Corso di Economia Politica

Un corso completo e facile di economia politica

Moneta e moltiplicatore monetario

MACROECONOMIA (lezione n. 10)

In questa lezione si vedranno le caratteristiche della Domanda e dell’Offerta di moneta, compreso l’importante meccanismo del “moltiplicatore monetario” in grado di amplificare gli interventi di Politica Monetaria (PM)

Si studieranno pure, conseguentemente, le modalità con cui gli impulsi di PM si trasmettono a tutto il sistema economico

 

Definizione di moneta

La moneta (M) ha molteplici funzioni:

1) Unità di conto, perché è il metro di misura del valore dei beni

2) Riserva di valore, perché permette di conservare e trasferire nel tempo la ricchezza

3) Mezzo di pagamento, perché è utilizzata come strumento di intermediazione negli scambi

Quest’ultima funzione è sicuramente la più importante e qualificante.

 

Da un punto di vista economico la M svolge un compito fondamentale, perché la Moneta, essendo utilizzata in tutti i mercati del sistema, permette il collegamento dell’intero circuito economico e di conseguenza ha l’imprescindibile ruolo di mezzo di trasmissione degli impulsi di Politica Monetaria (PM). Infatti, è attraverso l’offerta di M che la Banca Centrale (BC) attua le sue politiche monetarie espansive o restrittive.

Un modello di circuito monetario, con il quale si trasmettono al sistema economico gli impulsi di PM, è il seguente:

  lez10-1 

La moneta è così fondamentale in economia politica che alcune scuole di pensiero hanno incentrato la loro visione economica proprio sulla moneta, come i monetaristi (v. lezione 13).

Passiamo ora alla definizione (anzi, alle definizioni) di moneta.

Un primo importante concetto è quello di base monetaria. Esso è essenziale per comprendere, nel successivo paragrafo, l’intervento della Banca Centrale nel sistema economico.

La base monetaria (BM) è uguale alla somma della moneta in circolazione più la moneta utilizzata dalle banche come riserva, per far fronte ai prelevamenti dei depositanti.

BM = circolante + riserve bancarie

Ora passiamo alle definizioni statistiche dell’offerta di moneta in Italia.

L’offerta di moneta, cioè lo stock di moneta in Italia, è misurabile mediante l’utilizzo di 3 grandezze:

  • M1 = circolante + C/C. Oltre alla moneta in circolazione, l’offerta di moneta M1 comprende tutti i C/C bancari e postali.
  • M2 = M1 + DR + CD. Essa identifica lo stock di moneta aggiungendo alla componente M1 i depositi a risparmio (DR) ed i certificati di deposito (CD) bancari e postali.
  • M3 = M2 + titoli pubblici a breve termine (p. es. BOT). La liquidità (M3) è definita (nel rispetto di un’armonizzazione comunitaria) aggiungendo a M2 i titoli pubblici a breve, come i BOT, che sono quindi anch’essi considerati mezzo di pagamento.

E’ da notare che qualsiasi aggregato si utilizzi per definire lo stock di moneta esistente, esso non può prescindere dall’esistenza del sistema bancario, per la presenza di C/C e DR.

 

Il moltiplicatore monetario

Abbiamo detto che la Banca Centrale influenza l’economia di un paese, attraverso l’attuazione della Politica Monetaria, la quale può essere espansiva (e quindi: + PIL, + occupazione, + consumi, ma anche + inflazione) o restrittiva (e quindi: – PIL, – occupazione, – consumi, ma anche – inflazione).

Vedremo adesso come si attua, in concreto, questa Politica Monetaria ed il ruolo fondamentale che svolge il sistema bancario per trasferire nel sistema gli impulsi monetari provenienti dalla Banca Centrale.

In particolare, vedremo che il sistema bancario amplifica la portata della Politica Monetaria attuata, perché moltiplica la quantità di moneta emessa o eliminata dalla Banca Centrale.

Innanzitutto diciamo che la Banca Centrale ad avere competenza in materia è attualmente quella europea (la BCE). Essa ha vari strumenti per aumentare o diminuire lo stock di moneta del sistema economico:

  • la manovra del TUR (Tasso Ufficiale di Riferimento, erede del vecchio saggio ufficiale di sconto utilizzato per il risconto di portafoglio alle banche)
  • le operazioni su iniziativa delle controparti
  • la variazione della riserva obbligatoria
  • le operazioni di mercato aperto (cioè in Borsa)

Di questi strumenti, il primo (il TUR) ha un certo potere di “messaggio” agli operatori circa l’andamento dell’economia, il secondo (le operazioni su iniziativa delle controparti) non è di grande rilievo quantitativo ed il terzo (la variazione della riserva obbligatoria) non è più realizzato da molti anni ed esiste solo sui libri di economia.

Sono solo le operazioni di mercato aperto a costituire il vero mezzo attraverso cui la Banca Centrale svolge il suo compito di soggetto decisionale di Politica Monetaria.

Con le operazioni di mercato aperto la Banca Centrale acquista o vende titoli di Stato nel mercato aperto (cioè in Borsa), in modo da aumentare (quando acquista) lo stock di moneta o diminuire (quando vende) l’offerta di moneta.

Ciò è evidente se si pensa che, acquistando titoli, la Banca Centrale immette moneta in circolazione (la moneta corrispondente al prezzo dei titoli acquistati), mentre, vendendo titoli, rastrella la moneta in circolazione (che è sostituita dai titoli comprati dagli operatori di Borsa).

Questa iniziale variazione della Base Monetaria è già essa stessa una variazione di M2, ma non finisce qui, perché, alla fine del processo, M2 varia molto di più della variazione iniziale di Base Monetaria, conseguenza, quest’ultima, dell’operazione in Borsa della Banca Centrale.

Infatti, ipotizzando un aumento di Base Monetaria, la nuova moneta in circolazione è in parte depositata in banca dagli operatori che l’hanno incassata, sotto forma di C/C o DR. Le banche che ricevono questi depositi non terranno immobilizzati tutti i soldi versati, ma li utilizzeranno per concedere prestiti e finanziamenti. A loro volta, i beneficiari dei finanziamenti faranno dei pagamenti con i fondi ottenuti in prestito e questi fondi saranno depositati, in parte, presso le banche di cui i prenditori delle somme sono clienti. Queste ultime banche utilizzeranno, di nuovo, le somme versate sui depositi dai loro clienti per fare altri prestiti e così via.

Il processo appena descritto prende il nome di moltiplicatore monetario, perché, attraverso le banche, la quantità di moneta di un paese aumenta molto di più dell’iniziale aumento di Base Monetaria, operato dalla Banca Centrale.

Lo stesso avviene in caso di diminuzione di Base Monetaria (vendita di titoli in Borsa): lo stock di M2 diminuisce molto di più dell’originaria diminuzione di Base Monetaria.

Il moltiplicatore monetario è influenzato da 2 valori:

  • Moneta, che il pubblico detiene liquida e non versa in banca
  • Riserve bancarie, cioè la moneta che la banca detiene per far fronte ai prelevamenti dei depositanti e che, quindi, non è data in prestito. Esse si distinguono in 2 componenti: – riserva obbligatoria, che le banche devono detenere per legge, in percentuale dei depositi; – riserva libera o facoltativa, che è l’ulteriore riserva che le banche preferiscono detenere per evitare spiacevoli sorprese, quali le richieste di rimborso dei depositi per importi ingenti

Se indichiamo con RB la % di riserva obbligatoria, con RL la % di riserva libera e con C (=circolante/depositi) la % di moneta detenuta dalla collettività in forma liquida rispetto alla moneta depositata, avremo la seguente formula del moltiplicatore monetario (MP):

MP = (100 + C) / (RB + RL + C)

Per cui:

variazione stock di M = variazione Base Monetaria x MP

Esempio: se C=20, RB=10, RL=5

Una diminuzione di BM di 100 milioni (vendita di titoli in Borsa da parte della BC) comporterebbe una restrizione della Moneta nel paese di circa 343 milioni = 100 milioni x 3,43 (moltiplicatore).

L’amplificazione operata dal moltiplicatore monetario ci fa capire quanto sia importante l’attuazione di un’adeguata Politica Monetaria, in un senso o nell’altro.

Prima di concludere, un’ultima considerazione.

La politica della Banca Centrale, oltre ad essere decisiva per la Politica Monetaria di un paese, può avere riflessi anche sulla Politica Fiscale (PF) attuata dal governo centrale.

Infatti, il disavanzo o deficit pubblico, che è dato dalla differenza positiva fra le Spese e le Entrate dello Stato, può essere finanziato in 2 modi:

  • attraverso l’emissione di titoli del debito pubblico (BOT), ma in questo modo aumenta il debito dello Stato verso i cittadini, misurato appunto dalla quantità di debito pubblico, cioè di titoli da rimborsare più gli interessi (il debito pubblico è generalmente misurato, non in assoluto, ma in percentuale sul PIL)
  • attraverso l’emissione di moneta, con la quale la Banca Centrale finanzia il disavanzo dello Stato

E’ chiaro che in quest’ultimo caso ci sono evidenti conseguenze sul sistema economico, in termini di trasmissione degli impulsi monetari, accentuati dal moltiplicatore.

 

Mercato della Moneta e Investimenti

Vedremo, nella prossima lezione, in quale modo la Politica Monetaria della Banca Centrale è utilizzata per indirizzare l’economia di un paese verso l’espansione o verso il contenimento (in quest’ultimo caso, generalmente, per problemi legati all’inflazione).

Ma già adesso ci deve essere chiaro che il passaggio degli stimoli di politica economica, dal mercato monetario al mercato reale (produzione, prezzi, ecc…), avviene attraverso gli investimenti (cioè la domanda di beni destinati alla produzione, come le macchine).

Vediamo perché.

Prendiamo la figura seguente, raffigurante l’equilibrio nel mercato della moneta, con il valore d’equilibrio del tasso d’interesse i*, corrispondente al punto E.

lez10-2
 

Nella figura l’offerta di M* è rigida (asse verticale) ed è stabilita dalla Banca d’Italia.

Quest’ultima può variare la quantità di moneta offerta, modificando la Base Monetaria, p.es. con un’operazione di mercato aperto, instaurando cioè il processo visto nel paragrafo precedente.

Il risultato di un aumento della BM, potrebbe essere, per ipotesi, la quantità offerta M, più grande della precedente, dove il nuovo stock di moneta è il risultato dell’azione del moltiplicatore monetario. Pertanto, la maggiore offerta di moneta determina una riduzione del tasso (da i* a i’, corrispondente al nuovo punto di equilibrio E’).

Invece, la domanda di moneta proveniente dalla collettività richiede qualche spiegazione.

Secondo la teoria economica la domanda di moneta di un individuo è la risultante di 3 motivazioni:

  • Domanda transazionale. E’ la domanda di moneta legata alla necessità di avere una certa liquidità per compiere le normali transazioni quotidiane, cioè gli acquisti desiderati. Essa è direttamente proporzionale al reddito, perché è plausibile ipotizzare che l’aumento del reddito disponibile comporti una maggiore spesa in beni di consumo. Per cui Dm = k(reddito), dove Dm è la domanda transazionale e k è una costante positiva.
  • Domanda precauzionale. E’ la domanda di moneta legata agli acquisti eccezionali, che potrebbero sorgere all’improvviso ed inaspettatamente. Anch’essa è legata in maniera diretta al reddito.
  • Domanda speculativa. Questa è la domanda di moneta dovuta alla necessità di detenere sempre in portafoglio una certa somma, da utilizzare qualora diventi appetibile acquistare un titolo particolarmente fruttifero d’interessi. In altre parole, s’ipotizza che un individuo medio detenga una somma di denaro sempre pronta ad essere investita in speculazioni, nel caso in cui l’interesse di un titolo di credito diventi vantaggioso. In questo movente la domanda di moneta è in relazione inversa col tasso d’interesse (i), perché maggiore è il tasso d’interesse, maggiore sarà l’acquisto speculativo di titoli e, di conseguenza, minore sarà la liquidità tenuta in tasca (la domanda speculativa di moneta). In formula matematica: Ds = – k(i), cioè la domanda speculativa Ds è inversamente proporzionale al tasso d’interesse (i), che rappresenta per la persona un costo-opportunità.

Ora è più comprensibile il motivo per cui, nella figura precedente, abbiamo disegnato la domanda di moneta del sistema economico con un’inclinazione negativa rispetto al tasso d’interesse (i). Infatti, più è alto il tasso d’interesse e minore è la domanda speculativa di moneta, cioè la liquidità detenuta per fini di investimento finanziario, in quanto gli individui preferiranno acquistare titoli piuttosto che tenere denaro liquido in portafoglio. Viceversa, per bassi livelli di (i), c’è una grossa liquidità nel sistema, perché sono tutti in attesa di futuri rialzi appetitosi del tasso d’interesse.

Ma ora si comprende anche il motivo per cui la domanda di moneta si muove come evidenziato in figura:

 lez10-3 

L’aumento della domanda è dovuto ad un aumento del reddito, che sposta la domanda di moneta transazionale e precauzionale verso l’alto, determinando un valore d’equilibrio di (i), maggiore del precedente.

Come fanno questi spostamenti del tasso d’interesse d’equilibrio nel mercato monetario ad influenzare il mercato reale dei beni?

Attraverso la domanda d’investimento in beni capitali, in beni cioè destinati a produrre altri beni, come le macchine.

 lez10-4 

La domanda di investimenti in beni capitali è funzione inversa del tasso d’interesse, perché più è alto (i) e più è oneroso prendere dei finanziamenti per acquistare le macchine necessarie alla produzione. Viceversa, più è basso (i) e più è vantaggioso prendere finanziamenti da utilizzare per gli investimenti nella produzione.

Quindi, se (i) si alza, gli investimenti diminuiscono, in quanto gli imprenditori evitano di chiedere finanziamenti il cui interesse (i) è troppo gravoso. Se (i) si abbassa, gli investimenti aumentano, in quanto per un tasso (i) basso diventa conveniente chiedere finanziamenti alle banche, finalizzati all’acquisto dei beni produttivi aziendali.

Come vedremo, la domanda di investimenti è una delle componenti della domanda aggregata di beni, per cui la Politica Monetaria agisce sulla produzione e su tutte le altre variabili del sistema economico (prezzi, occupazione, inflazione, ecc…) attraverso la variazione degli investimenti programmati dalle imprese.

Rispetto a queste considerazioni fa eccezione la situazione chiamata da Keynes trappola della liquidità, evidenziata in figura dalla parte orizzontale (e parallela all’asse delle ascisse) della domanda di investimenti.

Secondo l’economista inglese, quando il tasso di interesse (i) è eccessivamente basso salta la relazione inversa tra Investimenti e tasso. Pertanto, il livello di investimenti deciso dagli operatori diventa insensibile alle variazioni di (i) e, quindi, qualsiasi manovra di PM è inefficace, non trovando riscontro in risultati concreti. A parere di alcuni osservatori, la trappola della liquidità è esattamente la situazione in cui si trova l’economia mondiale dal 2011 circa, a seguito della lunga crisi economica che sta devastando Europa e America.

Per concludere, una sintesi delle possibili politiche monetarie attuabili dalla Banca Centrale.

 

Politica monetaria espansiva

E’ attuata quando si vuole rilanciare l’economia. I passaggi sono i seguenti:

1)      acquisto di titoli in borsa

2)      aumento della BM

3)      aumento dello stock di Moneta nel sistema, per effetto del moltiplicatore monetario

4)      diminuzione del tasso d’interesse

5)      conseguente aumento degli investimenti delle imprese in beni capitali

6)      aumento del reddito, dell’occupazione, ma forse anche dei prezzi (inflazione)

 

Politica monetaria restrittiva

E’ attuata in genere quando si vuole raffreddare l’economia per paura di spinte inflazionistiche. Le fasi sono le seguenti:

1)      vendita di titoli nel mercato aperto

2)      diminuzione della BM

3)      diminuzione dell’offerta di Moneta nel sistema, ad opera del moltiplicatore monetario

4)      aumento del tasso d’interesse

5)      conseguente diminuzione degli investimenti

6)      diminuzione del PIL (produzione), dell’occupazione e (forse) dell’inflazione

E’, infine, importante ricordare che questi effetti potrebbero essere controbilanciati da modificazioni della domanda di moneta (per variazioni del reddito), le quali possono aumentare il tasso d’interesse se la domanda di moneta aumenta, oppure diminuirlo se la domanda di moneta si riduce.

Autore: Steve Round

Condividi questo articolo su

13 Commenti

  1. DA UNA VISUALIZZATA VELOCE SEMBRA INVITANTE ALLO STUDIO

    Rispondi al Commento
  2. Non si può non lasciare un commento per un lavoro così sublime..!
    Alcuni concetti sono espressi meglio qui che su molti testi universitari

    Complimenti davvero, PERFETTO!

    Rispondi al Commento
  3. Sembra scritto da un extraterrestre per come è ben fatto.
    Complimenti!!!
    Di solito non lascio commenti…ma in questo caso faccio ben volentieri un’eccezione.
    Complimenti ancora!!!

    Rispondi al Commento
  4. A dir poco spettacolari, sono rimasta inebriata dai suoi appunti mozzafiato. Davvero notevole la sua intelligenza e mi ha colpito molto personalmente i suoi ragionamenti davvero fondati nel profondo dell’anima. D’ora in poi le starò col fiato sul collo, perlusterò tutti gli articoli a tappeto.
    Diventerò un suo grande fan a manetta.

    Rispondi al Commento
  5. I migliori appunti che una mente umana abbia mai potuto concepire. In poche parole, potrebbero semplicemente cambiarvi la vita! Marx avrebbe detto di questi autori: ‘se avessi avuto metà del loro talento, sarei diventato uno degli economisti piu importanti della storia’. Non ci riuscirà……mai.

    Rispondi al Commento
  6. Veramente chiaro ed esauriente. Nessun libro di testo universitario contiene una trattazione così ben fatta. Complimenti.

    Rispondi al Commento
  7. Queste sono le migliori spiegazioni di economia politica reperibili su Internet.

    Rispondi al Commento
  8. Una lezione davvero molto chiara e senza lungaggini inutili che nn permettono di capire. Ottimo.

    Rispondi al Commento

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.