Euro digitale: cosa cambierà per privati e imprese
Vediamo cos’è e come funziona l’euro digitale, la moneta che la BCE sta valutando di emettere

da | 17 Mar 2026 | Economia politica | 0 commenti

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di euro digitale, un progetto che potrebbe trasformare il modo in cui utilizziamo il denaro.

L’iniziativa è allo studio della European Central Bank e rappresenta la risposta europea ai grandi cambiamenti che stanno interessando il sistema dei pagamenti: la diffusione dei pagamenti elettronici, l’emergere delle criptovalute e la crescente digitalizzazione dell’economia.

Ma cos’è davvero l’euro digitale? E soprattutto: cosa cambierebbe nella vita quotidiana dei cittadini?

L’euro digitale sarebbe una moneta elettronica emessa direttamente dalla banca centrale, cioè dalla European Central Bank.

In pratica, se oggi abbiamo banconote emesse dalla banca centrale, con l’euro digitale avremmo la versione digitale ufficiale delle stesse banconote.

Non si tratterebbe quindi di una nuova valuta, ma semplicemente di un’altra forma dell’euro, utilizzabile attraverso strumenti elettronici.

Diciamo subito una cosa importante: l’euro digitale non è una criptovaluta

Un errore molto diffuso è infatti confondere l’euro digitale con le criptovalute.

La differenza è fondamentale.

Le criptovalute come Bitcoin sono monete decentralizzate, che non dipendono da una banca centrale e il cui valore può oscillare molto (anche se adesso esistono gli stablecoin, che sono agganciati a depositi bancari e Buoni del Tesoro).

L’euro digitale invece:

  • sarebbe garantito dalla banca centrale
  • avrebbe lo stesso valore dell’euro tradizionale
  • sarebbe una moneta ufficiale dello Stato

In altre parole, sarebbe denaro pubblico digitale.

C’è questo orientamento a studiare la possibilità di una moneta digitale perché la diffusione delle monete digitali delle banche centrali è ormai un fenomeno globale, studiato anche dalla Bank for International Settlements, l’istituzione internazionale spesso definita la “banca delle banche centrali”.

Le ragioni principali sono tre.

  1. il contante si usa sempre meno
    In molti Paesi i pagamenti digitali stanno sostituendo rapidamente il contante.
    Se questa tendenza continuasse, il rischio è che il denaro pubblico scompaia dalla vita quotidiana, lasciando spazio solo a moneta privata emessa dalle banche.
    L’euro digitale servirebbe quindi a mantenere una forma di moneta pubblica anche nell’economia digitale.
  1. la concorrenza delle criptovalute
    Negli ultimi anni si sono diffuse criptovalute come Bitcoin e altre forme di moneta digitale privata.
    Per le banche centrali questo rappresenta una sfida importante, perché potrebbe ridurre il loro ruolo nel sistema monetario.
  1. la sovranità monetaria
    Un’altra preoccupazione riguarda il potere crescente delle grandi piattaforme tecnologiche nei pagamenti digitali.
    Le banche centrali temono che, in futuro, il sistema dei pagamenti possa essere dominato da pochi attori privati globali.
    L’euro digitale rappresenterebbe quindi anche uno strumento di autonomia monetaria europea.

In pratica, il sistema dovrebbe funzionare come segue.

Le modalità operative non sono ancora definite in modo definitivo, ma l’idea più probabile è questa:

  • ogni cittadino potrebbe avere un portafoglio digitale (wallet);
  • l’euro digitale sarebbe utilizzato per pagamenti online e nei negozi;
  • l’utilizzo avverrebbe tramite smartphone o carta.

Molto probabilmente l’euro digitale non sostituirebbe il contante, ma lo affiancherebbe, almeno inizialmente.

Come spesso accade con le innovazioni monetarie, il progetto solleva anche alcune preoccupazioni.

Le principali riguardano tre aspetti.

  1. Privacy
    Molti temono che una moneta completamente digitale possa permettere un controllo eccessivo delle transazioni da parte delle autorità pubbliche.
    Le istituzioni europee sostengono invece che il sistema sarà progettato per garantire un alto livello di privacy.
  1. Ruolo delle banche
    Se i cittadini potessero detenere denaro direttamente presso la banca centrale, le banche commerciali potrebbero perdere una parte dei loro depositi.
    Per questo motivo si discute della possibilità di limitare l’importo di euro digitali detenibili da ciascun cittadino.
  1. Sicurezza e stabilità
    Un sistema monetario digitale deve essere estremamente sicuro e resiliente contro attacchi informatici o malfunzionamenti tecnologici.

Per il momento, quindi, il progetto è ancora in fase di studio.

La European Central Bank sta conducendo una fase di preparazione tecnica e di valutazione delle possibili soluzioni operative.

Se il progetto dovesse essere approvato, l’euro digitale potrebbe arrivare nella seconda metà di questo decennio.

L’introduzione dell’euro digitale potrebbe rappresentare uno dei cambiamenti più importanti nel sistema monetario europeo dalla nascita dell’euro.

Non si tratterebbe solo di una nuova tecnologia di pagamento, ma di una nuova forma di moneta pubblica nell’economia digitale.

Resta da vedere se i cittadini la adotteranno davvero su larga scala. Ma una cosa è certa: il modo in cui utilizziamo il denaro sta cambiando rapidamente e le banche centrali stanno cercando di adattarsi a questa trasformazione in atto.

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