L’etica di Spinoza

La visione etica di Spinoza in un’approfondita dispensa

Biografia dettagliata

Baruch Spinoza nacque nel novembre (probabilemente il 24) del 1632 ad Amsterdam e fu battezzato col nome Bento (Baruch è il nome ebraico) da Michael d’Espinoza. Di famiglia ebraico-portoghese, era figlio di un mercante, Michael, la cui famiglia si stabilì ad Amsterdam agli inizi del diciassettesimo secolo, a seguito delle persecuzioni contro gli ebrei. La madre, Hana Debora, morì prematuramente nel 1638. Bento, ultimo di quattro figli, viveva con la sua famiglia sull’attuale (Waterlooplein) vicino la residenza di Rembrandt. Siamo negli anni in cui prima Bruno e poi Galilei e ancora Descartes posero le condizioni per dare inizio ad una nuova stagione del pensiero, era iniziata la rivoluzione scientifica che accelerò il passaggio dal rinascimento all’epoca moderna.

Nel 1633 a seguito della pubblicazione del Dialogo sopra i massimi sistemi, l’Inquisizione condannava Galilei, la famosa abiura e l’isolamento del filosofo-scienziato; pochi anni dopo, nel 1637, Descartes pubblica il Discorso sul metodo. Nel 1639 Spinoza entra nella scuola della Comunità ebraico-portoghese, qui impara la lingua ebraica e prende dimestichezza con le sacre scritture. Sulla vasta e riconosciuta competenza di Spinoza in merito alle Sacre Scritture, molto risulta dagli epistolari e dalla stessa prefazione alle opere postuma fatta dai suoi amici, anzi è un susseguirsi di riferimenti a San Paolo, alla teologia cristiana. Contemporaneamente, in tutta Europa, continuano interessanti sviluppi della filosofia, Hobbes pubblica il De Cive mentre Descartes da alle stampe uno dei suoi libri più interessanti, le Meditazioni Filosofiche, di cui vi è la certezza il giovane Spinoza entra in contatto, questo testo sarà la base dalla quale il filosofo strutturà buona parte della sua specualazione filosofica.

 

1649, Spinoza ha diciassette anni, muore suo fratello Ishac, da lì il filosofo ancora molto giovane inizia ad aiutare il padre nel commercio. Nel 1651, Hobbes pubblica il celeberrimo Leviatano, la filosofia meccanicistica e la fisica cartesiana cominciano ad imporsi, egemoni, nel panorama culturale dell’Europa Continentale. In quelli stessi anni, si fa risalire l’aneddoto sull’improbabile unica storia d’amore del filosofo, la ragazza risulta essere una certa Clara Maria, figlia del luminare Franciscus van den Enden.

1654 muore anche il padre. Insieme col fratello, iniziano la collaborazione nel settore del commercio.

Il famoso 27 luglio del 1656, sospettato di eresia, Spinoza viene sottoposto ad interrogatorio ed espulso dalla Sinagoga, con un atto di scomunica (herem). La sentenza accusava Spinoza di gravissimi atti d’eresia a seguito dei quali al filosofo era proibito ogni rapporto con gli altri e inoltre venne imposto il divieto di lettura dei suoi scritti. L’atto di scomunica assunse le forme di una vera e propria “maledizione”, eccone un estratto, testo ripreso dall’Abbagnano:

“… noi dichiariamo Baruch de Espinoza scomunicato, esacrato, maledetto ed espulso[…] pronunciando contro di lui la maledizione con cui l’Eliseo colpì i fanciulli e tutte le maledizioni scritte nel libro della Legge. Sia maledetto di giorno e di notte; sia egli maledetto quando si corica, e maledetto quando si alza; maledetto nell’uscire e nell’entrare. Possa il Signore mai più perdonarlo, né riconoscerlo; possano l’ira e la collera del Signore ardere, d’ora innanzi quest’uomo[…] siete tutti ammoniti, che d’ora innanzi nessuno deve parlare con lui a voce, né comunicare con lui per iscritto[…] nessuno leggere alcunchè dettato da lui o scritto di suo pugno…”.

1657, Pascal pubblica le Provinciali

Nel 1661, Spinoza si trasferisce a Leyda (Rijnsburg) dove vive del suo lavoro manuale, molatore di lenti. Seguendo l’insegnamento ebraico, infatti, si impegnò ad imparare un mestiere manuale e divenne un fine esperto nella lavorazione delle lenti. Pubblica in quest’anno il famosissimo Trattato sull’emendazione dell’Intelletto (incompleto); in quest’opera, di forma e metodo, il filosofo svela una sua personale concezione della filosofia, ovvero via verso la salvezza esistenziale. L’anno precedente aveva scritto il Breve Trattato su Dio, l’uomo e la sua felicità, famoso perché dopo essere scomparso venne casualmente ritrovato nel 1852 in una traduzione olandese.

Di questi anni, si hanno le prime lettere ed i primi riferimenti al lavoro di stesura dell’Etica. Nel 1663 si trasferisce definitivamente a L’Aja, qui prende in affitto una stanza e stringe legami con Huygens e Jan de Witt (pensatore liberale e alfiere della tolleranza religiosa), il quale dopo molto rifiuti, riesce a convincere Spinoza a riscuotere una sua donazione a forma di vitalizio di 200 fiorini.

Nel 1665, inizia a lavorare al Tractatus theologico-politicus, legge Boyle, Leibeniz, con quest’ultimo entra persino in corrispondenza. Molto timido e di salute piuttosto incerta, Spinoza, continua ad avere una vita modesta, semplice, continua a vivere del suo lavoro con le lenti e del vitalizio.

Nel 1670 pubblica il Trattato, nel quale con forza ed impegno manifesta la sua disapprovazione nei confronti dell’inesistenza della libertà di pensiero, soprattutto in ordine ai limiti che le comunità religiose impongono. Pubblica il Trattato in forma anonima e immediatamente il libro viene condannato sia dalla Chiesa di Roma che da quella Protestante, per evitare che il libro venisse proibito, rinunciò a tradurlo in olandese. Continua nel frattempo a lavorare sull’Etica.

Nel 1672, L’Olanda viene invasa dai Francesi, il suo amico Jan de Witt viene ucciso dopo essere stato imprigionato. Nel 1673 riceve all’età di quarantun’anni l’offerta di una cattedra in Filosofia presso l’Università di Heidelberg, da parte dell’Elettorato Palatino. Però Spinoza rifiuta a causa di un’incomprensione circa i margini di libertà che avrebbe avuto. Rifiuta l’offerta con la motivazione di non sapere “entro quali limiti la libertà di filosofare avrebbe dovuto essere contenuta per non sembrare di voler turbare la religione pubblicamente stabilita.”.

1674, le Corti d’Olanda emanano un decreto di condanna del Trattato teologico-politico. Nel frattempo però, la portata del filosofare spinoziano inizia a manifestarsi in altri autori. Nel 1673 si reca ad Amsterdam per la pubblicazione dell’Etica che già da un anno circolava tra la cerchia ristretta dei suoi amici. A seguito delle diffamazioni dei cartesiani e della presa di posizioni dei teologi, Spinoza, prima temporeggia, poi rinuncia a pubblicare, finchè in vita, la sua opera magna. Nel 1676 inizia la stesura di un’altra opera, il Tractatus politicus, che poi rimarrà incompiuto. Nello stesso anno incontra Leibeniz.

Nel 1677, il 21 febbraio a soli 44 anni muore Baruch Spinoza a L’Aja. Pochi mesi dopo vengono pubblicate le Opere posthuma e i Nagelate Schriften, in esse venne raccolta tutta la produzione principale di Spinoza, tra cui la famosa Ethica more geometrica demonstrata. Le opere furono pubblicate in latino e in olandese.

Opere di Spinoza:

Breve Trattato, Trattato sull’emendazione dell’Intelletto, i Principi della filosofia cartesiana, il Trattato Teologico-Politico, Calcola algebrico dell’arcobaleno e il Calcolo delle probabilità e l’Ethica more geometrica demonstrata.

Autore: Leuco

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