L’etica di Spinoza

La visione etica di Spinoza in un’approfondita dispensa

Scrittura, metodo e piano dell'opera

Con la famosa espressione galileiana, la natura è scritta in linguaggio matematico, ha inizio l’era moderna. Non per semplificare ma considerate effettivamente cosa è stata la natura forte della modernità e cos’è tutt’ora. La speculazione filosofica dei primi del seicento si scollò il gravame della tradizione, ipse dixit, aristotelica e scolastica per irrompere nella scena con un nuovo formalismo del linguaggio, prima mai considerato. Per trarre il pensiero fuori dalle stagnanti acque della mistica rinascimentale, si capì subito cha bisognava rifondarlo partendo da una base comune che non poteva più essere la verità rivelata, ma, per forza di cose, il nuovo linguaggio empirico ed anche deduttivo della matematica.

Così Galilei, Copernico, e Bacone nonché il mirabile Discorso sul Metodo di Descartes. Tutto il seicento, in fondo, prelude, attraverso l’affinamento delle scienze matematiche alla stagione dei lumi che da esso quasi necessariamente discende. L’evoluzione del pensiero moderno culminò con Newton e esplose nuovamente col positivismo dell’ottocento e la rivoluzione tecnologica del duemila.

 

In tutto questo scenario di progresso, innovazione, rivoluzione, c’è il pensiero di Spinoza. Un filosofo singolare, indipendente, ma che più di tutti percepì la forza reale del nuovo universo libero del pensiero. Il suo principale libro, l’Etica appunto, è uno dei più particolari risultati dell’avventura della conoscenza, a prima vista potrebbe apparire come un involucro sperimentale novecentesco, ma poi attraversandolo, si capisce che è una sorta di enciclopedia del pensiero e della conoscenza, sviluppata seguendo l’unico fondamento certo della realtà, il linguaggio logico-matematico. Oggi sappiamo che la natura assoluta della matematica è venuta anch’essa meno, ma in quell’epoca, davvero, il suo linguaggio consisteva in un nuovo universo comune, in una nuova base ideologica formale, per le menti di un’Europa lacerata dalle guerre di religione.

La scrittura è complessa, ma, tralasciando la forma sintattica, la novità assoluta è nella forma, mai prima sviluppata, del trattato dimostrato usando gli strumenti della logica geometrica. Una sorta di enorme teorema, o meglio, un insieme di numerosissime idee sviluppate non attraverso l’argomentazione narrativa, bensì come fossero teoremi classici (euclidei).

L’Etica è suddivisa in cinque parti:

per ogni parte c’è l’inizio nel quale si presentano le DEFINIZIONI necessarie, poi ci sono le relative spiegazioni, una seconda parte costituita dagli ASSIOMI così poi proposizioni (TEOREMI) e dimostrazioni, COROLLARI e infine SCOLII (delucidazioni).

Invito a riflettere che l’uso geometrico dell’esposizione non è solo figlio di una sincera convinzione circa la possibilità del linguaggio matematico di risolvere in modo più vicino alla verità le varie questioni che si presentano. L’uso geometrico del linguaggio è anche dovuto ad una manifestata fede in un universo costruito su una struttura necessaria di tipo geometrico. Questa è un’importante precisazione che può servire a capire meglio tutta l’ossatura del complesso pensiero del filosofo.

Resta il fatto che come libro di filosofia rimane uno dei più complessi e la forma stessa rende spesso incomprensibili molte parti, nell’esposizione che segue mi concentrerò prevalentemente sul concetto di Sostanza, parte prima e seconda, che è una massima dello spinozismo e poi affronterò in modo meno esauriente le parti successive.

Autore: Leuco

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