L’etica di Spinoza

La visione etica di Spinoza in un’approfondita dispensa

La libertà umana

I tre gradi della conoscenza

Siamo ormai alla fine. L’Etica spinoziana si è espletata in mille modi, in mille definizioni, corollari, assiomi, scolii, precisazioni e premesse. Ora l’ultimo passo, quello della definitiva apertura ai modi della conoscenza, alle strade per giungere pian piano ad un miglioramento delle ragioni umane. Non ci sono rivelazioni ma difficili salite, elevazioni, ascese, sempre ripide, sempre sbagliate, incomplete. Ma lasciamo i corsi e i ricorsi, prendiamo tutto dei più grandi, affascinanti pensatori e da quel tutto vediamo di partire, perché la storia non ripete nulla, ma ci fornisce sempre un gradino, qualche volta giù, qualche volta un po’ più in su, ma è sempre un’eccezione, non una struttura triste di epiloghi esistenziali, no; almeno spero, perché se così fosse, potrei smettere, subito di scrivere.

La prima forma di conoscenza dell’uomo viene direttamente dai sensi, quindi è parziale, assimilato con confusione e ricavata senza un’adeguata riflessione sulle cause, gli effetti, le ragioni. In pratica è la conoscenza detta opinione, Spinoza usa il termine immaginazione. Da questo tipo di conoscenza non può venir fuori nulla di buono, perché profondamente lontana dalla forma razionale e raziocinante dell’uomo. Di questo grado primo della conoscenza fanno parte anche gli universali, i nomi comuni cui intendiamo il molteplice. Come afferma nella proposizione XLI, la conoscenza di primo genere è l’unica causa della falsità.

 

La seconda forma di conoscenza dell’uomo è fondata sulla ragione. Da tale forma di conoscenza, l’uomo trae i concetti adeguati per stabilire connessioni logiche e per fondare un ordine razionale, comunicativo e reale. Siamo nella dimensione normale, la nostra quella della ragione appunto.

La terza ed ultima forma di conoscenza dell’uomo è la c.d. Scienza Intuitiva. Qui, all’interno di questo grado della conoscenza, tutto si fonda sull’intelletto e sulla comprensione della natura della sostanza e della sua forma. Diciamo che per Scienza Intuitiva, Spinoza intende la percezione metafisica dell’universo, ovvero la base comune, la verità sostanziale, il principio di tutto. Attraverso questo grado di conoscenza, la mente può elevarsi e da lì conseguire la virtù, la libertà e la beatitudine. Dice Spinoza:

“Spiegherò tutto con un esempio solo. Si danno tre numeri, e vogliamo otterne un quarto che stia al terzo come il secondo al primo. I mercanti non hanno alcuna esitazione a moltiplicare il secondo per il terzo e dividere il prodotto per il primo; appunto perché non hanno dimenticato ciò che hanno imparato dal maestro senza alcuna dimostrazione.”. (Et. Parte V)

Adesso, vi spiego perché prima ho intentato una strada giusta, quella della necessità di riprendere il percorso del pensiero, l’ho fatto perché condivido con Spinoza la certezza che solo attraverso un uso rigoroso del pensiero si possa ambire ad un progresso morale.

Se il terzo tipo di conoscenza significa intuizione di Dio, ciò sottintende che esista una connessione tra Dio e l’uomo, come se ad un certo punto l’amore intellettuale verso Dio corrisponda ad un suo aiuto nel percorso della ragione.

Autore: Leuco

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