Flat Tax e Irpef: il confronto

Analisi ,con grafico interattivo, della tassazione di imprese individuali e professionisti

Uno dei cavalli di battaglia del Governo giallo-verde è la flat tax, cioè la previsione di una tassa piatta (con aliquota unica) per tutti.

In altro nostro articolo abbiamo dimostrato matematicamente, dati alla mano, come la promessa elettorale della flat tax generalizzata sia assurda e completamente infattibile.

Forse proprio perché ad analoga conclusione è giunto anche lo stesso Governo, la riforma fiscale che l’esecutivo ha approntato è di fatto tutta un’altra cosa rispetto alla flat tax a favore di tutti i contribuenti, nonostante si continui a chiamarla flat tax.

La nuova tassazione che decorre dal 1° gennaio 2019 riguarda infatti solo le imprese individuali ed i professionisti, quindi non tutti i contribuenti, non le famiglie, come si diceva invece in campagna elettorale.

Inoltre l’imposta sostitutiva prevista nel nuovo regime forfettario (5% per le nuove attività e 15% per le altre), a favore appunto di ditte e professionisti, non è altro – a ben vedere – che un semplice allargamento della platea dei beneficiari già agevolata dall’analogo regime forfettario ideato dal Governo Renzi. Quindi non una grandissima novità e sicuramente non una flat tax generale, come promesso prima e subito dopo delle elezioni politiche.

Allargamento dei beneficiari che è avvenuto aumentando il massimale annuo di ricavi (per le imprese individuali) o di compensi (per i professionisti) entro il quale l’imposta sostitutiva è applicabile, pari ora a 65.000 euro l’anno, ma anche prevendo la possibilità di entrare nel nuovo regime forfettario per tutta una categoria di persone fisiche cui esso era precedentemente precluso, come ad esempio i lavoratori dipendenti che intendono svolgere, insieme all’attività subordinata, la libera professione o che vogliono aprire un’impresa come soggetti individuali (non società).

 

La vera novità fiscale del Governo 5 Stelle/Lega è la previsione, ma solo a partire dal 1° gennaio 2020 (se nessuno cambia idea nel frattempo), di una significativa agevolazione fiscale per gli stessi contribuenti sopra indicati – cioè ditte individuali e professionisti – con volume annuo di ricavi o compensi superiore ai 65.000 euro (al di sotto di tale soglia rientrerebbero infatti nell’agevolazione fiscale del regime forfettario) e fino a 100.000 euro. Per questi soggetti è prevista la tassazione piatta del 20% sul reddito di impresa o di lavoro autonomo. Sopra i 100.000 euro di ricavi/compensi si continuerà ad applicare l’ordinaria tassazione Irpef ad aliquote scaglionate.

Per analizzare appieno il nuovo sistema tributario che colpirà gli italiani (imprese e professionisti) quando le suddette nuove tassazioni saranno a regime (sia quella riguardante il regime forfettario e sia quella, in partenza dal 2020, con l’imposta sostitutiva al 20%) e per fare i dovuti calcoli di convenienza, abbiamo preparato il grafico interattivo a fondo pagina in cui è sufficiente inserire pochi dati per avere le curve di tassazione e i dati di confronto fra tutte le diverse imposizioni sul reddito.

I dati da inserire nelle celle bianche del programma sono i seguenti (facendo attenzione ai numeri decimali che potrebbero richiedere la virgola anziché il punto per la loro corretta immissione):

  • il tipo di attività che si esercita o che si vuole esercitare
  • per le imprese con più di 65.000 euro di ricavi o compensi, la percentuale di costi (spese) rispetto ai ricavi (compensi) che in linea di massima si sostiene nell’esercizio dell’attività
  • l’indicazione se trattasi una nuova attività (aperta da non più di 5 anni) o un’attività già avviata (da più di 5 anni) e questo perché l’aliquota agevolata del regime forfettario è diversa nei due casi (5% per le nuove attività e 15% per le altre)
  • l’importo dei contributi previdenziali versati nell’anno, essendo tale spesa interamente deducibile dalla tassazione di favore, così come lo è per l’Irpef ordinaria

Ad esempio una professionista già in attività da tempo, che sostiene il 30% circa di spese (rispetto ai compensi) e versa 4.000 euro l’anno di contributi alla sua cassa di previdenza, dovrà confrontarsi dal 2020 con le seguenti curve di tassazione, nel caso scegliesse il regime forfettario per compensi inferiori a 65.000 euro.

 

Inserite quindi i dati e divertitevi ad analizzare gli esiti del confronto che abbiamo realizzato per voi.

Abbiamo messo tutto il nostro impegno nella realizzazione del programma e nella stesura dell’articolo, ma essi hanno esclusivamente finalità didattiche e pertanto non fate affidamento sui risultati del programma, né sulle informazioni contenute nel testo. Ci esoneriamo quindi da qualsiasi responsabilità per i danni derivanti dall’uso dei dati forniti.

Autore: Steve Round

Condividi questo articolo su

Invia commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.