporti effettuati dal proprietario (in caso di azienda individuale) o dai soci (in caso di azienda collettiva).

Gli apporti possono riguardare:

  • denaro, assegni bancari o circolari, disponibilità liquide fatte affluire sul c/c intestato all’azienda, valori bollati (marche da bollo, francobolli…) e altri valori (traveller’s cheques, tickets…)
  • beni in natura:
    • apporti in natura disgiunti (beni tra loro non legati da vincoli di complementarietà economica, la cui funzionalità e il cui valore sono autonomi e autonomamente determinabili)
    • apporti in natura congiunti (conferimenti o acquisti di aziende già funzionanti o di rami aziendali, vale a dire di beni legati da rapporti di funzionalità e complementarietà, il cui utilizzo e la cui valutazione non possono prescindere dagli altri beni). Un’azienda già funzionante costituisce un complesso economico che dispone di un nome già noto sul mercato, di un’organizzazione già collaudata, di personale già addestrato ed esperto, di una clientela reale e potenziale, di rapporti commerciali già avviati con i fornitori e di altri vantaggi acquisiti, che sommati prendono il nome di avviamento. È altresì possibile che l’avviamento sia negativo, qualora le qualità che ne fanno parte siano negative per l’impresa in oggetto. L’avviamento, o meglio il suo valore, aumenta o diminuisce il valore complessivo dell’azienda rispetto a un’azienda identica ma di nuova costituzione, così come il valore complessivo dei beni che costituiscono l’azienda rispetto alla somma dei valori degli stessi beni singolarmente considerati

La costituzione di un’impresa comporta la redazione dell’inventario di costituzione e la valutazione degli elementi apportati. La valutazione di un bene sintetizza le caratteristiche qualitative e quantitative del bene stesso in un’espressione monetaria. È inoltre un processo soggettivo, poichè tempo, luogo, scopo e soggetto che effettua la valutazione influiscono sul valore attribuito al bene.

Nel redigere l’inventario di costituzione si applicano generalmente:

  • il criterio del valore nominale al denaro, ai fondi in c/c bancario o postale e ai debiti accollati all’azienda
  • il criterio del presunto valore di realizzo ai crediti ceduti all’azienda
  • il criterio del costo di riproduzione o di riacquisto alle merci, agli automezzi, ai fabbricati, ai terreni, agli impianti apportati…
  • il criterio della capitalizzazione del reddito a un complesso aziendale funzionante. Tale criterio è applicato anche per la valutazione delle rendite, di cui si calcola il valore attuale

L’inventario di costituzione mette in evidenza il patrimonio di costituzione, ossia l’insieme di beni e di elementi materiali e immateriali di cui dispone l’azienda all’inizio della propria attività. La determinazione del patrimonio di costituzione è:

  • obbligatoria (il patrimonio netto deve essere annotato nel libro degli inventari, di cui rappresenta la scrittura iniziale)
  • necessaria (rappresenta il dato di riferimento per calcolare l’utile o la perdita del primo anno di gestione)
  • significativa (evidenzia ai terzi il capitale proprio dell’azienda)

Dopo la redazione dell’inventario di costituzione, si avvia la tenuta della contabilità generale provvedendo a:

  • la scelta degli strumenti, dei supporti, delle procedure, delle risorse da adibire a questo aspetto dell’attività amministrativa
  • la numerazione progressiva delle pagine del libro giornale e del libro degli inventari prima della messa in uso
  • la predisposizione del piano dei conti
  • l’intestazione dei conti di mastro e degli eventuali sottoconti

Gli apporti di disponibilità liquide

(esempio 1) apporto di denaro contante per 5.000

Denaro in cassa
5.000
Patrimonio netto
5.000

(nel caso di un apporto diretto di denaro in un c/c bancario o postale, cambia solo il conto finanziario utilizzato [Banca c/c oppure C/c postali al posto di Denaro in cassa])

(esempio 2) apporto di assegni per 5.000 + versamento degli assegni su c/c bancario

Assegni
5.000
5.000
Patrimonio netto
5.000
Banca c/c
5.000

 

Gli apporti in natura disgiunti

(esempio 1) apporto di un automezzo per 10.000 e di un fabbricato per 50.000

Fabbricati
50.000
Automezzi

10.000

Patrimonio netto
60.000

 

Gli apporti in natura congiunti

Sia l’apporto di un’azienda da parte di un socio o del titolare che l’acquisto di un’azienda da terzi sono considerati apporti in natura congiunti. Consideriamo il caso dell’acquisto di un’azienda: dando per scontata la presenza dei fondi necessari all’acquisto (perchè apportati secondo una o più delle modalità viste in precedenza), l’operazione consisterà nell’annotare l’apporto delle attività e delle passività trasferite dal venditore al compratore, il prezzo di vendita, il pagamento del prezzo concordato e altre operazioni eventuali (come ad esempio il giro delle merci trasferite al compratore da un conto economico acceso ai costi sospesi a un conto economico d’esercizio).

 

1] annotazione di passività e attività e del prezzo di vendita (il valore dell’avviamento si ottiene in questo modo: [prezzo di vendita – attività + passività])

Fabbricati
99.000
Impianti e macchinari
19.500
Arredamento
8.250
Merci
20.900
Avviamento
19.200
Crediti v/clienti
27.500
Debiti v/fornitori
11.750
Cambiali passive
6.600
Clienti c/cessione
176.000

2] registrazione del pagamento

Banca c/c
176.000
Clienti c/cessione
176.000

3] giro delle merci

Merci
20.900
Merci c/apporti
20.900

 

I costi di impianto e i crediti per cauzioni

La costituzione aziendale comporta il sostenimento di alcuni costi a utilità pluriennale che riguardano gli obblighi di registrazione, gli onorari per prestazioni professionali, le indagini di mercato e tutti gli oneri connessi alla costituzione. Tali oneri si rilevano nel conto Costi di impianto (conto economico di reddito acceso ai costi pluriennali), che fa parte delle immobilizzazioni immateriali, e come tali sono soggetti al procedimento di ammortamento.

L’avvio dell’azienda comporta anche la stipula di contratti riguardanti i servizi telefonici, l’erogazione dell’acqua e dell’energia elettrica, e così via. Tali contratti comportano di norma il deposito di cauzioni in denaro, che costituiscono dei crediti dell’azienda verso gli enti depositari e che sono rilevate nel conto Crediti per cauzioni (conto finanziario acceso ai crediti).

(esempio 1) sostenimento di costi di impianto esclusi dall’IVA per 295 con deposito di una cauzione per 190

Costi di impianto
295
Denaro in cassa
295190
Crediti per cauzioni
190

 

(esempio 2) sostenimento di costi di impianto soggetti a IVA

1] l’impresa riceve una fattura dal proprio commercialista relativa alle pratiche di costituzione aziendale:

FATTURA
Assistenza pratiche costituzione
460,00
Contributo previdenza 2%
9,20
———–
469,20
IVA 20%
93,84
Spese sostenute
105,00
———–
Totale a debito
668,04

 

Poichè si tratta di una prestazione di un professionista, è necessario calcolare la ritenuta d’acconto (20% di 460 = 92). Tale cifra viene stornata dal totale a debito, e il risultato è la somma che il professionista percepirà dal cliente (668,04 – 92 = 576,04).

Il cliente in un secondo momento verserà la ritenuta tramite modello F24, mentre il professionista la dedurrà dal totale dei redditi percepiti in fase di dichiarazione fiscale.

I costi di impianto si calcolano sommando i singoli costi addebitati al netto delle imposte

(costi di impianto = 460 + 9,20 + 105 = 574,20).

Costi di impianto
574,20
IVA ns/credito
93,84
Debiti v/fornitori
668,04

2] l’impresa provvede al pagamento della fattura tramite banca, al netto della ritenuta d’acconto

Debiti per ritenute da versare
92,00
Banca c/c
576,04
Debiti v/fornitori
668,04

3] l’impresa versa all’Erario la ritenuta

Debiti per ritenute da versare
92
Banca c/c
92

Autore: Luca Nocera

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10 Commenti

  1. buona sera ma se mi trovo con iva a credito nella riapertura come mi debbo comportare

    Rispondi al Commento
  2. Salve, in caso avessimo “IVA ns. credito” superiore a “IVA ns. debito” come effettuiamo la registrazione della liquidazione Iva in partita doppia sul libro giornale ??? Help please

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    • Ciao Simone,

      Il totale dell’IVA a credito va chiuso in AVERE
      il totale dell’IVA a debito va chiuso in DARE
      la differenza, se a credito, viene inserita nel conto Erario c/liquidazione IVA in DARE

      Esempio:
      100 euro di iva a credito
      80 di iva a debito

      Iva ns debito DARE 80,00
      Iva ns credito AVERE 100,00
      Erario c/liquidazione IVA DARE 20,00

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  3. Il conto “fabbricati in corso di costruzione” va chiuso a conto economico ?

    Rispondi al Commento
    • Il valore del conto fabbricati in costruzione andrà girato a fabbricati, all’ultimazione degli stessi. Produrrà costo (ammortamento) dall’inizio dell’utilizzo degli stessi in quanto, solo in quel momento, entreranno nel processo produttivo dell’azienda.

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  4. Come si imposta la proporzione finale dei ratei e risconti?

    Rispondi al Commento
  5. Buongiorno potrei ricevere una guida per spiegare nella maniera più semplice, se possibile con vari esempi la partita doppia a mio figlio studente di 3 superiore.

    Purtroppo l’insegnante non insegna bene nella classe. Non possiamo farci nulla.
    La materia è importante, economia se non imparano bene la base del dare ed avere non è possibile andare avanti con il programma.
    L’insegnante cambierà a maggio, in quanto dovrà andare in un altro istituto.
    Ecco perché chiedo il vostro appoggio per questa problematica.Grazie e cordiali saluti.Nadia Corti

    Rispondi al Commento
    • Amica cara, grazie per le lusinghe che ci fai ma tutto quello che abbiamo è pubblicato su Studiamo.it
      Ciao

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    • mi sembra che le pagine siano le piu’ semplici e sarebbe difficile semplificare ancora

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